Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “CIRCOLO VIZIOSO” – di Lou Watton

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TITOLO: Circolo Vizioso
TITOLO ORIGINALE: Vicious Circuit
AUTORE: Lou Watton
TRADUZIONE: Francesca Giraudo
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
SERIE: Brad On Holidays #4
E-BOOK:
PREZZO: € 0,99 su Amazon
PAGINE: 35
USCITA: 19 Maggio 2016
 
 
TRAMA: Questo breve racconto è il quarto episodio di una serie erotica M/M. Brad è uno straniero misterioso che noi possiamo conoscere solo attraverso gli occhi dei diversi uomini che incontra quando è in vacanza. Ogni volta ha storie brevi ma molto appassionate, e lascia i suoi amanti perplessi circa le sue motivazioni e suoi obiettivi. Brad rimane sempre un enigma per loro. E voi? Sarete in grado di decifrarlo?

SonnySiamo al giro di boa. La serie Brad on Holiday è arrivata al quarto episodio e non mi aspettavo la destabilizzazione che ha portato a quello che si era costruito nella mia testa. Se nell’episodio precedente si erano intraviste delle crepe nella corazza di Brad, che impediva di vedere e capire il personaggio, in questa nuova puntata da quelle crepe fuoriescono il dolore e lo strazio che ho sempre sospettato ci fossero dentro quell’uomo misterioso. L’inizio è quasi intollerabile, ho provato una sensazione di ripulsa ma non per lo scritto in sé, bensì per la freddezza con cui l’autore descrive l’orgia che si svolge all’interno di una sauna con i due protagonisti assieme ad altri tre uomini. La staticità della scena, la sua impersonalità contrasta con tutto il resto del racconto. Ha voluto, a mio avviso, dare un segnale. Brad ha bisogno di uomini particolari per tirare fuori il suo lato umano. E uso la parola umano non a caso. Sono sempre più convinta che, nonostante ci sembri che Brad guarisca dal loro mal di vivere gli uomini che incontra, in realtà abbia bisogno lui stesso di quell’energia che si sprigiona quando trova un soggetto giusto.

Chris in questo caso è un uomo qualunque, non ha grandi drammi se non un’esistenza che sfiora l’apatia, nessun legame, una vita vissuta senza slanci e senza grandi progetti.

La cosa stupefacente è la dinamica con cui si evolvono le ventiquattro ore che passano assieme. Nessun rapporto sessuale, nessuna intimità biblica, solo una grande intesa mentale e un’intimità di condivisione di spazi. La mancanza però della fisicità scatena in Brad una reazione inaspettata. Diventa scostante, frenetico, impaziente, sgraziato e teso. Scappa. Come se fosse al limite della sopportazione o se non potesse rimanere oltre, per non rischiare di rivelare qualcosa di sé che ancora non è il momento di mostrare.

Chris si ritrova da solo esattamente come tutti gli altri uomini che hanno incontrato il misterioso Brad, ma lui? Lui è sconfitto, devastato. La scusa che propina per allontanarsi è sempre la stessa: sono qui con degli amici e non li posso mollare. Io credo che quegli amici non esistano, ma che ci siano dei demoni dentro di lui che lo affliggono e lo divorano, tanto da aver bisogno di energia pura, derivata dall’amore incondizionato, dalla devozione assoluta e dall’intimità a livello ancestrale per placare i suoi bisogni.

Ho provato una grande pena per Brad in questo episodio, all’inizio per la brama con cui cercava un contatto con Chris in mezzo al groviglio di corpi anonimi, senza sapere che quello era l’uomo predestinato, poi per la foga con cui doveva e voleva allontanarsi da Chris, con una determinazione quasi struggente, perché sembra che implori la libertà di poter andare.

Devo spendere due parole per lo stile dell’autore. La capacità di improntare la prosa a seconda della scena è stupefacente. Il lessico, la poeticità, l’involuzione e la descrizione per immagini sale di tono man mano che ci si avvicina al momento in cui Brad entra in scena. La parte che riguarda lui è sempre molto ricca di particolari, di sensazioni descritte a volte con un linguaggio ricercato e involuto, come se anche parlare di lui fosse difficile, tanto quanto capire chi in realtà sia.

Non mi resta che attendere il prossimo episodio e sperare che ci siano ulteriori indizi che mi facciano continuare sulla strada che la mia mente ha tracciato. Nel frattempo stringo virtualmente la mano a Lou Watton per la sua bravura nel creare una suspense così serrata in non più di venti pagine.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 26 maggio 2016 da in Contemporaneo, Racconto, Recensione con tag , , .

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