Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “IL NASCONDIGLIO” – di Amy Lane

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TITOLO: Il nascondiglio
TITOLO ORIGINALE: Bolt-hole
AUTORE: Amy Lane
CASA EDITRICE: Dreamspinner Press
TRADUTTORE: Caterina Bolognesi
COVER ARTIST:  DWS Photography
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: $ 6,99 su Dreampsinner Press
PAGINE: 229
USCITA: 17 Maggio 2016
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
 

TRAMA: L’infanzia di Terrell Washington è stata una tripla schifezza: non c’è nessun vantaggio a essere nero, gay e povero in America. Terrell si è fatto strada fuori dal ghetto solo per colpire un soffitto di cristallo e trovarsi imprigionato nel ristorante di una popolare catena a fare il barista con una laurea in giornalismo. L’unica nota positiva è Colby Meyers, un suo collega che non ha paure o inibizioni e che non conosce limiti. Terrell e Colby passano l’estate al fiume e le loro pause sul retro del Papiano. Per quanto Terrell sia terrorizzato all’idea di uscire allo scoperto, gli è impossibile stare lontano dal magnetico sorriso di Colby e dalla sua risata contagiosa.

Ma Colby ha finito l’università, adesso, e ha grandi progetti per il futuro… progetti che Terrell è certo che lasceranno il suo nero culo secco nella polvere di Sacramento, fino a un momento mozzafiato, rubato nel mezzo del caos del ristorante, che gli dice che potrebbe sbagliarsi. Quando quell’istante viene infranto da un mistero e da un atto di violenza, Terrell e Colby rimangono con due rompicapi da risolvere: chi ha ucciso quel furfante del loro capo e come potranno far confluire le loro vite, il loro nero e il loro bianco, in un unico scintillante futuro?

 

Mon reveTrent’anni, nero, apparecchio ai denti perché “sparano da tutte le parti”, problemi alla schiena e alle gambe perché ha sofferto di rachitismo. Questo è Terrell, ma Terrel è anche una persona intelligente, laureata in giornalismo e che ha deciso fin da piccolo che doveva uscire dal ghetto. Per cui ha lasciato il suo quartiere di “neri” e si è trasferito in un quartiere di “bianchi”, ma la cosa è finita lì. Nonostante i suoi sei anni di college, fa il barman da otto anni sempre nello stesso posto, vive in un buco di appartamento dove continua a nascondersi e la sua famiglia continua a condizionargli la vita esattamente come se fosse ancora nel ghetto. Nessuno lo assume come giornalista perché è nero e non può essere se stesso (cioè gay) perché i “neri” non sono gay.

Venticinque anni, alto, biondo, occhi azzurri, un sorriso disarmante, un master in sociologia. Questo è Colby. Colby, che ha una famiglia che lo ha sempre sostenuto nelle sue scelte e che sapeva che era gay prima ancora che se ne accorgesse lui. Colby sa cosa vuole dalla vita, la sta programmando da un anno, cioè da quando ha iniziato a lavorare nello stesso locale dove lavorava Terrell. Lui… vuole Terrell.

Sono diventati amici Colby e Terrell, il bianco e il nero, l’uomo e il “ragazzino”, vanno al lago insieme, si divertono ma non si sono mai dichiarati la loro omosessualità, finché Colby decide che è il momento. Nello stesso istante verranno loro malgrado coinvolti in un omicidio che movimenta un po’ la storia.

Di questo libro, il mio personaggio preferito è sicuramente Colby, deciso, determinato, organizzatore, mentre ho trovato Terrell una specie di Calimero che, nonostante le buone intenzioni, continua a piangersi addosso, a vivere nel ghetto anche se fisicamente non è più lì. Lui avrebbe continuato a nascondersi “perché non aveva nessuno per cui valesse la pena di fare coming out”,  ma il fatto è che pur essendo innamorato di Colby da un anno non avrebbe mai fatto il primo passo, né con lui, né con nessun altro. Solo grazie al bel ragazzo biondo riesce a uscire fuori dal limbo, ad affrontare la sua famiglia e a essere finalmente felice.

Ho cercato di capire in che anno è ambientato questo romanzo, ma non mi pare vi siano indicazioni in merito, per cui sono propensa a pensare che siamo negli anni novanta perché nonostante sia consapevole che la discriminazione esiste tutt’ora, non me lo vedo ambientato ai giorni nostri, mi sembra eccessivo, anche considerando che gli Stati Uniti hanno attualmente un Presidente NERO.

Questa è una storia in puro stile Amy Lane, di cui ho apprezzato parecchi libri (uno dei miei preferiti è suo), ma questo non mi ha convinto del tutto. Ovviamente è solo un’opinione personale.

4 commenti su “RECENSIONE: “IL NASCONDIGLIO” – di Amy Lane

  1. Antonella Tonon
    19 maggio 2016

    Come al solito d’accordo con te, assolutamente non coinvolgente. Detto tra noi mi sto anche chiedendo come ci si possa innamorare di uno rachitico, con i denti sparati (apparecchio a parte) e con un carattere a dir poco inesistente, non ha neanche questa intelligenza così fulgida, ha una laurea ma non si schioda dal suo lavoro di barista. Confesso l’ho iniziato e interrotto e neanche la parte “giallo” riesce ad avvincermi più di tanto. Per una volta Amy Lane è una vera delusione.

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    • Mon Reve
      19 maggio 2016

      Sicuramente non può sempre piacere tutto. Io avrei gradito solo un po’ più di spina dorsale in Terrell.

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  2. Maria
    19 maggio 2016

    Mi sa che è ambientato ai giorni nostri perché Moira gli regala un pad, spero che non sia ancora cosi pesante la situazione. Non il migliore. Ciao

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Questa voce è stata pubblicata il 19 maggio 2016 da in Contemporaneo, interrazziale, Recensione, Romance con tag , , .

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