Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA: BATTUAGE

Buongiorno amici, oggi la rubrica Arte e Musica torna ad occuparsi di teatro e parliamo di “Battuage”, ma prima di parlarvi dello spettacolo vi parlo un po’ di questo termine.

“Battuage” è un finto francesismo, probabilmente coniato all’interno della comunità gay, per definire i luoghi battuti da persone in cerca di rapporti sessuali occasionali. Generalmente si tratta di luoghi all’aperto o facilmente accessibili da un vasto pubblico, frequentato da single o coppie dedite allo scambismo. L’attività del “battere” si differenzia dalla prostituzione in quanto non presume un rapporto sessuale a pagamento. Tra i luoghi più utilizzati per il battuage documentati a partire almeno dal XVII secolo, troviamo vespasiani, parchi cittadini, spiagge, cinematografi e parcheggi. Nel 2002 la rivista Maxim ha pubblicato un servizio nel quale sono elencati i luoghi italiani di battuage, stimandone i frequentatori abituali in circa 150.000 persone.

BATTUAGE

La “Vuccirìa Teatro” è una compagnia teatrale indipendente nata solamente nel 2013 e opera tra la Sicilia e Roma, fondata da Joele Anastasi ed Enrico Sortino. La compagnia esordisce con lo spettacolo “Io, mai niente con nessuno avevo fatto” di Anastasi vincendo il bando “Stazioni D’Emergenza” del Teatro Galleria Toledo di Napoli e il Roma Fringe Festival 2013 come miglior spettacolo, miglior drammaturgia e miglior attore ad Enrico Sortino.

Nel 2015 la compagnia torna in scena e lo fa portando “Battuage” che racconta la storia di un luogo popolato da zombie notturni alla ricerca di sesso. Sesso facile, gratis, a pagamento. Eterosessuali, transessuali, omosessuali, gigolò, puttane, marchette e scambisti sono il popolo di questo luogo non luogo che ci viene raccontato attraverso gli occhi di Salvatore. Ma Salvatore non è una vittima, ha scelto lui di giocare a questo gioco. Fin dove l’essere umano è disposto a spingersi pur di ottenere quello che vuole? Il sesso diviene così l’unico strumento di mediazione tra gli uomini, l’ultimo punto di contatto attraverso il quale fondare delle relazioni. L’universo che ne viene fuori è però uno spazio in cui si riversano mastodontiche solitudini che non vogliono altro che rimanere tali. Il desiderio si tramuta quindi in un affanno distruttivo di quelle relazioni, conferendogli un significato assolutamente anti-sessuale: il suicidio dell’eros. “Battuage”  racconta il luogo in cui è morto anche il desiderio del desiderio. Nell’indagine di questa viscerale contraddizione a cui è giunto l’uomo, si colloca quindi la ricerca drammaturgica di “Battuage”.

BATTUAGE2

“Oggi faccio il compleanno fatemi gli auguri, è quattro anni che sono qua. Sto aspettando il momento giusto, il provino giusto e me ne vado da questo posto di merda. Il treno giusto prima o poi deve passare. Che poi se sapevo che mi finiva a fare la puttana tanto vale che me ne stavo in Sicilia”.

BATTUAGE3Lo spazio scenico diventa metafora del mondo che ospita piccole abitazioni-orinatoio degradate: anonimi punti di ritrovo per anonimi essere umani che abitano dei corpi che sono involucri di una decadenza comune, palcoscenico per quattro vite sbandate, uomini e donne, giovani e meno giovani in attesa di clienti.

Un obitorio per vivi occupato da 4 corpi, attori che interpretano 8 personaggi ma che potrebbero bastare per raccontare l’umanità intera, incastrata dagli stessi depersonalizzati meccanismi.

Anastati (Salvatore) interpreta un ragazzo venuto dalla Sicilia in cerca di successo nel mondo dello spettacolo, disposto a tutto, un personaggio che colpisce per la sincerità spietata con cui si racconta: lo fa per soldi e perché non può fare a meno di essere desiderato, è tragico, doloroso, per molti forse anche detestabile. Ma anche la prostituta venuta dalla Grecia, le due transessuali costrette a dividere lo stesso ciglio di strada e i clienti che sommessamente si avvicinano condividendo dolori e solitudini sono anime ricche di chiaroscuri; sopravvivono in una palude scura in cui ogni tanto qualcuno si perde.BATTUAGE4

Violento, crudo e sussultante come un carrello di miniera, trafigge col suo linguaggio estremo, senza censure o sconti, solcato da uno spasmo sessuale feroce e doloroso, “Battuage” prova a raccontare lo sforzo e la necessità di queste anime di rimanere ognuna saldamente attaccata a questa propria deformità per non auto-definirsi del tutto morti.

BATTUAGE5“Porca puttana mamma, l’ho scelto io alla fine. Non ne ho magnacci che mi costringono. Se torno a casa da te ce l’ho il piatto dove mangiare mamma lo so, ma io sono un porco mamma, il tuo piatto non mi basta. Io voglio il piatto di tutti”. 

 

BATTUAGE6

 

 

 

Vi lascio con un video del trailer ufficiale di “Bottuage”

 

 

FONTI: http://www.vucciriateatro.com/#!battuage/c1o27

https://it.wikipedia.org/wiki/Battuage

http://www.teatroecritica.net/2014/05/vucciria-teatro-con-battuage-prostituzione-recensione/

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 25 febbraio 2016 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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