Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “AGRICOLAE” – di Cristina Lattaro

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TITOLO: Agricolae
AUTORE: Cristina Lattaro
CASA EDITRICE: Bookeco Media
GENERE: Suspanse
EBOOK: Si
PAGINE: 116
PREZZO: € 1,49
DATA DI USCITA: 12 Settembre 2015 (Riedizione)

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 Trama : In un villaggio dell’alto Lazio negli anni ’50, Alessio uccide Gianni, un compagno di giochi proibiti. Solo Graziano, con cui ha una relazione, può aiutarlo a sfuggire dalla vendetta dei compaesani decisi a farsi giustizia da sé. Alessio e Graziano affrontano così una montagna impervia, il Grande Dente, nella speranza di prendere il treno che passa a fondo valle, nell’altro versante, e raggiungere la capitale. Nei due giorni di marcia Alessio e Graziano saranno impegnati in un estenuante braccio di ferro dall’esito incerto con un branco di inseguitori implacabili.
Un racconto dai ritmi serrati, denso di colpi di scena, dove ai protagonisti dichiarati si affiancano i frammenti di un’esistenza complessa e su tutti cala l’ombra di una volontà impalpabile e spettrale.

SelvaggiaCristina Lattaro mi fa soffrire. Punto. Non ci sono modi gentili per dire una cosa simile, però è la verità. Cristina Lattaro mi fa soffrire perché mi porta a confrontarmi con realtà che so che esistono (o che esistevano), ma che a volte non mi va di vedere. Ho cominciato solo di recente a leggere i suoi lavori e mi ha decisamente messo sottosopra. Poco tempo fa vi ho parlato di Milites, un m/m molto particolare ambientato in una caserma, ipnotico e suggestivo. Ora Cristina mi porta indietro nel tempo, precisamente negli anni ’50 sugli Appennini laziali e mi fa vivere l’atmosfera cupa e tetra di una caccia all’uomo ma, nello stesso tempo, mi immerge nei colori soffusi e sensuali del dopoguerra, quando per trasmettere a una persona il tuo interesse si doveva giocare con gli sguardi.

Subito un appunto: sapete che io e i salti temporali non andiamo d’accordo, ma a quanto pare Cristina li ama molto e quindi preparatevi. Anche questa volta ho fatto un po’ fatica, ma devo dire che l’intreccio è così pulp da impedirti di staccarti dalla lettura. Avete letto bene: m/m pulp… no, mi spingo ancora più in là: un romance m/m pulp. Ovviamente ho letto subito la fine (no, ma voi non potete capire, io DEVO sapere cosa mi aspetta; e se muoio prima di finire? Inaccettabile!) e evvaiii… sì, lo so lo so che sto facendo spoiler, ma portate pazienza.

Avete mai visto il film “I segreti di Payton Place”? E’ uno dei vecchi film di mia madre e me l’ha fatto vedere decine di volte, praticamente ho imparato cos’è il bigottismo e l’ipocrisia da quel film lì. Un paesello, Castel Frasca, pieno zeppo di segreti, dove tutti sospettano che tutti facciano di ogni ma ovviamente nessuno ne parla. Graziano e Alessio si conoscono in modo casuale, non è che abbiano una storia d’amore, non sono neppure innamorati, non ancora almeno, ma si frequentano per consumare brevi rapporti sessuali, veloci e appaganti. Con i suoi famosi salti temporali, l’autrice ce li fa conoscere caratterialmente, ci fa conoscere le loro famiglie, i loro progetti, specialmente quelli di Graziano e nello stesso tempo ci descrive il tessuto urbano in cui vivono, con i vari personaggi che, a seguito di un brutto fatto, si uniranno poi in una serrata caccia all’uomo. Anzi, agli uomini, perché quando Alessio chiederà aiuto proprio a Graziano per avere salva la vita – a quei tempi, a quanto pare, in alcuni posti non andavano tanto per il sottile con gli omosessuali, sparivano senza lasciare traccia – Graziano non esiterà a inventarsi ogni sorta di trappola per non farli prendere. Il macellaio, il sindaco, parenti e amici… non vi dico cosa succederà ma solo che ci sarà del sangue.

Graziano mi è piaciuto molto per la sua onestà intellettuale, la sua dedizione alla madre e alla terra, ma anche per la sua voglia di cambiare e di osare. Insomma, un uomo tutto d’un pezzo che durante la fuga avrà la classica epifania nei confronti di Alessio e che nel momento topico non esiterà a rischiare la vita per lui.

È un libro particolare, come tutti i libri da me letti di Cristina Lattaro (ok, è vero sono solo due, ma tra poco comincerò il terzo della Trilogia), non è sicuramente il romance a cui siamo abituati/e tanto per intenderci, ma è senz’altro una lettura da affrontare, se non altro per lo stile e le capacità di scrittura di questa autrice che mi suscitano sempre molta ammirazione.

Un commento su “RECENSIONE: “AGRICOLAE” – di Cristina Lattaro

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Questa voce è stata pubblicata il 11 ottobre 2015 da in narrativa, Suspence, transessuale con tag , , .

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