Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “TRIBUTO DI DOLORE” – Serie L’ultimo Dragar #2 – di Maurice Fay

 Tributo
TITOLO: Tributo di dolore
AUTORE: Maurice Fay
CASA EDITRICE: Self publishing
GENERE: Fantasy
E-BOOK:
SERIE: L’ultimo Dragar #2
PAGINE: 152
PREZZO: € 2,99 su Amazon (disponibile su Unlimited)
USCITA: 22 Marzo 2016
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Alto
TRAMA: Molto prima di essere un Dragar, chi era Radan? E come è iniziata la sua storia con Alistair? E Alistair chi era? Come sono nati l’ordine dei cavalieri Dragar e la Confraternita dei maghi? E cosa si cela davvero dietro gli intrighi di corte di Ametyssa, la capitale di Vanasya dove “Scambio Equivalente” ha avuto inizio? A tutte queste domande troverete risposta in “Tributo di Dolore” e scoprirete anche che fine hanno fatto Radan e Liam.
In un viaggio a ritroso nel tempo troveremo un giovane Radan che vive di espedienti, ai margini della società nella capitale. Un giorno si ritrova davanti tre bizzarri uomini vestiti di nero e ne deruba uno, non sapendo che proprio questo cambierà il suo destino. Perché uno di loro lo inseguirà per riprendersi i soldi. È Alistair, che nel rincorrerlo prova a infrangere il suo Scudo Mentale e non ci riesce, capendo così che davanti non ha un semplice e banale ladruncolo, ma molto di più. E inevitabilmente, tra i due scatta qualcosa, un’attrazione che non credevano possibile e che inizia a intrecciare le loro vite sullo sfondo di una città sconvolta da misteriose sparizioni.
Radan si sente feccia. Non all’altezza di qualcuno di così perfetto come Alistair. E Alistair è appena uscito da una storia d’amore passionale e coinvolgente, che l’ha lasciato con la consapevolezza di essere tutt’altro che perfetto. Ed è proprio attraverso gli occhi di Radan che lo vedono così puro e perfetto che Alistair comincia a vacillare, diviso fra l’attrazione per il suo ex e l’innegabile fascino di Radan.

12782232_10201402156492159_1905947540_nDopo il cliffhanger che ci aveva lasciati con il fiato sospeso nel precedente romanzo “Scambio equivalente”, l’autore ci spiazza ancora una volta e ci catapulta tredici anni indietro, alla scoperta di un Radan più giovane e di Alistair, l’uomo che diventerà suo maestro e amante… e devo dire che lo fa in maniera magistrale, riallacciando e ricollegando personaggi e situazioni con una semplicità e una naturalezza veramente eccellenti. L’universo che ci viene presentato è incredibilmente intrigante e per certi versi poetico; un mondo magico, dove ai gatti ci si rivolge dando del Lei, in quanto esseri superiori capaci di spostarsi da una realtà all’altra, in un intricato schema di mondi paralleli che ci regalerà alla fine del libro una sorpresa spiazzante e incredibile.

Ritrovare Radan così giovane e per certi versi vulnerabile mi è piaciuto molto e me lo ha fatto apprezzare ancora di più. Non abbiate paura! L’arroganza e la tracotanza che lo contraddistinguono sono le stesse, ma sono velate da un senso di inadeguatezza e di non appartenenza che lo rendono più umano e, almeno ai miei occhi, più simpatico. Anche Alistair si rivela essere un personaggio interessante e pieno di sfaccettature e non vedo l’ora di sapere come la storia si evolverà e come i due si avvicineranno fino a diventare complici e amanti.

Come ho già scritto nella precedente recensione, mi ha molto incuriosito il connubio magia-dolore che ci viene proposto nella serie. Tredici anni prima, Radan ha scoperto la magia e il suo utilizzo attraverso il Tributo di dolore. Questo dolore può essere il proprio, come nel caso dei guerrieri Dragar o di un piccolo animale sacrificale, come sta imparando un giovanissimo Liam, aspirante mago alle prese con l’odioso zio.

Il romanzo si svolge quasi tutto nel passato, rispetto al primo libro della serie, per poi regalarci uno scorcio di presente e infine gettarci nella confusione più totale nel momento in cui scopriamo che la mente dell’autore lavora su più livelli! Devo ammettere che questo secondo libro mi è piaciuto ancora più del primo e l’ho trovato più “sobrio” e scorrevole del precedente. Vi sono ancora delle piccole imperfezioni ortografiche facilmente risolvibili (infondo o apposto non si scrivono tutto attaccato) e pochissimi refusi che non inficiano comunque la lettura. L’autore mi sorprende sempre di più e aspetto con ansia il seguito.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 4 aprile 2016 da in Fantasy, Recensione, Romance con tag , , , .

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