Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “PROMESSE VISSUTE” di Amy Lane

promesse vissute
TITOLO: Promesse Vissute
TITOLO ORIGINALE: Living Promises
AUTORE: Amy Lane
TRADUZIONE: Emanuela Graziani
CASA EDITRICE ITALIANA: Dreamspinner press
GENERE: Romance
COVER ARTIST: Paul Richmond
E-BOOK:
PARTE DI UNA SERIE: Promesse, Libro 3
PREZZO: $ 6,99 su Dreamspinner press
PAGINE: 445
USCITA: 2 Giugno 2015

TRAMA:Sei anni fa, Jeff Beachum confortò un adolescente spaventato fuori da una clinica per il trattamento dell’HIV, e Collin Waters non si è mai scordato della sua gentilezza. Oggi, dopo che per sei anni ha avuto una cotta per quell’uomo gentile dagli occhi castani, Collin si sente adulto e maturo abbastanza per fare la sua mossa. Un vero peccato che il destino, che non è mai stato gentile con Jeff, abbia altro in mente.
La vita di Jeff è andata completamente a rotoli un giorno di tanti anni fa, e ora non va molto meglio. Jeff si è indurito, è diventato indipendente, il tizio divertente a cui si rivolgono gli amici, quello che dà consigli e conforto quando ce n’è bisogno. Ma tutti i fantasmi del suo passato stanno per tornare a dargli la caccia e anche la famiglia a cui ha legato il suo futuro non se la sta passando bene. Collin è più di un ragazzo dagli occhi innamorati, ed è meglio così, perché Jeff avrà bisogno di tutto l’aiuto che riuscirà a trovare. Nessuno sa meglio di lui che la vita può essere troppo breve per voltare le spalle al vero amore, e che il lieto fine è la promessa migliore di tutte.

 

SelvaggiaParlare dei libri di Amy Lane è sempre molto difficile, almeno per me. Lei ti prende dopo poche pagine, ti mastica, ti trita e poi ti sputa per terra ridotto in poltiglia.
Ho letto tutto quello che è stato tradotto in italiano, credo e non tutto mi è piaciuto perché, al di là dell’aspetto puramente emotivo, ha uno stile molto particolare, molto difficile secondo me da tradurre e da “italianizzare”.
Questa serie, “Promesse” è quella che ha più pathos e che trasmette più sofferenza. Non puoi scappare, non puoi pensare… “insomma migliorerà, troveranno un po’ di serenità questi poveri ragazzi”. No, non lo puoi fare perché lei li fa soffrire, li fa piangere e disperare, ancora e ancora e ancora.
Come puoi non soffrire quando i protagonisti sono già preparati a non vivere troppo a lungo a causa del maledetto virus HIV? Questo è l’elefante in questo bel romanzo, proprio questa terribile malattia che rimane sospesa sopra le teste dei protagonisti, Jeff e Collin.
Potrebbe sembrare che la storia sia incentrata solo su di loro e invece è decisamente una storia corale, perché Jeff e Collin hanno un passato e un presente che si intrecciano in maniera indissolubile con tutti i protagonisti dei libri precedenti. Ritroviamo quindi Deacon e Crick (e ve lo devo dire, la loro parte vi spezzerà il cuore, preparate i fazzoletti), poi l’adorabile Mickail e il suo “lubime” Shane (i miei preferiti in assoluto) e via via tutti gli altri.
La storia di Jeff e Collin si dipana con difficoltà, perché hanno veramente tante, ma proprio tante cose a cui pensare, oltre alla malattia. Jeff deve affrontare il dolore per la morte del suo ragazzo, anzi più precisamente per il modo in cui è morto, deve occuparsi del fratellino di quest’ultimo, Martin, che all’improvviso gli piomba in casa vomitandogli addosso tutto il suo dolore e il suo bigottismo, deve trattare con il suo papà omofobo per poter vedere la sua mamma, malata e rinchiusa in un istituto.
Jeff porta sulle spalle, oltre a tutto il suo dolore personale, anche quello di tutti gli altri perché Jeff è quello simpatico, quello che ride e che scherza, quello a cui tutti si appoggiano per avere un sostegno morale.
Ma si sa che queste persone, queste spugne emotive, prima o poi scoppiano e sarà proprio durante uno di questi crolli emotivi che finalmente Jeff si lascerà un po’ andare alla corte di Collin il quale, pur essendo anche lui malato di Hiv, è totalmente supportato dalla sua famiglia al “femminile”, ha un lavoro che ama, ha amici devoti, ha in definitiva un carattere diverso, formatosi in un modo ben specifico a seguito di un evento tragico accadutogli nell’infanzia.
A volte la “famiglia del Pulpito” è fin troppo presente nelle vite dei suoi affiliati, di sangue e no (almeno per il mio carattere), ma la famiglia è sempre la famiglia, questo sarà il leitmotiv di questo romanzo, e avrà un peso notevole in tutte le scelte che Jeff e Collin faranno.
Personalmente ho fatto un po’ fatica a seguirne l’intreccio e ho trovato qualche scelta di traduzione e di editing un po’ forzata, ma per il resto un bel libro che ho trovato godibile non solo per la storia principale, ma soprattutto per gli accenni, tutt’altro che piccoli, sugli altri protagonisti.
Inoltre e la cosa non guasta affatto, le scene di passione sono tutte bellissime, appassionate ma soprattutto cariche d’amore.
Amy Lane ancora una volta non delude.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 maggio 2015 da in Romance con tag , , , , , .

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