Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE IN ANTEPRIMA: “SULLE NOTE DEL TEMPO” di Josh Lanyon

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TITOLO: Sulle note del tempo
TITOLO ORIGINALE: Stranger on the Shore
AUTORE: Josh Lanyon
CASA EDITRICE: HarperCollins Italia
PAGINE: 320
PREZZO: € 16,00 cartaceo, copertina rigida
DATA USCITA: 19 maggio 2016 nelle librerie

LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio

TRAMA: Griff Hadley, reporter di cronaca nera, non riesce a dimenticare la vicenda del rapimento e della scomparsa, vent’anni prima, del piccolo Brian Arlington. Si pensa che sia morto, ma il corpo non è mai stato ritrovato. Griff decide di scrivere un libro sulla vicenda e sorprendentemente riesce a ottenere il permesso di soggiornare a Winden House, residenza degli Arlington. La sua presenza, però, sembra suscitare sentimenti contraddittori sia nei componenti della famiglia, che non gradiscono l’idea di dare in pasto al pubblico la propria vita, sia nel legale che li rappresenta, Pierce Mather, convinto che le intenzioni di Griff non siano limpide come lui afferma. Ma in quel mondo artefatto in cui ricchezza, gelosia e falsità vanno a braccetto, nulla è come sembra e così Pierce e Griff si ritrovano a combattere la stessa battaglia e a scoprire un’assurda verità. Perché il tempo, pur avendo sbiadito i ricordi, nulla ha potuto contro i sentimenti, rimasti inalterati come le note di Stranger on the shore che continuano ad aleggiare nel giardino della villa.

elyI lettori affezionati di Josh Lanyon sono ormai abituati al fatto che, nelle sue storie, la parte investigativa/poliziesca sia predominante rispetto a quella romance e anche in questo caso la scelta si conferma, benché “Sulle note del tempo” sia un romanzo diverso da tutti quelli che ho letto finora di questa talentuosa autrice.

La differenza principale è che, secondo me, questo è un giallo ‘atipico’. Sì, abbiamo delle investigazioni. Un caso su cui indagare. Un mistero da risolvere. Segreti. Bugie. Un morto. Tante risposte da cercare. Eppure Josh ha disseminato fin da subito – e per tutta la storia – degli indizi lampanti che ti fanno dire: “Oh, sembra così ovvio, troppo ovvio; forse mi sto sbagliando! Oppure mi sta imbrogliando?”. Stavolta si punta su un giallo psicologico fatto di dubbi – gli stessi che il protagonista e il lettore condividono fino alla fine – e su una specie di viaggio interiore verso la scoperta di se stessi e della verità, sfiorando reminiscenze, sensazioni surreali e quasi sovrannaturali, che vi faranno venire i brividi.

Dopo un inizio un po’ lento e forse un po’ troppo descrittivo, a mio modesto parere, la trama si snocciola con un buon ritmo e il mio consiglio è di gustarsi la strada con Griff, piuttosto che cercare di risolvere il mistero prima di lui. Oh, i colpi di scena non mancheranno e il finale, benché possa sembrare il contrario, presenta una chiusura che non lo rende affatto scontato nella risoluzione del caso. Mi sarebbe piaciuto, però, che Griffin e Pierce avessero un pochetto più di spazio alla fine. Si sa: gli animi romantici non si accontentano mai! La loro storia vi appassionerà, come tutti gli amori turbolenti.

Griffin Hadley, giovane giornalista di cronaca nera, vuole scrivere un libro sulla sparizione del piccolo Brian Arlington, una vicenda avvenuta vent’anni prima e ancora insoluta. L’unico a caldeggiare le sue ricerche è il patriarca della famiglia, il nonno del bambino, che non si è mai rassegnato alla tragedia e, sentendosi prossimo alla morte, cerca ancora disperatamente delle risposte che plachino il suo animo tormentato. Il resto della ricca parentela e la servitù, però, si dimostra restia e ostile a collaborare all’indagine. In particolare, l’avvocato di famiglia non si fa scrupolo a minacciare Griff in modi nient’affatto sottili. Il suo unico scopo – e qualunque metodo è lecito per ottenerlo – è quello di proteggere la famiglia Arlington, a cui è legato da un sincero affetto, da dolori inutili e speculazioni.

Griff e Pierce si scontreranno diverse volte, perché hanno entrambi un carattere forte e intraprendente, eppure c’è un’attrazione che langue tra i due, delle sensazioni strane di vicinanza e conoscenza, quasi affetto, che contrastano con i loro piani di relegare tutto come un mero sfogo fisico, senza strascichi, fra due persone che si sono appena conosciute. Le parti sensuali non sono numerose, ma risultano piacevoli, dolci e coinvolgenti. Griff e Pierce dovranno fare i conti, prima o poi, con ciò che sentono. Ma, nel frattempo, i due ‘nemici/amanti’ decidono di allearsi quando, durante le indagini, un imprevisto cambia le carte in tavola e Pierce accantona i sospetti che Griff sia solo l’ennesimo arrivista.

Una menzione doverosa va prima all’opulenza dell’ambiente in cui è inserita la trama, ben descritto per bocca di Griff nei vari eccessi e nelle stravaganze, passando poi ai vari membri della famiglia Arlington: personalità diverse, accumunate da una ricchezza esagerata e con vari scheletri nell’armadio, nascosti fra costosissimi vestiti e altezzosità. Come conclusione finale, direi che forse non è la storia migliore di Josh, ma rimane una lettura davvero molto piacevole e la consiglio a tutti, soprattutto ai fedelissimi dell’autrice.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13 maggio 2016 da in Contemporaneo, Romance, Suspence con tag , , .

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