Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO

ARTE E MUSICA

Buongiorno a tutti! Qualche settimana fa, quando ho fatto un approfondimento dedicato allo spettacolo, vi ho parlato dello spettacolo teatrale “Battuage” e della compagnia teatrale “Vuccirìa Teatro”. Oggi torno a parlarvi di loro e di “Io, mai niente con nessuno avevo fatto”, spettacolo andato in scena la prima volta nel 2014.

Ambientato in Sicilia, “Io, mai niente con nessuno avevo fatto”  racconta la storia di Giovanni, incarnazione dell’ingenuità e della passione allo stato puro, dell’innocenza che supera tutte le barriere della conoscenza e dell’ignoranza: un pezzo unico di anima che dice tutto quello che pensa, che crede a tutto quello che gli viene detto. Giovanni rappresenta la forza e il coraggio di chi non riesce a vedere il mondo se non come uno spartito di note da danzare. L’istinto alla vita, alla sopravvivenza, al di là della malattia e al di là del male.

 

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Joele Anastasi (testo e regia e nel ruolo di Giovanni), Enrico Sortino (Giuseppe) e Federica Carruba Toscano (Rosaria) portano in scena una storia di amore, di coraggio e di morte, la storia del bruciante amore omosessuale tra Giovanni e il suo maestro di danza Giuseppe, che è stato vittima della sua stessa violenta storia familiare ma che diventerà un amante infuocato, sebbene incapace di uscire dal ruolo di maschio virile e ammogliato, infine carnefice, del suo giovane amante, Giovanni, malato terminale.

 

 

La violenza si scontra con l’ingenuità, in un mare di brutalità dove Rosaria, cugina di Giovanni, è tutto per lui: madre, sorella, amica, figlia, fidanzata, complice, maestra di ballo, protettrice, compagna di giochi e d’avventure. In mezzo a tutto questo però c’è spazio per l’amore, c’è spazio per la rivalsa, c’è spazio per un amore vissuto in un ambiente popolare e attraversato in modo ingenuo, assoluto e bruciante. Ma tutto ha un prezzo e Giovanni lo sconterà attraverso gli occhi ambigui e violenti e il corpo pulsante e focoso di Giuseppe, suo unico amore-amante. L’amore che li lega si ribalterà in tradimento, violenza vigliacca, debolezza colpevole che si rovescia in paura e disprezzo all’apparire della malattia, l’aids, e infine della morte.

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“Io, mai niente con nessuno avevo fatto”, è una storia di incomprensioni su sfondo omosessuale in una piccola cittadina provinciale e arretrata dell’isola siciliana.

“Rosaria mi ha detto che, forse, domani ci andiamo a prendere il traghetto. Me l’ha detto Rosaria! Non vogliamo salire fino a Milano, vogliamo fare avanti e indietro un paio di volte per la Calabria. Rosaria mi ha detto che là sopra c’è sempre un sacco di vento. Però deve essere bellissimo, perché dice che ogni tanto si vedono pure i delfini. Rosaria dice che forse… Forse ci possiamo pure tuffare da là sopra… Ma t’immagni comu fussi bellu notari no menzu ‘ro mari? Seccunnu mia fussi comu abballari”.

 

io2Giovanni è in scena vestito di bianco come la cugina Rosaria, mentre l’amante di lui, Giuseppe, indossa dei pantaloni marroni, metaforicamente infangati, malati, sporchi. E’ un dettaglio importante in tutto questo ammasso di pudicizia e purezza, negata e taciuta, di un’innocenza mai elargita ma sempre nascosta o ferita. Il sesso, che il maestro di danza fa in modo compulsivo con giovani ragazzi per esorcizzare la violenza subita da piccolo dal cugino, è usato come valvola di sfogo, come svago non ludico ma ossessivo per pareggiare i conti con il destino. Mentre per Giovanni è un mezzo per essere accettato e amato, finalmente compreso, per Rosaria è un modo per sentirsi libera, indipendente, per non fare la fine della madre.

L’universo in cui gravitano i tre personaggi di questa pièce è un universo popolare, uno scenario pieno di brutalità e d’istinto, dove nulla è comandato dalla mente ma solo dall’impulso del corpo. Uomini che sono bestie, che sono angeli, che sono demoni. Tutto il peso ricade su Giovanni, ingenuo e puro, ma sarà l’unico capace di sopportare questo peso e di non sentire addosso la minima pressione riscattandosi proprio attraverso i corpi e le anime dilaniate di Rosaria e Giuseppe. Tre corpi, quelli dei protagonisti, che non si incontreranno mai. Vivranno uniti solo nel ricordo, nella maledizione, nel tentativo ora di ricordare e ora di dimenticare.

 

io3Con una recitazione frontale, occhio di bue su chi parla, immersi nel buio gli altri, senza che mai interagiscano le figure, lo spettacolo sembra un lungo ricordo, ognuno con la propria versione dei fatti, un rimodellare il passato, uno spiegare il dramma esistenziale di queste anime colpevoli di vita.

“Mi hanno detto che ero un frocio di merda, che dovevo morire e che a ballare facevo schifo”. (Giovanni)

“Io, mai niente con nessuno avevo fatto” è vincitore del concorso “I monologhi dell’Ambra” (Teatro Ambra alla Garbatella di Roma), secondo classificato al concorso “Autori nel Cassetto, Attori sul Comò” (Teatro Lo Spazio di Roma), Finalista al “Premio Nazionale Giovani Realtà del Teatro” (Udine), terzo classificato al “Festival Potenza Teatro” (Teatro F. Stabile Potenza), “Miglior spettacolo, miglior drammaturgia e miglior attore a Enrico Sortino” (Roma Fringe Festival 2013), vincitore del bando “Stazione d’emergenza / Atto V / per nuove creatività 2013/2014, “Best of Fringe” – 2014 San Diego International Fringe Festival.

 

 

FONTI: http://www.vucciriateatro.com/#!io-mai-niente-con-nessuno-avevo-fatto/c4ev

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/13/io-mai-niente-con-nessuno-avevo-fatto-lomosessualita-a-teatro/1153155/

http://www.dramma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=15292:io-mai-niente-con-nessuno-avevo-fatto&catid=39&Itemid=14

http://www.drao.it/io.mai.niente.con.nessuno.avevo.fatto/

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 24 marzo 2016 da in ARTE E MUSICA con tag , , .

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