Tre libri sopra il cielo

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LA FIEREZZA GAY

tonia1Il 1969, grazie ai moti dello Stonewall Inn di New York è considerato l’anno di nascita del movimento di liberazione omosessuale. L’intero decennio degli anni Sessanta, negli Stati Uniti, è caratterizzato da tensioni continue fra polizia e persone gay, lesbiche e transessuali, riflesso della mobilitazione contro le discriminazioni che interessano l’intera società americana. Questi sono gli anni delle marce per i diritti dei neri, gli anni dell’incubazione del femminismo, l’inizio di un risveglio civile e politico che porta alla rivoluzione dei costumi sessuali e del diritto di famiglia.
Il 28 Giugno 1970, nell’anniversario della rivolta di Stonewall, Graig Rodwell e altri attivisti diedero vita ad una manifestazione chiamata Christopher Street Liberation Day, una marcia pacifica dallo Stonewall Inn a Central Park per reclamare diritti e dignità per tutti gli omosessuali e i trans gender. Questo fu il primo Gay Pride della storia, nato fin dall’inizio come occasione per dare visibilità al mondo gay e sensibilizzare l’opinione pubblica e il potere sul tema dei diritti e della lotta contro le discriminazioni.
L’anno successivo, il corteo del Gay Pride ha sfilato per le strade di Boston, Dallas, Milwaukee,tonia2 Londra, Parigi, Berlino Ovest e Stoccolma. Nel 1972 si aggiunsero anche le città di Atlanta, Buffalo, Detroit, Washington DC, Miami, Philadelphia e San Francisco.
I moti di Stonewall innescarono un processo inarrestabile, in pochi anni si formarono numerosi gruppi di sostegno LGBT, tutti accomunati da una matrice rivoluzionaria di sinistra radicale. Negli Stati Uniti nacque il Gay Liberation Front con sedi in diverse città del Paese, in Europa invece abbiamo il Gay Liberation Front in Inghilterra (GLF), il Mouvement Homosexuelle d’Action rèvolutionnaire in Belgio (MHAR), il Front Homosexuel d’Action Rèvolutionnaire in Francia (FHAR), l’Internationale Homosexuelle Rèvolutionnaire (IHR) e infine il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario italiano (FUORI). Il gruppo italiano, con base a Torino si è costituito nel 1971 e diede vita anche ad una rivista omonima che rappresenterà la voce degli omosessuali in Italia per un intero decennio.
Ma vediamo cosa accadde proprio in Italia…
tonia3La piccola Stonewall italiana, come è stata definita da diversi osservatori, si svolse a Sanremo il 5 Aprile 1972. La prima manifestazione pubblica di omosessuali in Italia, che segna la nascita del movimento di liberazione omosessuale nel nostro Paese, fu una protesta contro il “Congresso internazionale sulle devianze sessuali” organizzato dal Centro italiano di sessuologia, durante il quale i migliori luminari dell’epoca descrissero i benefici delle loro sperimetazioni nel campo della riabilitazione della guarigione dall’omosessualità. Di ispirazione cattolica, il Centro italiano di sessuologia, può essere considerato un diretto antenato dei gruppi che sostengono le terapie riparative.
Alla prima manifestazione pubblica in Italia (foto in alto), per la difesa della dignità e dei diritti delle persone omosessuali, partecipò un gruppo di contestatori formato da rappresentanti del FUORI, tra cui Angelo Pezzana, Mario Mieli e Alfredo Cohen, ma presero parte anche persone appartenti a gruppi di liberazione europa, come la storica femminista Francoise d’Eaubonne. I contestatori riuscirono a intevenire regolarmente durante il congresso, attraverso contestazioni che misero in evidenza la faziosità delle tesi sostenute in nome di una presunta normalità. Fu un’azione che ebbe enorme risalto nei giornali nazionali.
Ma dobbiamo aspettare la fine degli anni ‘70, precisamente il 1978, per vedere in Italia i primi eventi specificamente correlati alle celebrazioni internazionali del Gay Pride. A Torino fu organizzato il sesto congresso del FUORI e nel 1979 Pisa è protagonista del primo corteo contro le violenze subite da persone omosessuali, corteo organizzato grazie al Collettivo Orfeo (associazione che promuove i diritti per le persone LGBT). Episodi di violenza erano infatti frequenti in quegli anni e nell’estate del ’79 due ragazzi gay furono uccisi a Livorno. Alla prima manifestazione di Pisa parteciparono solo 500 persone, ma sarà la più partecipata fino al 1994.

Tonia4Il 28 Giugno del 1981 a Palermo, presso Villa Giulia, si svolse la “festa dell’orgoglio omosessuale”, questo avviene a pochi mesi dalla nascita del primo circolo ARCI Gay italiano. Il primo circolo di Palermo sarà presto imitato da altre città, ma sarà il primo nucleo di quella che diventerà la più nota organizzazione per i diritti gay d’Italia, nasce da un’idea di Don Marco Bisceglia come reazione al ritrovamento dei corpi di due giovani amanti uccisi a Giarre (Catania) a causa della loro relazione omosessuale.
Ma il primo Gay Pride nazionale ufficiale si svolse a Roma nel 1994 dopo un difficile accordo fra l’associazione nazionale Arcigay e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli a cui fu affidata l’organizzazione. Tra gli organizzatori dell’evento troviamo Imma Battaglia e Vladimir Luxuria. Alla marcia presero parte la parlamentare europea tedesca Claudia Roth, promotrice della risoluzione europea per i diritti degli omosessuali, ma anche esponenti del Partito Radicale come l’allora sindaco di Roma Francesco Rutelli. La marcia andò oltre le aspettative degli organizzatori, infatti vide la partecipazione di oltre diecimila persone. Per il movimento italiano, abituato a manifestazioni di alcune centinaia di persone, fu un successo che confermò la giustezza dell’approccio unitario.
“Stupisce la varietà della partecipazione, il vedere una accanto all’altra realtà che normalmente non fanno politica insieme e spesso, quando la fanno si combattono aspramente.” Con queste parole, il giornalista Gianni Rossi Barilli, commentò la prima manifestazione italiana.
L’anno seguente l’iniziativa si ripetè a Bologna e nel 1996 a Napoli.
Nel 1995, durante una manifestazione nazionale di protesta, “Alziamo la testa”, a Verona, Franco Grillini lanciò l’idea d’una manifestazione nazionale anticlericale a Roma in occasione del Giubileo, idea che fu approvata da tutti i gruppi. I successivi Pride dovevano essere le “prove generali” per una manifestazione d’imponenza mai vista in Italia.
Nel 1997 arrivarono i primi problemi, infatti nel 1994 il Mieli aveva creato la federazione Azionetonia5 Omosessuale (presente fino al 1997), una sorta di anti-Arcigay, con l’intendo di rompere il monopolio politico esistente all’interno del movimento omosessuale italiano. Il tentativo di Mieli di assumere l’egemonia del movimento gay italiano non fu benvisto da Arcigay e le tensioni crebbero di anno in anno finchè, nel 1997, si arrivò a due Pride separati: uno a Roma guidato appunto da Miele e Azione Omosessuale e uno a Venezia che vede la presenza dei circoli Arcigay e Arcilesbica. I due Pride ebbero un’affluenza inferiore a quella del primo Pride del 1994, invertendo la tendenza al graduale ma costante aumento dei partecipanti che aveva caratterizzato i Pride unitari.
L’anno precedente il Giubileo, il 1999, i Due Pride separati (Arcigay a Como, Mieli a Roma) toccarono in assoluto il punto più basso della partecipazione, infatti la comunità LGBT non ne capiva la ragione ed espresse il suo dissenso disertando entrambe le manifestazioni. Resisi conto della situazione, gli organizzatori fecero un passo indietro e Arcigay annunciò che nel 2000 non avrebbe organizzato alcun Pride ma invita l’intera comunità a convergere su Roma dove Mieli stava organizzando un World Pride per la prima settimana di Luglio.
Purtroppo le tensioni non furono però superate e in particolare creò problemi la proposta che ogni associazione contribuisse al Pride in proporzione al numero dei soci, ma che le votazioni concedessero un voto ad ogni associazione. Arcigay, come federazione di gruppi, aveva da sola più militanti di tutte le altre associazioni sommate, e si sarebbe trovata così a pagare la maggior parte dei costi, potendo però contare nelle decisioni su un unico voto. Arcigay nazionale pertanto decise di uscire dall’organizzazione dell’evento lasciando libertà di rimanervi per tutti i singoli circoli che lo desiderassero. A poco a poco però anche i circoli più vicini a Mieli uscirono dall’organizzazione e a pochi mesi dall’evento sembra profilarsi un vero fallimento.
Tonia6La situazione cambia dopo l’attacco mosso dalla Chiesa Cattolica all’idea del Pride, causando un inatteso compattamento di tutte le realtà LGBT italiane, ma anche una partecipazione straordinaria che andò oltre il mezzo milione di persone e che non era stata prevista nemmeno dagli stessi organizzatori. Ci fu un enorme afflusso di gente comune all’evento, ma presero parte anche molti personaggi noti internazionali tra cui Gloria Gaynor, RuPaul, Geri Halliwell e i Village People.
L’esperienza del World Pride dimostrò che il movimento LGBT ottiene risultati ogni volta che si presenta unito. Molto partecipato fu quello del 17 Giugno 2007 in risposta al Family Day. Nel 2011 Roma è protagonista del 18° Europride che coinvolge centinaia di migliaia di persone e vede Guest Star dell’evento Lady Gaga che tiene un lungo discorso a sostegno del movimento gay dal palco della manifestazione.
Nel 2010 il Pride nazionale ritorna a Napoli dopo 14 anni, slogan condiviso da tutte le associazioni ed organizzazioni locali (Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli, Famiglie Arcobaleno, ATN e nazionali) è “Alla Luce del Sole”. Per l’occasione il Comune di Napoli, ha prodotto una campagna di sensibilizzazione ad hoc che è stata visibile in città per oltre un mese sia negli spazi classici dedicati alle affissioni, sia sui mezzi di trasporto pubblici, nelle stazioni delle metropolitane e funicolari. Ci fu una grande affluenza di partecipanti durante il corteo e coinvolse oltre 20 carri, la manifestazione si concluse con un comizio in piazza Plebiscito.
Il Pride nazionale del 2012 si svolse a Bologna, senza carri e senza la musica che solitamentetonia7 caratterizzano tali eventi. Ciò avvenne come forma di rispetto per le vittime del terremoto dell’Emilia, e il raccolto per l’allestimento dei carri fu devoluto ai terremotati. A fine manifestazione, dal palco in Piazza Maggiore, presero la parola rappresentanti del movimento LGBT, tra cui Vladimir Luxuria ed il sindaco di Bologna Virginio Merola che si espresse a favore del riconoscimento del matrimonio civile tra persone delle stesso sesso.
Al Pride di Palermo, nel 2013, per la prima volta nella storia della manifestazione, parteciparono importanti cariche istituzionali: il presidente della camera, il ministro delle pari opportunità, il presidente della regione siciliana e il sindaco della città ospitante. Per l’occasione fu istituito il Gay Village più grande d’Europa all’interno dei Cantieri Culturali della Zisa, dove per 10 giorni si svolsero concerti, mostre d’arte e rassegne cinematografiche, furono organizzate due discoteche e grandi spazi per la ristorazione e l’artigianato. Tre giorni prima dell’inaugurazione del Gay Village, il comune di Palermo istituisce il registro delle unioni civili, proprio per lanciare un segnale concreto in occasione della manifestazione fortemente voluta dal sindaco e da lui stesso preannunciata durante la parata del Gay Pride cittadino dell’anno precedente.

tonia8Il 29 Giugno del 2013 nasce, su idea del comitato Arcigay di Napoli, insieme ai comitati Pride di Milano, Bologna, Catania e Sardegna, la prima edizione dell’ONDA PRIDE: una rete che unisce i vari Pride cittadini, regionali che ogni anno vengono organizzati in diverse città e regioni d’Italia.
Ma cosa significa Gay Pride? E perché viene scelto proprio il mese di Giugno per tale manifestazione?
L’espressione inglese Gay Pride significa letteralmente Orgoglio Gay e richiama in italiano due concetti distinti, quello di Fierezza Gay (ecco il perché del titolo di questo articolo) e quello di Gay Pride Parade, ovvero la marcia dell’orgoglio gay che mantiene in vita la memoria dei Moti di Stonewall del 1969.
L’orgoglio, parte delle persone omosessuali, di essere quel che sono.
La resa del termine inglese Pride crea in italiano numerosi equivoci, infatti la traduzione più usata ètonia9 “orgoglio” ma in italiano è anche sinonimo di “superbia”, quindi la traduzione più corretta sarebbe “fierezza”, cioè il concetto opposto alla vergogna, vista come la condizione in cui sono state costrette a vivere, in passato, la maggior parte delle persone omosessuali.
L’orgoglio gay si basa si tre punti:
– che le persone dovrebbero essere fiere di ciò che sono,
– che la diversità sessuale è un dono e non una vergogna,
– che l’orientamento sessuale e l’identità di genere sono innati o comunque non possono essere alterati intenzionalmente.
L’uso più diffuso e affermato in Italia è però l’abbreviazione di Gay Pride Parade, cioè marcia o manifestazione dell’orgoglio gay. Gay Pride è quindi la presa di posizione positiva contro le discriminazioni e le violenze nei confronti di tutta la comunità LGBT.
Nel linguaggio colloquiale, Gay Pride indica normalmente la manifestazione e le iniziative che si svolgono ogni anno in occasione della “giornata dell’orgoglio LGBT”, nei giorni precedenti o successivi alla data del 28 Giugno 1969, che commemora la rivolta di Stonewall, data simbolica di inizio del movimento di liberazione omosessuale.
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Il mese di Giugno è il mese dell’orgoglio LGBT per commemorare i Moti di Stonewall e di conseguenza molti eventi si svolgono nel corso di questo mese in tutto il mondo.

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Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 25 giugno 2015 da in Cultura con tag , .

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