Tre libri sopra il cielo

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GIROVAGANDO NEL WEB: “MILITES” di Cristina Lattaro

milites

TITOLO: Milites
AUTORE: Cristina Lattaro
CASA EDITRICE: Lettere Animate
GENERE: Contemporaneo
EBOOK:
PAGINE: 92
PREZZO: 1,49 € su Amazon
DATA DI USCITA: 10 Gennaio 2013
LINK PER L’ACQUISTO: Milites

 

TRAMA: Fabio Mosto è un figlio illegittimo che non ha mai conosciuto il padre. Si innamora del vicino di casa che lascia per abbracciare la carriera militare. Nel contingente dell’esercito di cui è colonnello arriva il tenente Domizio Bruni, rampollo di una famiglia ricca e blasonata, dotato di una bellezza e di un fascino non comuni, abituato da sempre a ottenere quello che vuole.
La tranquilla routine della caserma viene scossa da un incidente mortale in cui rimangono coinvolti due soldati di leva, entrambi connessi a Bruni che esce indenne dalla conseguente inchiesta militare. Mosto prenderà comunque dei provvedimenti drastici verso Bruni a cui resterà legato in vita e oltre la vita.

 

SelvaggiaSono giorni e giorni che mi dibatto su questa recensione e non so il perché. Forse perché tendo a leggere gay romance con un bel finale visto che, personalmente, amo avere delle speranze e quindi quando mi imbatto in lavori come questo ci rimango abbastanza male.
Cristina Lattaro scrive, per una persona profana come me, in maniera superba. La sua prosa è così complessa e ieratica da non essere, sicuramente, alla portata di tutti e non mi vergogno ad ammettere che alcuni passaggi mi sono risultati un poco ostici, però mi ha trascinato dentro le pagine e non mi ci ha fatto più uscire fino alla fine, fine che ahimè non è né felice né tantomeno fiduciosa.
Questo libro mi ha stuzzicato perché è ambientato in Italia e per di più nell’ambiente militare e io, che ci sono cresciuta in mezzo, ero assolutamente curiosa di leggere un gay romance ambientato in una caserma. Non so cosa mi aspettassi, di sicuro nulla di così cupo.
Non è sicuramente un romance, ma mi è piaciuto tantissimo ugualmente. Quando ho finito di leggerlo la prima analogia a cui ho pensato è stato “Il ritratto di Dorian Gray”, con questo Tenente Domizio Bruni bello in modo malvagio tanto da assomigliare a un angelo caduto e di cui conosciamo la vita, dalla giovinezza fino alla morte, attraverso espedienti narrativi come i salti temporali.
Conosciamo le sue origini patrizie, la facilità nell’ottenere ogni cosa, non tanto grazie al nome che porta quanto per la sua naturale capacità di arrivare agli obiettivi che si è prefissato senza nessuno sforzo.
Quando Domizio incontra il cadetto Antonino, giovane e innocente ragazzo che corromperà fino all’inevitabile disastro, non sa che quell’incontro sarà, nel tempo, la sua rovina e non lo capirà mai o forse, più semplicemente, non gli importa poi molto di capire perché le cose sono andate come sono andate.
Suo è uno dei punti di vista che viene utilizzato per la narrazione della storia, l’altro è del suo antagonista, il Colonnello Fabio Mosto, di origini proletarie, illegittimo, sposato e con una figlia e anche lui ci narrerà la sua vita tramite i ricordi.
Anche Fabio è gay, ma visto il periodo storico e il contesto lavorativo finirà come molti per uniformarsi alle aspettative della società e dell’Esercito. L’ultimo guizzo di desiderio a cui cederà sarà proprio con Domizio e questa parte del libro è stata quella che ho apprezzato di più, perché per un brevissimo istante entrambi capiscono di avere davanti quella persona che, probabilmente in un altro momento e in un altro luogo, avrebbe potuto essere la persona da amare. Si riconoscono ma non hanno la forza di affrontare e di portare avanti quel sentimento che è ancora quasi totalmente tabù in una caserma, figuriamoci allora.
Per una serie di circostanze che definire astrali è poco, le loro storie si incrociano e alla fine si concluderanno miseramente. Qualcuno potrebbe pensare che questa sia una storia d’amore con un finale tragico. No, non è un gay romance ma un libro che parla di omosessualità nell’ambito militare, ma ne parla tramite il vissuto nascosto non tramite le conversazioni o la politica, ne parla attraverso il comportamento dissoluto di Domizio e attraverso le pulsioni represse di Fabio. Ne parla anche attraverso l’ultimo gesto di redenzione, per me di amore, che Domizio compirà verso Fabio e che lo riscatterà parzialmente da una condotta disdicevole.

Come ho già sottolineato altre volte, non amo molto i salti temporali specie se vengono continuamente mescolati, ma questo è senz’altro un mio limite. Qui purtroppo per me ce ne sono tanti e a volte ho pensato che mancassero dei pezzi che unissero i vari capitoli, ma nonostante questo il libro merita assolutamente una lettura accurata.
Fabio e Domizio sono due figure tragiche, ma per quanto Domizio sia un vizioso, per quanto a volte le sue scelte siano discutibili vi ho intravisto una vulnerabilità molto forte, forse dovuta all’eccessiva sicurezza e l’incontro con Fabio, per quanto anomalo e sempre filtrato dal protocollo militare, mi ha fatto sperare fino all’ultimo che per loro ci fosse una vita di uscita, una qualsiasi, anche nascosta e pubblicamente negata, che ci fosse anche una solo possibilità per questi due uomini forti e fragili di poter aspirare ad essere veramente se stessi.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13 agosto 2015 da in Romance.

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