Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

CORREVA L’ANNO… 1998

Buongiorno amici e amiche, dopo la lunga pausa estiva (aiutatemi a dire lunga perché è stata davvero lunga) eccoci di nuovo qui a fare ricerca per trasmettervi sempre nuove notizie sull’universo LGBT.
Nei mesi precedenti abbiamo toccato, grazie alle bandiere, la comunità ursina, la comunità leather e le origini della Freedom Flag. Poi nel mese di giugno ci siamo dedicate alle origini del Pride con vari approfondimenti che toccavano i Moti di Stonewall e l’assassinio di Harvey Milk
Oggi torniamo alle bandiere e precisamente alla BI PRIDE FLAG, ossia la bandiera dell’orgoglio bisessuale.

Buona lettura.

CORREVA L’ANNO… 1998
Era il 1998 quando il disegnatore della bandiera, Michael Page, volle dare un proprio simbolo alla comunità bisessuale, paragonabile all’uso di successo della bandiera arcobaleno delle comunità gay e lesbiche, in modo da aumentare la visibilità delle persone bisessuali come un gruppo distinto di persone tra le persone omosessuali e quelle eterosessuali.
Altri simboli utilizzati in quel periodo (come il semplice simbolo del triangolo rosa capovolto, sovrapposto al triangolo blu, a formare un terzo triangolo di colore viola) non erano adatti come invece poteva esserlo una bandiera.

bi1
La bandiera è costituita da tre colori diversi: in alto, una striscia rosa rappresenta l’orientamento omosessuale. In basso, una striscia blu rappresenta l’orientamento eterosessuale. Al centro, una striscia viola, che è un quinto della bandiera, e il cui colore simboleggia la combinazione tra i due orientamenti sessuali.
Dicevamo prima che la Bi Pride Flag fece la sua comparsa per la prima volta nel 1998, mentre era il 1999 invece quando l’Ilga (associazione internazionale gay e lesbiche) stabilì che il 23 settembre fosse la data per la giornata mondiale dell’orgoglio bisessuale (Bisexual Pride and Bi Visibility Day).
bi2Una data non casuale che coincide infatti con quella della scomparsa del padre della psicanalisi, Sigmund Freud.
In Italia non c’è mai stato un “Bisexual pride” anche perché all’interno del mondo LGBT tale “categoria” così come tante altre (es. trans e/o transgender) non vengono emancipate, in quanto incluse come “ramo interno” del tessuto.
Bisessualità, questa cosa misteriosa, ancora più misteriosa dell’omosessualità, che fa più paura dell’omosessualità, perché in qualche modo si sottrae ai modelli a compartimenti stagni a cui – purtroppo – sono abituati gli etero, ma anche i gay e le lesbiche.
È vero, “essere bisessuale raddoppia immediatamente le tue possibilità al sabatobi3 sera” recita una famosa battuta di Woody Allen. ma a quanto pare raddoppia anche le possibilità di essere discriminati perché in molti, anche all’interno del mondo LGBT, vedono nella bisessualità semplicemente un espediente per non dichiarare apertamente la propria omosessualità.
Infatti i bisessuali sono ancora più invisibili degli omosessuali e sono oggetto di maggiori pregiudizi (tantissimi dal mondo gay). È anche vero che in passato la bisessualità era spesso sinonimo di non accettazione o andava a braccetto con i cosiddetti matrimoni bostoniani (due donne conviventi, non necessariamente unite da un sentimento romantico, ma senza il supporto finanziario di un uomo). Ora che le cose dovrebbero essere cambiate, “veniamo chiamati egoisti, traditori, indecisi, sempre alla ricerca di attenzioni, sporchi, inaffidabili, che diffondono malattie”, così scrive Stephanie Davies, su Diva Magazine. Allora, ben venga il bisexual pride, un’occasione per mettere assieme bisessuali, sostenitori della causa e amici, per riconoscere e celebrare la storia della bisessualità, la comunità bisessuale, le persone bisessuali e le loro vite
Si indica col termine bisessualità l’orientamento sessuale di un soggetto che ha la capacità di provar una forte attrazione romantica, sentimentale ed erotico-affettiva nei confronti di individui sia del proprio che dell’altro sesso, indirizzando il proprio comportamento sessuale di conseguenza. La persona bisessuale (diminutivo bisex o BI) può quindi sperimentare attrazione sessuale ed intraprendere relazioni amorose con componenti di entrambi i sessi. Comunemente, tutte quelle persone che non hanno un orientamento esclusivo per un sesso rispetto all’altro vengono facilmente identificati come bisessuali.
bi4La bisessualità è stata osservata in varie società umane lungo tutto il corso della storia registrata e nel resto del regno animale, non è pertanto caratteristica esclusiva dell’essere umano. La bisessualità quindi esiste e non solo tra i bonobo, in cui rappresentano il 100% della popolazione.

 

UN PO’ DI STORIA

È importante tenere presente che i termini eterosessualità, omosessualità e bbi5isessualità, ma più in generale le nozioni stesse di sessualità e orientamento sessuale, costituiscono concetti relativamente nuovi e sono stati introdotti per la prima volta dalla psicologia e dalla medicina nel corso del XIX secolo. Essi quindi non necessariamente si trovano adatti a indicare contesti storici precedenti, dal momento che le società antiche non utilizzavano, almeno non esattamente, le stesse categorie di pensiero.
La considerazione sociale del comportamento bisessuale nel corso della storia e presso le varie civiltà è stata molto varia. Relativamente alla cultura occidentale si è andati dall’apprezzamento del mondo greco, quando esercitato secondo precisi canoni, alla assoluta condanna della tradizione giudaico cristiana, che riteneva comunque inaccettabile l’attività sessuale fra individui dello stesso sesso.
Queste relazioni erano generalmente strutturate in base a classi di età, come nella pratica della pederastia nel bacino mediterraneo dell’antichità classica, dove con la denominazione di “pederastia greca” si indicava quel peculiare fenomeno consistente nella relazione altamente ritualizzata e socialmente codificata fra due maschi di età differente; poteva trattarsi di un rapporto anche erotico – pubblicamente riconosciuto ed accettato – tra un uomo adulto detto erastes-amante ed un ragazzo più giovane chiamato eromenos-amato, solitamente nell’età della bi6prima adolescenza, oppure la pratica dello “Shudo” nel Giappone premoderno dove per Shudo si intendeva una tradizione di omosessualità strutturata per età, del tutto simile a quella della pederastia greca nel mondo antico occidentale, prevalente nella società dei samurai a partire dal periodo medievale e durato fino alla fine del XIX secolo. Questa pratica, come la precedente, era strutturata come una conoscenza psicofisica, una sorta di risveglio e non incideva in alcun modo nella volontà di sposarsi ed eventualmente generare dei figli.
Anche i nativi americani, come parte della loro ricerca di visioni per trovare verità più elevate, permisero un tipo di libertà personale di cui noi non possiamo godere oggi. E pensare che li chiamiamo con arroganza “Culture Primitive”. bi7
I “Due Spiriti” o i “Berdache” (ma questo termine è occidentale) potevano mischiare caratteristiche di entrambi i generi ed erano visti come possessori di uno status speciale, come “benedetti” dagli dei. Essi erano visti come “genere di mezzo” e considerati come profeti e visionari dotati di una visione mistica e psichica del futuro.
Consentendo flessibilità nelle variazioni di stile di vita, con l’incoraggiamento appunto dei “Berdache” i nativi americani liberavano loro stessi in senso spirituale. L’enfasi fra i nativi americani era più verso le scelte e aspettative di ruolo sociale piuttosto che focalizzate sul comportamento sessuale e i Bernache erano visti in genere dalle tribù native come persone dotate di uno stato quasi sacro.
Quindi, in definitiva, la gran parte di ciò che chiamiamo omosessualità nelle culture antiche è in realtà una forma più o meno istituzionalizzata di bisessualità, in quanto la pratica e le relazioni omosessuali in quel tempo erano raramente intese e progettate in modo da escludere qualsiasi relazione eterosessuale. Ciò è in contrasto con l’attuale classificazione perentoria in cui una persona omosessuale è attratta esclusivamente da persone dello stesso sesso, mentre una eterosessuale esclusivamente da persone di sesso opposto. È necessario comunque premettere che le informazioni storiche di cui oggi disponiamo riguardano quasi esclusivamente la bisessualità maschile, quella femminile è più difficile da stabilire, poiché le società erano generalmente patriarcali e le varie fonti a disposizione parlano solo delle relazioni maschili, interessandosi invece molto poco di quelle femminili.
Dobbiamo però anche puntualizzare che, sia nella società dell’Antica Grecia come anche in quella dell’Antica Roma, il fatto di provare attrazione per le persone dello stesso sesso non era, di per sé, considerato deplorevole (benché fosse talora, specie in epoca tarda, oggetto di lazzi) ma, al contrario di quanto è stato talvolta sostenuto, non significava affatto una piena accettazione dell’omosessualità o l’esistenza di una sessualità libera. Nel mondo antico, come abbiamo spiegato, relazioni fra persone dello stesso sesso potevano essere accettate solo all’interno di un comportamento bisessuale. Per quanto non vi fosse di per sé nulla di condannabile nell’attrazione verso persone dello stesso sesso, ciò poteva realizzarsi solo a patto che un cittadino adulto, sia greco che romano, assolvesse ai doveri nei confronti dello stato. Fra questi ovviamente figuravano al primo posto l’unirsi in matrimonio, generare figli e rispettare le leggi e convenzioni sociali sulla famiglia, considerata l’architrave della società. Qualsiasi comportamento che minasse questo principio era assolutamente condannato. Ulteriori limitazioni derivavano poi dalle leggi o convenzioni che regolavano i rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, il comportamento effeminato e il crossdressing erano di fatto deplorati. Sulle modalità con cui tale rapporto poteva realizzarsi, il mondo greco e quello romano differivano profondamente tra loro. Anzi, anche nel corso della storia greca tali modalità cambiarono notevolmente.

IN EUROPA

Nell’Europa medioevale la bisessualità (e coloro che la praticavano) è stata, in tempi e luoghi diversi, o accettata o ridicolizzata. Risulta ancora quanto mai difficoltoso per uno storico arrivare a quantificare con precisione e segnalare le relazioni omosessuali all’interno della società in genere, in quanto ciò è stato sottoposto alla censura religiosa del tempo e anche a quella di alcuni studiosi contemporanei.
Si può tuttavia considerare quanto accaduto a personaggi celebri le cui vite sono più documentate, per esempio i sovrani e il loro entourage. Pratiche bisessuali sono quindi state rinvenute per alcuni grandi nomi, quali il re inglese Riccardo Cuor di Leone, che si era perdutamente innamorato in gioventù del re Filippo II di Francia.
bi8Nonostante alcuni storici abbiano insistito su una presunta, ma infuocatissima storia d’amore tra il re inglese e Filippo II di Francia, Jean Flori, uno degli studiosi più rispettati di questi ultimi cinquant’anni, nega la relazione tra i due, ma conferma la bisessualità dell’aitante sovrano che per ben due volte avrebbe fatto pubblicamente ammenda per i suoi peccati di sodomia. Nel XVI secolo re Giacomo I d’Inghilterra, sposato con la regina Anna di Danimarca e dalla quale ha avuto almeno otto figli, teneva presso di sé pubblicamente anche degli amanti maschi. Un altro esempio di comportamento bisessuale nelle corbi9ti reali è quello riguardante Filippo di Francia, duca d’Orléans, fratello di Luigi XIV (il re Sole): noto per le sue molteplici relazioni con uomini effeminati, aveva avuto vari figli provenienti da due diversi matrimoni.

Il poeta, drammaturgo e scrittore irlandese Oscar Wilde, sposato e con due figli, aveva anche molteplici relazioni omosessuali, la più celebre delle quali con Alfred Bruce Douglas; è uno degli esempi più famosi di bisessualità nel XIX secolo.
Durante il Rinascimento italiano, il “crimine di sodomia” era largamente praticato e nonostante le severe pene inflitte dalla Santa Inquisizione vi fu ad un certo punto una buona metà della popolazione di Firenze incriminata per atti sodomitici.
Una certa fluidità sessuale lungo il corso della vita, accompagnata da esperienze omosessuali compiute in gioventù, era quindi considerato come parte integrante del processo di crescita e maturità degli uomini eterosessuali. Tuttavia, contrariamente a quanto accadeva nell’antica Grecia e a Roma, una volta sposati essi rinunziavano quasi tutti ed in maniera completa a continuare a mantenere rapporti sentimentali/amorosi con altri uomini. Niccolò Machiavelli afferma ad esempio, parlando d’un contemporaneo: da giovane rubava i mariti alle mogli, oggi ruba le mogli ai mariti.
La figura del libertino poi è stata anch’essa storicamente associata con la bisessualità, questo a partire dal XVII secolo almeno. Si trattava per lo più di aristocratici che potevano, dato il loro rango, permettersi d’amare sia donne che uomini senza preoccuparsi troppo delle conseguenze.

bi10L’esempio di Gastone d’Orléans (1608-1660), fratello di Luigi XIII può essere citato come esempio. Trascorreva il tempo libero tra banchetti e declamazioni di poemetti erotici, in una sorta di edonismo bi11mondano comprendente anche relazioni sessuali con persone di entrambi i sessi. La designazione di libertino è poi proseguita per tutto il XVIII secolo, per riferirsi a persone “libere” da pregiudizi anche in campo sessuale, in quanto sfidavano l’autorità della Chiesa e la moralità del tempo. Il potere religioso ha condotto contro di essi una guerra senza quartiere.
William Shakespeare, uno dei più grandi drammaturghi della letteratura occidentale era bisessuale. Pur essendo sposato e avendo avuto diversi figli, ciò non gli ha impedito di rivolgere nei suoi Sonetti invocazioni romantiche appassionate ad un giovane uomo. La bisessualità di Shakespeare è stata costantemente e deliberatamente nascosta dai vari studiosi che hanno riflettuto sul suo lavoro, nel corso degli ultimi quattro secoli.

 

bi13Apertamente bisessuale, Madonna baciò sul palco Britney Spears e Chrbi14istina Aguilera nel 2003, un gesto visto come tipico esempio di “bisessualità chic”.
Durante il XX secolo la bisessualità di alcuni personaggi, come l’attivista per i diritti degli afroamericani Malcolm X, è stata deliberatamente nascosta.

 

BISESSUALITA’ OGGI

Nonostante vi siano molte manifestazioni contemporanee di bisessualità, questa continua a rimanere uno dei grandi tabù moderni. Ciò è in parte dovuto al fatto che molte persone, pur essendo in realtà bisessuali (vale a dire provano sentimenti d’attrazione nei confronti di entrambi i sessi), tengono occultato il fatto e non lo esprimono, impedendo così l’emergere di una vera visibilità della bisessualità. Esistono anche alcuni termini alternativi per descrivere le varie forme di bisessualità, ma molti di essi sono considerati neologismi non universalmente accettati.

Concetti e neologismi contemporanei

  • Bi-curioso: La Bi-curiosità è un aggettivo che si applica a qualcuno che, pur definendosi eterosessuale o omosessuale, mostra più o meno occasionalmente un certo interesse o fantastica d’aver relazioni con una persona del sesso da cui solitamente non viene attratto, pur continuando a non assumere o rifiutando l’etichetta di bisex. La parola bi-curioso può inoltre essere usata per classificare chi è “Bi-passivo”, “Bi-permissivo” oppure aperto a rapporti bisessuali. “Bi-passivo” descrive una persona eterosessuale o “bi-curiosa” che è “aperta” a contatti sia “casuali” che intenzionali, contatti che spesso si realizzano durante il sesso di gruppo con persone dello stesso sesso, solitamente in modo passivo, ovvero dal lato che riceve la stimolazione (o la penetrazione) da parte del soggetto attivo. “Bi-attivo” descrive una persona “bi-curiosa” o bisessuale che inizia a stabilire un contatto diretto con persone dello stesso sesso, e svolge un ruolo attivo nel rapporto, praticando la stimolazione o la penetrazione del partner.
  • Bisessuale-chic: questo termine descrive persone che s’impegnano in rapporti di seduzione nei confronti sia di uomini e donne con l’intento di far parlare di sé in una prospettiva glamour. Un esempio è la cantante statunitense Madonna la quale ha inventato lei per prima il concetto, con il videoclip della sua canzone del 1990 Justify My Love in cui la si vede baciare alternativamente un uomo e una donna. La bisessualità-chic al maschile è invece attualmente più rara, anche se in gran parte presente già negli anni ’80 riferita ad artisti del calibro di David Bowie, Mick Jagger, Marlon Brando e Lou Reed. Più in generale sembra che proprio il vedere due belle donne che si baciano tra loro sia una delle maggiori fantasie moderne maschili.
  • Bi-permissivo: indica qualcuno che non cerca attivamente relazioni sessuali con persone di un sesso specifico, ma che è “aperto”, ossia disponibile a fare nuove esperienze. In questa categoria può essere fatta rientrare l’omosessualità (o se è per questo eterosessualità) cosiddetta opportunistica, che descrive l’eccezionale disponibilità a rapporti omosessuali (o eterosessuali) legata alla mancanza contingente di partner disponibili del sesso preferito – il caso più classico restando quello degli ambienti sessualmente segregati.
  • Ambisessuale: indica un’indiscriminata attrazione che si rivolge verso persone di ambo i sessi. Chi si identifica come ambisessuale può provare attrazione verso qualcuno da un punto di vista fisico, emotivo, intellettuale o spirituale, a prescindere dal sesso o dal genere, mentre conferma i suoi criteri selettivi in altri ambiti. D’altra parte, alcuni potrebbero sperimentare nei confronti di un soggetto, un’intensa attrazione forse causata da particolari qualità riguardanti proprio il sesso o il genere.
  • Tri-sessuale: è sia una variante di “bisessuale” che un gioco di parole sempre collegato alla parola “bisessuale”. Comunque, nel suo significato più tecnico, indica persone attratte da uomini, donne e transgender (cioè transessuali o crossdresser). In termini più generici, può indicare persone interessate a “tutte” le possibili e variegate esperienze sessuali.
  • Down low: all’inizio del XX secolo con tale termine s’intendeva lo stile di vita proprio di certi afroamericani che intessevano rapporti omosessuali di nascosto, pur continuando a mantenere una vita pubblica di relazione con le rispettive mogli o fidanzate.
  • Fluidità sessuale: i termini fluidità sessuale o sessualità fluida si riferiscono a cambiamenti di comportamento sessuale nel corso del tempo, da eterosessuale a omosessuale e viceversa. Nell’inglese americano questa parola viene a volte utilizzata per sostituire “bisessuale”. La natura fluida della sessualità può anche significare che l’orientamento sessuale non è esclusivo o monolitico, ma può muoversi in alternanza o passare da una monosessualità all’altra. Il termine è spesso associato con la vita emotiva delle donne, che appaiono all’interno delle società moderne come maggiormente in grado rispetto agli uomini di riconoscere per sé l’attrazione o il desiderio di relazioni omosessuali.
  • Gay for pay-gay a pagamento: il termine viene applicato a persone che si definiscono eterosessuali, ma che s’impegnano in rapporti sessuali con persone dello stesso sesso in cambio di denaro. È cosa questa alquanto comune all’interno del settore della pornografia o della prostituzione e fra i gigolò. Alcuni esempi sono i porno-attori Jeff Stryker e Ryan Idol.
  • Eteroflessibilità: questo termine di origine statunitense, spesso usato in tono derisorio o per negare la propria bisessualità, si riferisce a un individuo prevalentemente etero, ma che si può impegnare in un rapporto omosessuale occasionalmente perché si trova temporaneamente in un contesto favorevole ad esso..
  • Lesbiche fino alla laurea: questo termine descrive giovani donne anglofone le quali durante gli anni di studio all’università s’impegnano in relazioni con altre donne, per adottare poi, una volta laureate un atteggiamento rigorosamente eterosessuale e finendo con lo sposarsi con un uomo.

E ORA?
Molto più recentemente, nel quadro della laicizzazione o secolarizzazione del mondo occidentale, ha cominciato a svilupparsi un consistente movimento di opinione che considera la condotta bisessuale accettabile e naturale quanto la condotta eterosessuale o omosessuale.
All’opposizione verso la bisessualità delle morali tradizionali si è aggiunta, almeno in alcuni casi, una forte opposizione di molti gruppi omosessuali, che vedono tale pratica come sinonimo di promiscuità, oppure come contraddizione alla teoria della natura innata degli orientamenti sessuali, e perciò negano il concetto stesso. Ciò ha portato alcuni sostenitori del movimento bisessuale a parlare di bifobia, intesa come avversione alla bisessualità, come equivalente, specialmente in determinati settori gay, dell’omofobia.
La bisessualità è oggi molto lontana dal ricoprire l’importanza sociale che ha avuto nel mondo antico

Il Manifesto Bisessuale del 1990
Nel 1990 la rivista Anything that Moves pubblicò il Manifesto Bisessuale di cui si offre qui la traduzione e che è tuttora considerato fondamentale.

« Siamo stanchi di essere analizzati, definiti e rappresentati da persone che non sono noi, o, peggio ancora, non essere nemmeno considerati. Siamo frustrati dall’isolamento che ci viene imposto e dall’invisibilità che viene dal sentirci dire, o dalla pretesa, di scegliere un’identità o omosessuale od eterosessuale.
La monosessualità è un dettato eterosessista usato per opprimere gli omosessuali e per negare la validità della bisessualità.
La bisessualità è un’identità completa e fluida. Non presumete che la bisessualità sia binaria o duogama, che noi abbiamo “due” lati o che noi dobbiamo per forza essere coinvolti simultaneamente con ambo i generi per essere persone umane soddisfatte. Anzi, non presumete nemmeno che ci siano due soli generi. Non scambiate la nostra fluidità per confusione, irresponsabilità o incapacità di impegnarci. Non confondete la promiscuità, l’infedeltà o il sesso non sicuro con la bisessualità: sono tratti umani comuni a tutti gli orientamenti sessuali. Non si deve presumere nulla sulla sessualità di nessuno, nemmeno sulla vostra.
Siamo arrabbiati con coloro che rifiutano di accettare la nostra esistenza, i nostri problemi, i nostri contributi, le nostre alleanze, la nostra voce. È ora che si oda la voce bisessuale. »

 fonti: wikipedia – http://www.mariomieli.it – www. queerblog.it – http://www.casedipiacere.ithttp://www.lezpop.it

Selvaggia

4 commenti su “CORREVA L’ANNO… 1998

  1. Lorna
    18 settembre 2015

    Davvero interessanti questi articoli, li apprezzo molto e scopro sempre cose nuove (Malcom X bisessuale!). Fra l’altro sono scritti molto bene, complimenti!
    Fa un po’ tristezza pensare che la comunità gay, che tanto patisce la discriminazione, sia la prima a guardare con sospetto le persone bisessuali. Se anche le ragioni “storiche” non mancano (matrimoni di facciata di persone gay, ecc) è proprio vero che l’intolleranza, in potenza, alberga dappertutto…

    Liked by 1 persona

    • selvaggia
      18 settembre 2015

      Grazie Lorna per le tue belle parole. Il vostro sostegno per noi è fondamentale. Relativamente all’articolo hai proprio ragione. D’altronde penso che l’intolleranza non sia prerogativa solo di un certo tipo di persona, ma sia intrinseco dell’essere umano. Sta poi al singolo, evolversi e andare oltre le etichette e le facciate. Continua a seguirci e alla prossima.

      Liked by 1 persona

  2. taylorkinney
    18 settembre 2015

    Bellissimo articolo… complimenti!!! ^_^

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 18 settembre 2015 da in Correva l'anno con tag , .

Seguiteci su Twitter

Seguiteci su twitter

Follow Tre libri sopra il cielo on WordPress.com

Categorie

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: