Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “PIU’ FORTE DI TUTTO” – Serie Eight Second Ride #1 – di Sandy Sullivan

cover italiana
TITOLO: Più forte di tutto
TITOLO ORIGINALE: Falling Hard
AUTORE: Sandy Sullivan
TRADUZIONE: Francesca Giraudo
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
SERIE: Eight Second Ride #1
PREZZO: € 4,42 su Amazon
PAGINE: 241
USCITA: 21 Aprile 2016
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto
LINK DI AMAZON: Piu’ forte di tutto

TRAMA:  Incontreremo due bull rider, due macho muscolosi, sicuri di sé, cowboy arroganti con la smania di resistere per otto secondi sulla schiena di un toro di novecento chili, per ottenere fama e denaro. Nella loro vita privata però, dietro la porta chiusa di un albergo, il loro mondo sta per esplodere…

Levi Bond è un professionista da molto tempo e gareggia per il campionato del mondo di bull riding. Montare tori è ciò che gli dà adrenalina, che gli fa battere il cuore, che lo fa sentire come l’uomo da un milione di dollari. Questo, e il fatto di riuscire ad abbordare Curt Walsh, una delle stelle nascenti del suo stesso circuito. Anche se molto attratto da lui, Curt è confuso e insicuro di quale strada intraprendere nella sua vita. Ma Levi sarà ancora disponibile e interessato a lui, quando finalmente avrà preso la sua decisione?

Preparatevi a una cavalcata mozzafiato, frizzante e piena di intenso desiderio, della passione più sfrenata e di emozioni inaspettate, mentre Levi e Curt verranno attirati l’uno verso l’altro come delle enormi calamite, che si batteranno non solo per lo scopo della loro vita durante le gare in arena, ma anche contro la crudeltà e la cattiveria che è al di fuori. L’idea di innamorarsi l’uno dell’altro li terrorizzerà, più che riuscire a stare sulla schiena di un toro per otto secondi, senza uccidersi.

 

SelvaggiaBeh, cari amici e amiche… io non sapevo proprio che esistessero i Bull Rider. O meglio, sapevo che c’erano dei matti che cavalcavano i tori ma non immaginavo certo che fossero una categoria di sportivi così strutturata, che alcuni lo facessero proprio per lavoro e che se sei bravo, e magari non muori mentre lo fai, puoi pure diventare molto ricco.

Ecco, questi sono i Bull Rider. Mi è piaciuto molto questo libro perché, al di là della storia d’amore molto molto hot, ho imparato tantissime cose. Ok, sicuramente per vivere meglio non mi serve sapere che i copri-pantaloni si chiamano chaps o che ci vogliono 8 secondi di follia per fare punti e che questi punti vengono calcolati anche in base a come cavalchi un toro o a quanto questo toro è cattivo, ma adesso se dovessi incontrare un Bull Rider e lui volesse parlare con me del suo lavoro, almeno non farei brutta figura, giusto? Giusto.

Bando alle ciance e parliamo di Levi e Curt. Immaginatevi i cowboy, i veri cowboy (o cauboi come li chiama la nostra Mon Reve). Li avete immaginati? Ecco, loro sono così. Alti, belli, muscolosi, con le classiche camicie e i cappelloni. Io me li sono immaginati spesso anche molto chiusi di mentalità, figli di quell’America profonda che non concepisce che un maschio, anzi un vero macho, sia omosessuale e che esca quindi dallo stereotipo del gay effemminato e sempre all’eccesso. Naturalmente sappiamo che non è così, ma questo libro mi ha in parte confermato questa idea. Per contro, sappiamo che i gay ci sono e sono ovunque e quindi perché non dovrebbero essere anche lì? Anzi, personalmente trovo questa cosa così stuzzicante che quando ho cominciato a leggere questo libro mi sono armata del mio solito ventaglio sbrindellato (povero, ormai a furia di sbatterlo con forza sta cominciando a perdere i pezzi).

Conosciamo subito Levi quindi, uno dei migliori, uno che può aspirare alla vittoria finale. E’ proprio… figo!! Non c’è un modo diverso per dirlo, è figo. Punto. Tiene un profilo basso, non vuole finire spiaccicato sull’asfalto perché per errore ci ha provato con un etero, magari pure cattivo, quindi si prende le sue soddisfazioni lontano dal circuito. Ha le idee chiare Levi, vuole diventare Campione del Mondo di Bull Riding e poi ritirarsi, magari senza farsi ammazzare dai tori nel frattempo. Vuole tornare nel suo ranch e vivere tranquillo e sereno, possibilmente con un compagno e l’unico per il quale sospira è Curt, un altro figo spaziale. Peccato che di Curt non sappia molto, neppure se è gay, o magari bisessuale visto che lo ha visto spesso “infrattarsi” con le groupie del circuito. Levi è proprio cotto di Curt, ma lo guarda da lontano non osando farsi avanti, fino al giorno in cui proprio Curt chiede al suo mentore, Levi appunto, di continuare il campionato insieme, ossia di spostarsi insieme tra i vari stati e di dividere le spese degli alberghi. Mooolto bene, ho pensato, vediamo un po’ cosa combinano questi due.

La prima parte del libro è letteralmente un viaggio, non solo fisico attraverso le varie città, ma un viaggio nella conoscenza reciproca. Ho apprezzato più di quanto si possa pensare il fatto che la trama non sia scaduta nel banale, facendoli subito saltare addosso l’uno all’altro. Vuoi per convenienza, vuoi per timidezza o paura, i nostri due ragazzi si prendono il loro tempo prima di trasformare quell’iniziale rapporto amichevole in qualcosa di più fisico (e qui non vi dico proprio nulla perché oggi mi sento un po’ bastarda…ihiihihih. Sappiate solo che recuperano il tempo perduto).

Anche Curt è molto preso da Levi, ma tra i due è quello più insicuro. Ha una storia familiare un po’ particolare che lo ha molto segnato, perciò non prende posizione sul loro rapporto, si accontenta di aver trovato non solo un modo per risparmiare, ma anche un “trombamico”. Francamente, Curt mi è stato un po’ sulle scatole sin dall’inizio a causa di questo suo atteggiamento, ma alla fine mi sono dovuta ricredere. La storia nella sua quasi interezza è concentrata su di loro, sull’evolversi del loro rapporto, sul campionato, sulle speranze di entrambi per il futuro. Non ci sono grossi personaggi secondari che interagiscono con i protagonisti, tranne la famiglia di Levi, molto simpatica e amorevole.

Poi un evento potenzialmente tragico rimette tutto in discussione… guardate, a me è mancato un battito quando ho letto questo pezzo di libro, perché si aprivano tanti di quei scenari, e non tutti positivi, da farmi sudare freddo ma è a questo punto che il titolo del libro ha acquistato un senso.

Non dirò altro, leggetelo tutto e poi venitemi a dire cosa ne pensate.

8 commenti su “RECENSIONE: “PIU’ FORTE DI TUTTO” – Serie Eight Second Ride #1 – di Sandy Sullivan

  1. antonella tonon
    21 aprile 2016

    Ti odio, ti odio, ti odio! Ecco, adesso per colpa tua, devo comprarne un altro. Ma dico!

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    • selvaggia
      21 aprile 2016

      ahahhahahahahhaha… Antonella, mi hai fatto morire dal ridere… Scusaaaaaaa

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  2. Maria
    22 aprile 2016

    selvaggia cara amo le tue recensioni questo l’avevo già in lista

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    • selvaggia
      22 aprile 2016

      e io adoro quando mi lasciate questi bei pensierini!! mi fate venire voglia di scrivere altre recensioni!!

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  3. foxelyxyz
    22 aprile 2016

    Il video è bellissimo e la recensione invoglia proprio a leggerlo!

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  4. giuliana santoni
    22 aprile 2016

    aspettavo la tua recensione da ieri ok mi hai convinta – lo prendo subito

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    • selvaggia
      22 aprile 2016

      Brava Giuliana e grazie. Non vedo l’ora di sapere cosa ne pensi. A presto e un bacione

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Questa voce è stata pubblicata il 21 aprile 2016 da in Contemporaneo, Cowboy, Recensione, Romance con tag , , .

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