Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “ARABESQUE” – di Livin Derevel

ARABESQUE
TITOLO: Arabesque
AUTORE: Livin Derevel
CASA EDITRICE: Milena Edizioni
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 4,99 su Amazon
PAGINE: 294
USCITA: 7 Novembre 2015
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK DI AMAZON: Arabesque

TRAMANon è la giornata fortunata di Bentley Flores. L’esame per cui si era dato tanto da fare è stato improvvisamente rimandato, la ragazza per cui ha una cotta non ha tempo da dedicargli, e piove. In più ecco spuntare una donna un po’ hippy e un po’ santona, che lo usa come facchino prima di regalargli una lampada di dubbio gusto come ringraziamento. Tornare a casa gli pare la salvezza e invece chi è quello strano ragazzo tutto sorriso che Bentley non ha mai visto prima? Perché sembra così affezionato a lui? Ma soprattutto, com’è che ha la capacità di esaudire desideri? Bentley non ha idea di cosa inizi a succedere nella sua vita e tenterà di trovare il modo di cavarsela attraverso una storia impregnata di realismo magico, dove suo malgrado sarà eletto il padrone di un inaspettato genio della lampada. Livin Derevel costruisce una fiaba contemporanea che, proprio attraverso la chiave dell’ambientazione esotica e sprovincializzante, riesce a mettere l’accento anche su una certa arretratezza culturale del nostro Paese, sul cammino in salita che attende la lotta sacrosanta per la conquista dei diritti e delle opportunità sociali.

Mon reveArabesque è un Romance M/M condito con tanta, tanta fantasia.

Siamo nella San Francisco dei giorni nostri, dove Bentley, che tutti chiamano Ley, è uno studente universitario di Arte che, per una serie di circostanze, si ritrova ad aiutare una signora alquanto strana. Questa, per sdebitarsi, decide di regalare a Ley una lampada. No, non un‘abat jour (si scrive così!!!), ma una vera e propria “lampada” (presente Aladino???). Ley sinceramente manco la vuole, ma se la porta a casa. Da vero intenditore di arte non può fare a meno di apprezzarne la magnifica fattura, ma è molto sporca. E allora che fa??? La strofina (ovvio) e… zacchete, il genio salta fuori. Se state pensando a quell’energumeno blu dei cartoni animati, lasciate perdere e scordatevi pure il vecchietto con la barba e il turbante che avete visto nei libri. No no, questo è una cosina deliziosa. Già, in jeans e maglietta, coperto di tatuaggi, un po’ mingherlino ma ben fatto e con un sorriso che ti arriva dritto al cuore. Ley decide pure di chiamarlo Frank. Accettare tutto questo per Bentley è parecchio difficile ma, con un paio di dimostrazioni pratiche, si arrende all’ evidenza.

I patti, come da tradizione, sono chiari, tre desideri e poi il genio scompare. Se non che, a parte il primo desiderio che è andato praticamente sprecato, Ley non sa cosa chiedere e così passano i giorni, le settimane e i mesi. Bentley si affeziona sempre di più a Frank. E’ ormai un amico, è coinvolto nella sua vita famigliare e nel giro delle sue amicizie. Finché un fatto molto “rovente” li porta a conoscersi in un modo molto intimo e da qui in poi Ley si renderà conto che tiene a Frank non solo come amico, ma che i suoi sentimenti sono molto più profondi. Frank, dal canto suo, non ha nessuna memoria del fatto “rovente”, cioè sa che cosa ha fatto ma non se lo ricorda. Inoltre per lui Bentley è un padrone molto diverso da quelli che ha avuto nei secoli e secoli precedenti. Ley lo tratta come una persona vera, come un amico e mai nessuno lo aveva fatto prima di allora. Il loro diventa vero amore, unico e speciale, ma le regole sono regole e al terzo desiderio Frank scomparirà, ed è per questo che Lay è deciso a non esprimerlo mai. Ma nella vita a volte succedono cose che solo un miracolo… o l’ ultimo desiderio possono sistemare.

Ho trovato questo libro molto romantico e anche molto divertente (non verso la fine), i personaggi e le figure di contorno sono molto ben descritti e ognuno ha il suo “ruolo” nella storia, dal fratello di Ley, alla nonna, alla signora misteriosa o la migliore amica di Bentley. L’autrice è molto curata nei dettagli, anche se a volte l’ho trovata un po’ prolissa nelle descrizioni, ma presumo che sia un suo tratto distintivo.

Volete sapere come va a finire? Caspita… ve l’ ho detto all’ inizio.

2 commenti su “RECENSIONE: “ARABESQUE” – di Livin Derevel

  1. Maria
    7 maggio 2016

    L ‘ho letto un po’ di tempo fa mi è piaciuto molto una favola rivisitata .

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 7 maggio 2016 da in Fantasy, Recensione, Romance con tag , , .

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