Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “FALENE” di Francesco Mastinu

falene

TITOLO: Falene
AUTORE: Francesco Mastinu
CASA EDITRICE: Amarganta
GENERE: Romance
EBOOK:
CARTACEO: Sì
SERIE: Emozioni del nostro tempo
PAGINE: 310
PREZZO: 2,49 € e-book ed € 13,00 sul sito dell’editore
DATA DI USCITA:  3 Settembre 2015
LINK PER L’ACQUISTO: Falene

TRAMA: Manlio pensa di aver avuto tutto: una laurea a venticinque anni e un compagno, Enrico, da cui non riesce più a distinguersi. C’è anche Mirna, la sua amica di sempre, un legame che si confonde tra le pieghe del passato. L’incontro con un Francesco, un pittore magnetico e attraente, rimescola le carte della sua esistenza, avviando per Manlio un difficile percorso alla ricerca di sé e dei desideri che pensava di aver perduto.

Sullo sfondo di una Cagliari affascinante, Manlio affronterà  lo scontro tra le speranze e la dura realtà, fronteggiando con coraggio una serie di scelte destinate a cambiare la sua vita.  

Inizia così Falene, una storia intensa della serie Emozioni del nostro tempo.

SelvaggiaCome mi fa soffrire questo autore, come mi scava dentro leggere i suoi libri. Lo confesso, ho tentennato molto prima di prendere in mano Falene, non perché non avessi voglia di leggerlo piuttosto perché sapevo che sarebbe stata la storia del lungo percorso interiore del protagonista per giungere alla consapevolezza di sé, come avevo inteso dalla sinossi. Non sempre sono nello stato d’animo per affrontare certi testi e quindi ho voluto aspettare di essere in spiaggia, rilassata, con il rumore delle onde del mare e il vento tra i capelli. Ok, stop all’immagine bucolica e torniamo al libro.

Manlio, Manlio. Sapete a cosa pensavo mentre leggevo questo romanzo? Al concetto di inettitudine di Italo Svevo. Ho pensato che Manlio rispecchiasse in pieno il concetto di “inetto”. Spesso questo termine viene utilizzato per indicare una persona incapace di fare qualcosa a livello pratico, ma lo stesso termine può essere utilizzato, per estensione, per indicare l’incapacità di vivere. Ecco, a questo ho pensato mentre leggevo Falene.

Manlio è un uomo abulico, insoddisfatto e irresoluto, incapace di godere dei momenti importanti dell’esistenza, o almeno di farlo a lungo termine. È apparentemente uno sconfitto che è vittima di se stesso, della sua psicologia tortuosa, dei suoi ripensamenti e delle sue debolezze che producono lo scarto tra propositi e azioni reali. Questo ragazzo ha cominciato una relazione con Enrico, un uomo più grande di lui che ama follemente, in qualche modo anche ricambiato, da diversi anni. Voglio spezzare un lancia nei confronti di Manlio, aggiungendo che la storia con Enrico era anche la prima che avesse intrapreso a livello sia sentimentale che fisico e quindi ci poteva anche stare che si innamorasse di lui. Nel tempo il rapporto sembra consolidarsi, ma Enrico in effetti è prepotente e ossessivo. Un uomo insicuro che sa di aver trovato un ragazzo più fragile che può manipolare a suo piacimento, ma anche lui per fortuna saprà riscattarsi.

Frattanto che il tempo passa e che Manlio si dibatte se lasciare o meno Enrico, se convivere con lui, se riprendere a studiare, se cercarsi un lavoro, conosciamo gli altri personaggi del romanzo tra i quali spicca Mirna. Come ho adorato questa ragazza, finalmente una figura femminile di spessore dopo che troppo volte, nei romanzi m/m, le donne vengono dipinte come vacue o streghe. Mirna sarà il cardine intorno al quale girerà la vita di Manlio, anche se lui non ne è e non ne sarà cosciente fino quasi alla fine del romanzo. Sarà paradossalmente grazie a lei che Manlio riuscirà a fare chiarezza e a mettere ordine nella sua vita.

Lo scossone che scuoterà la vita di Manlio sin dalle fondamenta, sarà l’incontro casuale con Francesco, pittore freelance. Non mi dilungherò a raccontarvi la delicatezza con la quale lo scrittore ci descrive la magia del loro incontro, il sentimento di profonda inquietudine che all’improvviso si impossessa di Manlio e la straordinaria attrazione che Francesco esercita su di lui. Francesco è struggente nello descrivere proprio le Falene del titolo che, come ipnotizzate, vengono attirate dalla luce che poi le brucerà. Questo è Francesco per Manlio, o almeno è quello di cui lui si convincerà dopo che, finalmente presa in mano una parte della sua vita, all’improvviso tutto gli si ritorcerà di nuovo contro, a causa di due eventi potenzialmente disastrosi, ma che lo aiuteranno a crescere e a diventare finalmente uomo.

Non vi dico come finisce ovviamente, tranne che vi sono nel finale due cose che inaspettatamente mi hanno riempita di speranza, speranza che finalmente Manlio comincerà a guardare davanti a sé. Non posso che fare nuovamente i complimenti a questo scrittore che, sullo sfondo di una Cagliari magica e soffusa, tratteggia con penna leggerissima le inquietudini di questo ragazzo, che potrebbe essere tranquillamente uno di noi.

Ora un consiglio: ho letto il finale dopo il primo capitolo perché come al solito non ho resistito, in particolar modo con Mastinu che ha il potere di tritarmi l’anima. Voi però NON fatelo, datemi retta, non rovinatevi la sorpresa finale.

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Questa voce è stata pubblicata il 18 settembre 2015 da in Romance con tag , , .

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