Tre libri sopra il cielo

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“THE NORMAL HEART” di Larry Kramer

the-normal-heart_288TITOLO: The Normal Heart
GENERE:Drammatico
SCENEGGIATURA: Larry Kramer
REGIA: Ryan Murphy
INTERPRETI: Mark Ruffalo, Julia Roberts, Matt Bomer,
Taylor Kitsch, Jim Parsons, Alfred Molina e Jonathan Groff.
NAZIONE: Stati Uniti
DURATA: 160 min
TRAILER:

La mia passione per Matt Bomer è conosciuta a tutti ormai. Anche i muri lo sanno. E questo mio amore incondizionato mi porta a guardare ogni film e serie di cui  Matt è protagonista. Di sicuro questa è stata la prima cosa che ha fatto scattare in me la curiosità di guardare questo film, uscito in anteprima negli Stati Uniti sulla rete televisiva HBO il 22 Maggio scorso e trasmesso in Italia da Sky Cinema 1 HD il 22 Settembre.
Questo film ha fin da subito fatto parlare molto di sè. In primo luogo per lo sceneggiatore Larry Kramer, che aveva scritto questo dramma teatrale già trent’anni fa mettendo in scena la prima di “The Normal Heart”  il 21 Aprile 1985 a New York, quando ancora la parola AIDS non era utilizzata e quando ancora per tutti, questa malattia era chiamata “il cancro dei gay”. In secondo luogo per il regista Ryan Murphy, uno dei registi più influenti della televisione americana (sono infatti stati dcastiretti da lui American Horror Story, Glee e Nip / Tuck). In terzo luogo per il cast che pur essendo un film per la televisione è di tutto rispetto e degno di nota: Mark Ruffalo, Julia Roberts, Matt Bomer,  Taylor Kitsch, Jim Parsons, Alfred Molina e Jonathan Groff.
E per finire la trama. Una storia difficile ma che racchiude in se una straordinaria forza emotiva, oltre al proprio valore di testimonianza cruda ed irrinunciabile di una delle pagine più cupe nella storia recente.

Ma veniamo alla trama: la storia inizia  nell’estate del 1981 (la stagione in cui si manifestarono i primi casi di diffusione del virus dell’HIV), dove troviamo il personaggio di Ned Weeks (Mark markRuffalo) scrittore newyorkese e attivista per i diritti dei gay. Ned, uomo risoluto, ostinato ed intransigente, assiste con angoscia ai primi casi di contagio e non esita ad allearsi con la coraggiosa dottoressa Emma Brookner (Julia Roberts), costretta sulla sedia a rotelle per aver contratto la poliomelite da bambina, al fine di avvertire la comunità gay del pericolo a cui è sottoposta. Il nucleo centrale di “The Normal Heart”, in effetti, è proprio la necessità di contribuire in prima persona a contrastare l’indifferenza – e quindi la totale mancanza di sostegno e di informazioni – da parte delle autorità nei confronti degli individui omosessuali, considerati (erroneamente) le uniche, potenziali vittime imagesdi quello che venne bollato frettolosamente come “il cancro dei gay”. Ned Weeks diventa ben presto il simbolo di una coscienza civile nella quale si coagulano anche la rabbia e il senso di confusione e di impotenza di un’intera comunità, diventando così il perno di quell’associazione di assistenza e di volontariato conosciuta come Gay Men’s Health Crisis, fondata nel 1982 in risposta all’esigenza di richiamare l’attenzione su una tragedia di fronte alla quale le istituzioni, e addirittura la Casa Bianca, restarono per trmatt e markoppo tempo cieche e indolenti. Accanto alla figura di Ned si stagliano altri personaggi ai quali Murphy sa attribuire il giusto spazio, proponendo una significativa galleria di ritratti vividi e carichi di umanità: da Felix Turner (Matt Bomer), giornalista del New York Times e amorevole compagno del protagonista, a Bruce Neils (Taylor Kitsch), leader della GMHC, spesso in disaccordo con Ned, dal giovane attivista Tommy Boatwright (Jim Parsons) al più maturo Mickey Marcus (l’eccellente Joe Mantello, già interprete del ruolo di Ned a Broadway), oltre a Ben Weeks (Alfred Molina), il fratello di Ned, al quale sono affidate alcune delle sequenze più commoventi del film.  La variegata soundtrack, che include hit intramontabili quali Angel Eyes e More Than This dei Roxy Music, Do You Really Want to Hurt Me dei Culture Club, I Will Survive di Gloria Gaynor, You Make Me Feel di Sylvester e Waiting on a Friend dei Rolling Stones, si chiude emblematicamente sulle note malinconiche di The Only Living Boy in New York, uno dei brani più belli e struggenti del repertorio di Simon & Garfunkel.

matt  e  mark
Le emozioni che vi farà vivere questo film di poco più di due ore sono tantissime. Indignazione. Rabbia. Dolore. Ma anche amore. Tanto amore. Amore tra fratelli che non condividono la stessa idea. Amore per una causa data per persa fin dall’inizio. Amore per i propri amici. Amore per il proprio lavoro. Amore per il proprio compagno.
Non vi nascondo che ho pianto. Ho davvero pianto tanto. Ma ne è valsa la pena. E non perchè c’era Matt Bomer,  ma perchè è un film che merita tutta l’attenzione possibile proprio per il tema che tratta. L’Emmy come miglior film per la televisione è stra meritato.
Film per la tv da 5 stelle!

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Questa voce è stata pubblicata il 10 ottobre 2014 da in Film con tag , , , , , .

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