Tre libri sopra il cielo

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NON TUTTI SANNO CHE… TRUMAN CAPOTE

Buongiorno amici e amiche, per la rubrica “NON TUTTI SANNO CHE…”, oggi vi parliamo di un artista eclettico e stravagante, TRUMAN CAPOTE.

Buona lettura.

220px-Truman_Capote_by_Jack_MitchellGiornalista, scrittore, dialoghista, sceneggiatore, drammaturgo, attore: rinchiudere in una sola definizione Truman Capote è praticamente impossibile. Nato il 30 settembre del 1924 a New Orleans, Truman (il cui vero nome è Truman Streckfus Persons) cresce in Alabama, a Monroeville, accudito dall’età di 6 anni da parenti che lo hanno preso in cura dopo il divorzio dei genitori Archulus Persons e Lillie Mae. La madre, scostante e turbolenta, alle prese con numerosi amanti, gli fa visita solo occasionalmente e lo porta con sé durante gli incontri con i propri amanti, chiudendolo a chiave al buio in una stanza d’albergo. bdeecf37ddfe0c04e872416c5d012f0eIl padre, squattrinato e sconclusionato e sempre alla ricerca di una facile ricchezza, si eclissò e fece la sua ricomparsa solo molti anni dopo, quando Truman era già lo scrittore più famoso degli Stati Uniti, chiedendogli soldi e regali.

 

 

FILE - This March 14, 1963 file photo shows Harper Lee, author of the Pulitzer Prize-winning novel, "To kill a Mockingbird." Publisher Harper announced Tuesday, Feb. 3, 2015, that "Go Set a Watchman," a novel Lee completed in the 1950s and put aside, will be released July 14. It will be her second published book. (AP Photo, File)L’infanzia del piccolo Truman, dunque, è poco felice, e l’unico affetto che lo consola è quello di Harper Lee, sua amica del cuore, che diventerà a sua volta celebre come scrittrice grazie al libro vincitore del Premio Pulitzer “Il buio oltre la siepe” (titolo originale: “To kill a mockingbird”), dove appare anche Truman, nei panni del piccolo Dill.

 

220px-Truman_Capote_1924_1Anche durante l’adolescenza la vita per Truman non è semplice: a scuola viene preso in giro per i suoi modi effemminati e trova l’unico sollievo nell’insegnante di inglese del college, unica che sa apprezzare la sua sterminata fantasia, alimentata dalla sua passione per la lettura. Quella alla scrittura è una vocazione scoperta molto presto:

Iniziai a scrivere quando avevo circa otto anni – dichiarerà in un’intervista del ’67 – Scrivere è sempre stata la mia ossessione, era semplicemente una cosa che dovevo fare, e non capisco neanch’io esattamente perché dovesse essere così. Era come se fossi un’ostrica e qualcuno mi avesse infilato a forza un granello di sabbia nella conchiglia…”.

 

Dopo la scuola Truman si trasferisce a New York, dove assume il cognome di Joe Capote, suo patrigno, unicamente per far dispetto alla madre, che disprezzava apertamente. 220px-Robert_Frost_NYWTSPur di entrare in contatto con il mondo del giornalismo, il ragazzo trova lavoro come fattorino presso il “New Yorker”, celebre rivista letteraria, dal quale però viene cacciato dopo essersi spacciato come inviato in occasione di un convegno letterario. Aveva infatti provocato involontariamente l’ira del famoso poeta Robert Frost che, protestando con il direttore del giornale, lo aveva fatto licenziare in tronco.

 

e34b471460306a6c4705703d15246012

220px-Newton_ArvinVive delle storie d’amore, prima fra tutte quella con Newton Arwin, un accademico a tutto tondo che vive con profondo disagio la sua omosessualità e che a un certo punto viene travolto dallo scandalo (non a causa del suo giovane compagno, ma di alcune pubblicazioni a sfondo erotico ordinate per posta). Amori contrastati e amicizie interessate accompagneranno anche l’ultima parte della vita di Capote, la più triste, la più simile a quella di tante “stelle cadenti” della New York degli anni ’70 e in particolare della corte di Andy Warhol (a cui approderà come collaboratore della rivista Interview).

Nel frattempo, alcuni suoi racconti vengono pubblicati sull'”Harper’s Bazaar” e sul “Southern Gothic Novelist”. Un successo inaspettato arriva con “Miriam”, edito da una rivista femminile, che gli apre le porte dei salotti mondani della Grande Mela. Truman Capote, personaggio dandy e profondo intellettuale, ben presto diventa amico di Ronald Reagan, Tennessee Williams, Jackie Kennedy e Humphrey Bogart. E’ l’inizio di una vita segnata dagli eccessi, aggravata da un carattere difficile e dall’ostentazione della propria omosessualità.

andy_warhol_cutIn pochi anni diventa uno scrittore conosciuto in tutto il Paese. Nel 1948 pubblica “Altre voci, altre stanze“, libro fortemente autobiografico che rivela, indirettamente, anche la sua omosessualità. Il romanzo vende piuttosto bene, grazie anche alla fotografia dell’autore che ne chiude l’edizione, volutamente ambigua e ammiccante, tanto da suscitare l’attenzione anche del giovane Andy Warhol, che inizia la sua carriera proprio come fan di Capote.

indexPoi è la volta di “Colazione da Tiffany” e del musical “House of flowers“, del quale compone sceneggiatura e parole dei brani musicali. Nel 1966 sul “New Yorker” esce a puntate “A sangue freddo“, la sua opera più famosa, realizzata dopo un lavoro di indagine durato sei anni.

Il ballo in maschera al Plaza Hotel, il “Ballo in Bianco e Nero”, con cui Capote festeggiò l’ultima puntata del romanzo, venne riportato in prima pagina da tutti i giornali e divenne subito un evento – icona; per diverso tempo lo scrittore tenne banco sulle prime pagine dei quotidiani, fianco a fianco agli articoli sui summit Usa-Urss e alle principali notizie di cronaca mondiale.

Poco dopo, però, inizia già la parabola discendente di Capote, che con il romanzo “Preghiere esaudite”, peraltro mai completato, prova a condensare tutte le osservazioni derivanti dal suo incontro con il jet set. Pensato come una sorta di ritratto del nulla, delle vicende che coinvolgono i divi della Grande Mela, “Preghiere esaudite” fa perdere a Capote tutte le sue amicizie.

Truman_CapoteDroga e alcol sono sempre più protagonisti della vita dello scrittore, che veste i panni di un moderno Oscar Wilde, dall’esistenza distruttiva ed estetizzante. Passa l’ultima parte della sua vita con uomini che mirano unicamente al suo denaro, disinteressandosi di lui. Truman sviluppa, inoltre, una forma pesante di epilessia, dovuta all’abuso di sonniferi. Le sue condizioni di salute peggiorano sempre di più, anche a causa della dipendenza dall’alcol; lasciato dal suo compagno, dal bel mondo che lo aveva osannato e dai divi che rinnegano la sua amicizia, Capote passa intere settimane a bere e a dormire, sul letto di casa propria o in un ospedale di New York.

Truman continuò comunque a navigare nella corrente della mondanità, per tutti gli anni ’70 e i primi anni ’80, animando la vita notturna newyorchese, che ruotava attorno a club come lo Studio 54, fino alla sua morte, non a New York ma a Los Angeles. Di quando in quando la sua penna continuava a graffiare, ma meno che in passato.

Due tentativi di disintossicazione non vanno a buon fine e così, all’età di 59 anni, Truman Capote muore il 25 agosto del 1984 a causa di una cirrosi epatica mentre si trova a Bel Air, Los Angeles, ospite di una delle poche persone amiche che non lo hanno mai lasciato, Joanne Carson.2881E45000000578-3075091-image-m-16_1431213899712

Maledetto, deluso e deludente, artisticamente creativo e profondamente geniale, vittima dell’alcol, della droga, di se stesso e della propria ingenuità, Truman Capote ha rappresentato una delle personalità più controverse degli anni Sessanta e Settanta, non solo in America ma anche nel resto del mondo. Andy Warhol non andò al suo funerale. Ma, si sa, Warhol non andava mai ai funerali. Preferiva pensare che gli amici scomparsi fossero partiti per una memorabile shopping-session da Bloomingdales.

 

A SANGUE FREDDO

jpegIl romanzo fu, nelle intenzioni dell’autore, il capostipite di un nuovo genere letterario, il “romanzo verità”, e la sua stesura scosse Truman Capote al punto da fargli dire che “nella mia vita nulla sarà più come prima”. In una famosa intervista successiva, Capote affermò che in uno dei due giovani assassini protagonisti del fatto egli aveva intravisto chi sarebbe stato se non avesse intrapreso una vita diversa, uscendo dalla propria triste infanzia dalla porta principale piuttosto che da quella sul retro, come invece accadde per il protagonista del romanzo, accomunato allo scrittore da molti aspetti, la madre alcolizzata, il padre assente, la solitudine, l’abbandono affettivo e il disprezzo della gente.

 

Philip_Seymour_Hoffman_2011La vicenda della stesura di questo libro, capostipite, nelle intenzioni dell’autore, del genere “romanzo-documento” (oggi parleremmo di docu-fiction) è stata ricostruita nel 2005 da un film di Bennet Miller con Philip Seymour Hoffman nella parte del protagonista, un’interpretazione giudicata molto efficace.

In pratica il New Yorker aveva offerto allo scrittore la possibilità di occuparsi di due storie, quella del massacro di una famiglia di semplici agricoltori (padre, madre e due figli), avvenuto nell’Arkansas, apparentemente senza alcuna ragione,  o quella di una donna delle pulizie a servizio nelle case dei ricchi. Truman decise di occuparsi della prima, “la più facile”, su consiglio di Slim Keith, uno dei suoi “cigni” (come Truman chiamava la sua cerchia di amiche intime, rigorosamente femminili, delle quali raccoglieva le confidenze).

9edf65288b0330ef5bd91dd9045cfc41In realtà l’esperienza lo segnerà per il resto della sua vita. Trasferitosi nella cittadina teatro del delitto, assieme ad Harper Lee, portandovi la stravaganza dei suoi abiti e del suo modo di fare, conobbe veramente i due assassini, Perry Edward Smith e Richard Eugene Hickock, identificandosi in parte anche con uno di essi, che era stato abbandonato da piccolo. Il libro, una sorta di reportage non sempre aderente alla realtà, come osservano alcuni testimoni intervistati, potè essere ultimato solo dopo l’esecuzione degli assassini, a cui Capote volle assolutamente assistere. Questa parte della biografia, con la descrizione della doppia impiccagione, è assolutamente agghiacciante e rende onore al capolavoro dello scrittore. Sul perché avesse scelto proprio un omicidio per la nuova forma letteraria che sosteneva di avere inventato, il romanzo-documento, Capote dirà in seguito in un’intervista: “Mi sembrava si potesse forzare il giornalismo, il reportage, a produrre una nuova forma d’arte (…). Nel complesso, il giornalismo è il più sottovalutato, il meno esplorato dei mezzi di espressione letteraria”. 

In ogni modo, la vicenda della realizzazione di A sangue freddo scatenò un lungo dibattito di carattere etico, nel quale non mancò chi stigmatizzasse il presunto voyerismo dello scrittore e il suo coinvolgimento (soprattutto epistolare) nella vicenda umana dei due condannati.

 

Selvaggia

fonti: http://www.wikipedia.org

http://www.biografieonline.it

http://www.lavocedinewyork.com

http://www.nonsolobiografie.it

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 19 gennaio 2016 da in Non tutti sanno che con tag , .

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