Tre libri sopra il cielo

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NOVITA’: “STRETTAMENTE PERSONALE” di K.C. Wells

STRETTEMENTE PERSONALE
TITOLO: Strettamente Personale
TITOLO ORIGINALE: Strinctly Personal
TRADUTTORE: Martina Nealli
AUTORE: K.C. Wells
CASA EDITRICE: Island Tales Press
SERIE: Personal #3.5
GENERE: Romance
EBOOK: Si
PREZZO: € 1,99 su All Romance
DATA USCITA: 19 Dicembre 2015

 

 TRAMA: Colin ha organizzato un lungo weekend fuori Londra per festeggiare San Valentino con Èd: una visita alla famosa Canal Street di Manchester, un hotel di lusso completo di letto a baldacchino, e una cenetta tranquilla al ristorante. Purtroppo il fato ci mette lo zampino, e quando uno dei due finisce in stato di fermo presso il commissariato, i piani vanno a monte. L’amico Blake Davis non può certo starsene con le mani in mano, e interviene per aiutare la coppia a risolvere la sgradevole situazione. I timori di Èd, però, sembrano essere fondati – venerdì tredici porta davvero sfortuna.
Sì, perché Colin aveva ben altri progetti per la serata…
ESTRATTO:
Venerdì 13

Appena varcata la soglia della carrozza, Èd fischiò ammirato. «Accidenti, Col, che lusso! Non m’avevi detto che avremmo viaggiato in prima classe». Infilò i bagagli nella rastrelliera in fondo al vagone. I posti erano tutti vuoti.
«Mi sembrava una buona idea». Colin Reynolds aveva viaggiato parecchio, e ricordava l’affollamento di certi treni. Eppure, ogni volta che gli era capitato di superare gli scomparti della prima classe, era sempre la stessa storia: erano deserti.
«Abbiamo i posti prenotati o possiamo metterci dove vogliamo?» Èd spostò lo sguardo lungo il corridoio. Su entrambi i lati i sedili erano disposti a gruppi di quattro, con il tavolino in mezzo. Persino le poltrone sembravano più comode di quelle ordinarie.
«Mettiamoci qui» propose Colin, indicando i posti più vicini.
Èd guardò il vano portabagagli sopra i sedili e fece una smorfia di disappunto. «Ehm, magari no. Se fosse lì?» Indicò l’altro lato della carrozza. Si sfilò il giubbotto di pelle e lo ripose nella cappelliera prima di prendere posto accanto al finestrino.
Colin infilò la giacca accanto a quella del compagno. Lo guardò perplesso e indicò i posti scartati. «Che cos’hanno quelli che non va?»
Èd sospirò. «Te lo scordi che mi siedo al numero tredici – e non ti ci lascio sedere manco te, specie non oggi. Ci manderebbe a puttane tutto il weekend».
Colin dovette rifletterci un attimo prima di capire. Sorrise al compagno. «Oh, Èd, ma dài».
Èd incrociò le braccia sull’ampio petto e lo fissò deciso. «Non azzardarti a ridere solo perché sono un po’ superstizioso». Sbuffò. «Non so se l’hai notato ma oggi è venerdì tredici».
Colin si stava trattenendo, ma alla fine gli sfuggì una risatina ironica. Prese posto di fronte a Èd e si appoggiò allo schienale. «Un po’ superstizioso. Disse quello che non mi lascia battere il coltello sul tavolo, perché – cito testualmente – “così inviti il diavolo”. Quello che non lava i calzini della divisa da non so quante settimane perché sono “i calzini fortunati”».
Èd rimase a bocca aperta. «Secondo te sono l’unico della squadra?»
«Dovrei conoscerti, ormai» disse Colin con un sorriso. Stavano insieme da oltre due anni e mezzo, sebbene non riuscissero a mettersi d’accordo sulla data esatta da cui iniziare il conteggio. Per Colin era quella sera di giugno, non molto dopo la nascita di Sophie Davis, quando aveva baciato Èd per la prima volta. Due anni e otto mesi più tardi, baciare Èd restava uno dei suoi passatempi preferiti – insieme a varie altre cose.
Sorrise. «Scommetto che non passi nemmeno sotto le scale, e ti spaventi se vedi un gatto nero che ti attraversa la strada».
Èd scoppiò a ridere. «C’è un motivo per cui non si passa sotto le scale – e cioè che potrebbe cascarti qualcosa in testa. E francamente, i gatti li evito a prescindere dal colore. A volte sono proprio impestati».
Colin ridacchiò. «Sai, io una volta sono passato apposta sotto una scala».
«E perché mai avresti fatto ‘sta scempiaggine?»
Colin gli rivolse un’occhiata maliziosa. «Perché sulla scala c’era un tipo in kilt».
Èd si mise a ridere sguaiatamente, e scosse la testa. Colin adorava farlo ridere. Ultimamente la gestione della Trinity gli causava non pochi pensieri; per questo Colin aveva organizzato quella breve vacanza. La parte più difficile era stata tenere tutto segreto. Ovviamente, una volta messo al corrente Blake, questi si era prestato al gioco. Lui e Colin erano diventati amici negli ultimi due anni. Quando Colin gli aveva accennato ai piani previsti per il fine settimana, l’uomo era stato più che felice di offrirgli i suoi consigli.
Non che Blake fosse al corrente di tutto.
Èd gli lanciò un ghigno quando trovò il tasto per inclinare lo schienale. «Oh, questo sì che mi piace». Lo scrutò intensamente. «Okay, a parte che andiamo a Manchester – e lo so solo perché l’ho letto sul monitor del binario – vuoi dirmi cos’hai organizzato per il weekend? E perché andiamo via, tanto per cominciare? Non mi pare ci sia qualche anniversario in vista… di solito me li ricordo». Aveva gli occhi che scintillavano. «Hai fatto tutto di nascosto».
Colin ricambiò il sorriso e si diede un colpetto sul naso. «Vedrai, vedrai. Sarà un weekend misterioso. Quanto al perché… scusa, non posso farti una sorpresa di tanto in tanto?» concluse con un’espressione seria.
«Mhmm». Èd lo scrutò con sospetto, le braccia nuovamente incrociate. «Secondo me qui gatta ci cova». Poi si rilassò sul sedile. «Certo che l’idea di tre giorni insieme non mi spiace affatto».
«Quattro giorni» lo corresse Colin. «Hai il lunedì libero». Fu un piacere vedere Èd sbalordito. «Prima che tu me lo chieda: sì, Blake lo sa».
«Questo spiega le occhiate e le risatine che mi son beccato ieri in ufficio. Quando gli ho detto che ci vedevamo lunedì per la riunione, invece di rispondermi mi ha quasi riso in faccia». Èd ridacchiò. «Sicuro che non vuoi dirmi cos’hai in mente? Nemmeno dove hai prenotato?»
«A-ha». Colin scosse la testa. «Te l’ho detto, lo vedrai quando saremo arrivati».
Èd tornò a osservarlo di sottecchi. «Sì, confermo. Qui gatta ci cova». Colin si limitò a fissarlo con un sorriso dolce. Alla fine, Èd sospirò e fece spallucce. «Va bene, va bene, sarà una sorpresa».
«Ora sì che hai capito» esclamò Colin, e Èd alzò gli occhi al cielo.
Il treno lasciò la stazione di Euston, e Colin osservò la città passare dai grattacieli alle villette di svariate forme e dimensioni, il passaggio rapido e scorrevole. Dopo circa venti minuti, un’hostess venne a lasciare dei menù per la colazione. Èd li fissò basito prima di incontrare il suo sguardo. «Anche la colazione?» Gli lanciò un’occhiata sospetta. «Questo spiega perché stamattina mi hai fatto mangiare solo un toast. M’era sembrato strano». Si sfregò le mani soddisfatto e ordinò una colazione completa. Colin fece altrettanto. Di lì a breve si tuffarono su bacon, salsicce, uova, frittelle di patate e toast, seguiti dal caffè.
Una volta svuotati i piatti, entrambi si appoggiarono agli schienali soddisfatti.
«Come cominciare bene la giornata» commentò Èd con un sorriso.
Colin non poteva essere più d’accordo. Lo guardò sistemarsi sul sedile, un’espressione soddisfatta sul viso mentre osservava il mondo sfrecciargli accanto. Colin aveva altri pensieri. Passò mentalmente in rassegna l’elenco di attività previste per il weekend. Dall’hotel si arrivava a piedi sia alla stazione Piccadilly che a Canal Street. Il pensiero della via gli strappò un sorriso. Sapeva che Èd non aveva mai visto dal vivo il quartiere gay di Manchester – solo in televisione. Non frequentavano l’ambiente gay londinese: Èd preferiva trascorrere i weekend a casa, dimenticandosi del mondo esterno. Di solito facevano la spesa, sbrigavano le faccende domestiche, dopodiché passavano il resto del tempo a rilassarsi. Leggevano, guardavano un film, ogni tanto andavano al cinema: era più che sufficiente.
Colin ricordava bene la prima volta di Èd in un locale gay, durante la mini-vacanza a Brighton. All’inizio l’aveva visto spaesato, ma col passare del tempo era riuscito a rilassarsi.
Quello che Colin aveva organizzato per venerdì sera sarebbe stata una sorpresa strabiliante.

3 commenti su “NOVITA’: “STRETTAMENTE PERSONALE” di K.C. Wells

  1. Alice
    19 dicembre 2015

    Vorrei sapere se sarà possibile trovarlo prossimamente anche su Amazon.

    Mi piace

    • Francesca
      19 dicembre 2015

      Sì entro un giorno o due dovrebbe essere anche su Amazon

      Mi piace

      • Alice
        19 dicembre 2015

        Grazie mille per la risposta Francesca!

        Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 19 dicembre 2015 da in Contemporaneo, Romance con tag , , .

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