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RECENSIONE: “SPADE INCROCIATE – LA GHIRLANDA DI NARCISI #1” – di Le Peruggine e Leri

la ghirlanda

TITOLO: Spade incrociate
AUTORE: Le Peruggine e Leri
CASA EDITRICE: Le Peruggine e Leri
GENERE: Storico
EBOOK:
SERIE: La ghirlanda di narcisi #1
PREZZO: € 4,50 su Amazon
PAGINE: 443
DATA DI USCITA: 11 Giugno 2015
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Alto
LINK DI ACQUISTO: Spade Incrociate (La Ghirlanda di Narcisi Vol. 1)
Trama: Attraverso i territori del Centro Italia prostrati dalla Peste nera del sec. XIV, Vanni Borgalto da Perugia e Lapo Guastelloni da Siena si incontrano per caso nell’autunno del 1349 e iniziano a frequentarsi. Tra battute di caccia, scherzi e confidenze, i due giovani scoprono l’amore.
A complicare la situazione clandestina dei due amanti, scoppia la guerra tra le loro due città natali un tempo alleate. Non più i frondosi boschi umbri, o la placida riva del lago Trasimeno o le agiate dimore di Assisi fanno da sfondo alla loro sofferta relazione, bensì i campi di battaglia, le lotte politiche e territoriali che coinvolgono le due repubbliche alla metà del secolo. Scontri non soltanto personali li vedono protagonisti involontari, in un’alternanza di contatti fuggevoli e allontanamenti forzati, nonostante i quali il loro legame si rafforza tutte le volte che le loro vite si intrecciano come i fiori nella ghirlanda di narcisi.

elyConosco la bravura delle Peruggine da oltre quindici anni, ma ammetto di aver rimandato la lettura di quest’opera per la sua corposità. Alla fine ho ceduto e sono rimasta piacevolmente avvinta, per quattro giorni interi, in un viaggio nelle campagne dell’Italia centrale, fra Siena e Perugia, fra amore e guerra. Questo libro non è un comune m/m romance storico, perché i protagonisti sono tre: Lapo, Vanni e la guerra tra due città, un tempo alleate e ora nemiche e tutti avranno grande spazio nella narrazione.

Siamo alla fine del Medioevo, la Peste Nera miete le sue vittime e la ricca casata di Lapo, banchieri senesi d’alto lignaggio, cerca scampo nella campagna umbra. Lì, il giovane quasi diciottenne conosce un coetaneo, il figlio d’un calderaio, anch’egli rifugiatosi con la famiglia nel podere dei parenti, per scampare alla morte. La loro vita cambia per sempre dopo quel primo incontro in cui Vanni, di primo acchito, scambia persino Lapo per una fanciulla, ingannato dalla delicata bellezza del giovane dai lineamenti soavi, dall’esile corporatura, dai ricci di rame scintillante e dal verde di giada di quegli occhi che sovrastano una pelle impreziosita da mille efelidi.

Lapo è istruito, colto, aggraziato e solo in apparenza fragile. Nasconde in realtà coraggio e intraprendenza, benché spesso soggiogata da un padre-padrone, Messer Duccio, che vede in lui solo un futuro guadagno con cui arricchirsi ulteriormente. Messer Duccio disapprova l’amicizia del figlio con Vanni, per la sua estrazione sociale inferiore e perché teme l’influenza negativa del giovane su Lapo. Vanni è infatti l’esatto opposto del suo coetaneo: vitale e irruento, incapace di attenersi alle paterne intenzioni. Libero e fiero, egli vive a modo suo, impulsivo e coraggioso, avventato e avventuriero.

I due giovani danno vita a un’amicizia sincera, forte e leale. I loro animi si riconoscono complementari e, ben presto, un tenero sentimento sboccia in dolci gesti d’affetto che scaldano il cuore del lettore. Anche solo uno sfiorarsi di mani, una carezza gentile o una piccola premura, tutto è descritto con passione e sentimento che non lasciano indifferenti. Quando i due cedono alla passione, mi aspettavo di trovare la medesima dolcezza anche nell’intimità e invece i loro accoppiamenti sono per lo più rudi e ruvidi, talvolta anche un po’ brutali, mentre il prima e il dopo sono sempre dolcissimi e sentimentali. L’idea che mi sono fatta è che le autrici volessero rendere l’irruenza tipica di quel periodo e della mentalità, l’idea del maschio che pretende il proprio piacere, anche se ama il suo compagno e solo successivamente lo ricambia.

Vanni e Lapo passano alcuni mesi vivendo il loro legame in clandestinità e posso assicurarvi che tutta questa parte è davvero adrenalinica: sono rimasta per capitoli interi col fiato sospeso, temendo che venissero sorpresi nell’intimità e i pericoli sono sempre dietro l’angolo! Purtroppo, però, anche quell’idillio è destinato a cessare e i due amanti, durante un breve viaggio prima che la separazione sia definitiva, si scambiano un dono e una promessa d’eterno amore. Gli anelli in copertina rappresentano proprio questo giuramento: quello di corniola, che Lapo dona a Vanni e quello col Grifone, simbolo di Perugia, che Vanni offre al suo amato. Il titolo del libro è spiegato anche nelle note finali. Esso attinge al linguaggio dei fiori, fa riferimento al narciso che simboleggia l’egoismo e alla ghirlanda di fiori come ‘catena d’amore’. Entrambi sono presenti in due momenti fondamentali del libro, che però non posso svelare.

Le Peruggine e Leri hanno fatto una sapiente ricostruzione di quel momento storico, di usi e costumi dell’epoca, degli eventi occorsi e delle persone che hanno vissuto in quel mentre. Ho apprezzato la puntigliosità con cui si sono documentate, con tanto di riferimenti bibliografici in calce. Ho amato la caratterizzazione di ogni personaggio, sia buono sia cattivo, ognuno profondamente umano ed eccezionalmente realistico.

Come ho detto all’inizio, non è solo una storia d’amore. La guerra, gli intrighi, le alleanze e la politica hanno un peso notevole nella narrazione che, lo ammetto, in certi punti mi è parsa un po’ pesante… perché avrei voluto conoscere il destino dei due amanti più che le razzie del borgo. Eppure bisogna riconoscere che questa è un’opera di raro pregio, dalla trama completa, ottimamente sviluppata, realistica e cruda, veritiera sotto tutti gli aspetti, con la violenza tipica del tempo che non viene mai addolcita. A impreziosirla ulteriormente ci sono delle illustrazioni meravigliose, in alcuni momenti cruciali, che vi lasceranno a bocca aperta per la loro bellezza. Lo stile è coinvolgente a dir poco, curato sotto ogni aspetto e si perdona volentieri qualche piccolo refuso sfuggito, perché si è catturati dalla lettura.

Lapo e Vanni sono due pedine in questo gioco di guerra, destinati a lasciarsi e a ritrovarsi più volte negli anni, a rincorrersi, a combattersi sul campo di battaglia come nemici, eppure pronti a sacrificarsi vicendevolmente senza esitazione. Il libro si conclude con un cliffhager, ma fortunatamente il secondo volume, che è il suo diretto seguito e conclusione, è già disponibile e a breve sarà recensito. Se cercate una trama appassionante e la lunghezza non vi spaventa, questa storia fa sicuramente per voi!

2 commenti su “RECENSIONE: “SPADE INCROCIATE – LA GHIRLANDA DI NARCISI #1” – di Le Peruggine e Leri

  1. Liz_801
    4 marzo 2016

    Io pure conosco il talento di queste autrici da tanto tempo e ho letto tutte le loro opere.
    Concordo con la recensione, è un bel librone e intimoriva anche me ma cavolo se è scritto bene, l’accuratezza di fatti luoghi e personaggi è qualcosa di incredibile.

    Magari non sarà per tutti ma per me vale davvero, io l’ho già riletto tre volte e amato tantissimo ad ogni lettura!

    Liked by 1 persona

  2. foxelyxyz
    5 marzo 2016

    Grazie per il tuo apprezzamento, Liz!
    Hai proprio ragione: è una storia impegnativa, ma ti resta nel cuore.

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Questa voce è stata pubblicata il 4 marzo 2016 da in Recensione, Storico con tag , , .

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