Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

ARTE E MUSICA… ANTONY HEGARTY

ARTE E MUSICA

Buongiorno popolo di Tre Libri Sopra il Cielo, oggi parliamo di musica e vi farò conoscere (per chi non la conosce) Antony Hegarty, cantante trans gender conosciuto per essere la voce degli “Antony and the Johnsons”, gruppo musicale di New York.

hegartyNata a Chichester in Inghilterra, il 24 Ottobre del 1971, Antony, conosciuta anche con il nome di Anohni, si trasferisce con la sua famiglia prima ad Amsterdam e poi nel 1981 a San Francisco, in California. Qui frequenta una scuola cattolica dove sperimenta fin da subito il giudizio verso la sua “diversità”, perché fin da piccolo aveva una spiccata sensibilità femminile.

Per il suo undicesimo compleanno, Antony riceve una tastiera Casio sulla quale inizierà a cimentarsi con le canzoni di Kate Bush, Yazoo e Soft Cell, mentre a scuola canta nel coro e in un gruppo ispirato al drak-punk di Christian Death e Sex Gang Children. Da adolescente la sua musica è influenzata dal synth pop britannico e in particolare da cantanti come Marc Almond e Boy George.

La sua attrazione per il palcoscenico la porta a frequentare la “School for the Performing Arts” di San Josè e l’Università della California a Santa Cruz, mettendo in scena all’età di 18 anni le prime performance ispirate a John Waters e all’icona guru Divine. Sarà però la visione di “Mondo New York”, documentario cult dedicato alla scena drag e cabaret newyorchese degli anni ’80, a spingerla a trasferirsi nella Grande Mela e quindi a fare il grande passo che le avrebbe permesso di trovare l’ambiente più consono alla sua sensibilità artistica e alla sua ricerca espressiva incentrata sul tema dell’identità di genere.

hegarty1La ricerca artistica, di identità e di appartenenza di Antony trova la dimensione perfetta nella scena punk e drag dell’Est Village, dove si esibisce come drag queen al Pyramid Club in guepière, testa rasata e sigaretta fra le dita. Antony inizia a esibirsi regolarmente con il collettivo di cabaret Blacklips e inventa personaggi, scrive scenari, canzoni, arrangiamenti ed entra in scena come Fiona Blue, drag queen e archetipo androgino ispirata da Klaus Nomi, Leigh Bowery e dal violento approccio comunicativo di Diamanda Galas.

E’ il 1995 quando Antony decide di dedicarsi completamente alla musica. Dai Blacklips appena sciolti recluta il batterista Todd Cohen, che insieme a Joan Wasser e Maxim Moston ai violini, Jeff Langston al basso elettrico, Jason Hart al piano e Michele Schifferle ospite al violoncello, formano l’orchestra artefice dei raffinati arrangiamenti delle sue composizioni e nascono così gli “Antony and the Johnsons”. Il nome è ispirato da Marsha P. Johnson, il travestito newyorchese che nel 1970 fondò la casa di accoglienza per travestiti STAR, la cui tragica fine nel fiume Hudson sarà evocata in “River Of Sorrow”. Il gruppo ottiene velocemente un seguito fedele grazie alle performance in club alternativi quali il Joe’s Pub, The Kitchen e la Knitting Factory. L’anno seguente viene prodotto il demo “Blue Angel” grazie a un finanziamento della NYFA e sulla compilation dedicata alle drag queen compare “God Save The Queen” con l’instant classic “Cripple And The Starfish”, che tratta il difficile tema di un rapporto sadomasochista e omosessuale. Questa torch-song traccia le linee essenziali della poetica e della potenza di impatto che l’hanno resa carta di presentazione dei Johnsons per tutta la prima fase della loro carriera.

Il musicista sperimentale britannico David Tibet, leader dei Current 93, ascoltando “Blue Angel” rimane affascinato e si offre di pubblicare la musica di Antony con la sua etichetta Durtro, specializzata in folk apocalittico. L’album di debutto fu pubblicato nel 2000 con il titolo “Antony and the Johnsons”.

hegarty2Mentre il gruppo continua a esibirsi nei prediletti club newyorchese, l’attore e regista Steve Buscemi contatta Antony per offrirgli un cameo nel suo film “Animal Factory”, ambientato nel mondo carcerario americano. Antony compare in una scena dove canta “Rapture” di fronte a un gruppo di carcerati, scena che è è stata realmente girata in un carcere con veri prigionieri. Per la cantante si tratta di un’esperienza fondamentale nel delineare la sua visione della performance, un momento in cui entra in gioco la possibilità di mettere a nudo la propria anima, un processo che può alimentare uno scambio vitale fra artista e pubblico. La liaison con il cinema si rinnova grazie a Sebastien Liefshitz, che per il suo secondo lungometraggio indipendente, “Wild Side”, invita Antony a cantare “I Fell in Love With A Dead Boy” di fronte a un pubblico di transessuali in un caffè parigino. La scena introduce il film e la poetica di Antony si sposa alla perfezione al suo delicato dramma d’amore, esistenziale e identitario. Il 14 Febbraio del 2013 Antony partecipa come ospite alla terza serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio e nell’occasione interpreta il suo brano “You are My Sister” e ha letto un messaggio in difesa del mondo femminile.

Si dice di lei che ha la voce di un angelo imprigionata nel fisico di un gigante, quando canta Antony non è uomo e nemmeno una donna, come se la sua identità trans gender trovasse una diretta corrispondenza nell’espressione artistica che arriva dalle corde vocali. Contesa nel mondo del rock internazionale, tutti vogliono la sua voce nei loro dischi, da Bjork agli Hercules & Love Affair, da Franco Battiato ad Elisa.

“Io, piazzato esattamente a metà strada tra il coro dei ragazzi e quello delle ragazze: questa è la Polaroid dei miei anni del liceo a San Jose in California. Dietro i 10 milioni di trans gender nel mondo ci sono altrettante storie dolenti d’identità labile. Ma ai media interessano solo i particolari anatomici, non quello che succede dentro”.

hegarty3

Nel 2016 Antony è la seconda persona apertamente trans gender a essere candidata all’Oscar, nomination per la “Miglior Canzone Originale”, insieme a J. Ralph, per la canzone “Manta Ray” che compare nel documentario Racing Extinction.

In un’intervista a Flavorwire nel Novembre del 2014 Antony ha dichiarato:

“I miei amici più stretti, la mia famiglia, usano pronomi femminili rivolgendosi a me. Non ho mai chiesto alla stampa di usare un pronome o l’altro… Nella mia vita privata preferisco LEI. Credo che le parole siano importanti. Rivolgersi a una persona secondo il genere a cui ha scelto di appartenere è una cosa importante, è onorare il loro spirito, la loro vita e il loro merito. LUI è un pronome invisibile per me, che mi nega”.

Da androgina drag queen dell’underground newyorchese a stella del firmamento neoromantico di inizio millennio, Antony Hegarty ha risvegliato il potere sopito del songwriting emozionale, denso di malinconia e aspirazione alla luce, emergendo con una sensibilità antica e universale.

Con mio grande dispiacere non ho trovato notizie relative alla sua vita privata o al suo coinvolgimento all’interno delle comunità LGBT.

Vi lascio con la canzone “Cripple and the Starfish”.

 

FONTI: http://www.ondarock.it/popmuzik/antony.htm

https://it.wikipedia.org/wiki/Antony_and_the_Johnsons

 

Tonyella

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 17 marzo 2016 da in ARTE E MUSICA con tag , .

Seguiteci su Twitter

Seguiteci su twitter

Follow Tre libri sopra il cielo on WordPress.com

Categorie

Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: