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LGBT… ON THE MOVIE

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MORTE A VENEZIA

Buongiorno amici e amiche e bentornati all’appuntamento di LGBT… ON THE MOVIE. Oggi torniamo a parlare di cinema e del film drammatico uscito nel 1971 “Morte a Venezia”.

 

lucTratto dal romanzo “La morte a Venezia” dello scrittore tedesco Thomas Mann, il film è stato diretto dal regista Luchino Visconti e presentato al 24° Festival di Cannes, dove vinse un Premio speciale del venticinquesimo anniversario. “Morte a Venezia” è il secondo capitolo della “trilogia tedesca” di cui fanno parte anche “La caduta degli dei” (1969) e “Ludwig” (1972).

 

“Il genio è un dono di Dio. No, anzi… è una punizione di Dio. E’ un divampare peccaminoso e morboso di doti naturali”.

Siamo nella Venezia del 1911 e il compositore Gustav von Aschenbach, musicista cinquantenne fisicamente logorato e spiritualmente inquieto, giunge da Monaco a Venezia per un periodo di riposo, al fine di riprendersi da una crisi cardiaca di cui aveva sofferto qualche tempo prima. Il maturo protagonista si reca al Lido, all’Hotel des Bains, e qui resta colpito dalla bellezza efebica di un giovanissimo polacco, Tadzio, che frequenta la spiaggia dell’hotel. Agli occhi di Gustav, il giovane incarna quell’ideale di bellezza eterea cui ha tentato faticosamente di dare espressione nelle sue creazioni artistiche. Se ne infatua e l’innamoramento provoca nel suo animo una crisi profonda che lo porta da un lato a contrastare questo suo sentimento e dall’altro a volerlo assecondare vivendone tutte le emozioni.

Gustav deciderà alla fine di rimanere silenziosamente accanto a Tadzio, limitandosi a osservarlo e a cercare di continuo di resistere alle sue emozioni a cui, però, cederà spesso, tanto da ricorrere alla tintura per capelli e a un trucco pesante, presso un barbiere, nell’illusione di conservare una giovinezza ormai superata.

Nel frattempo un’epidemia di colera invade la città di Venezia e il compositore decide di ripartire per Monaco, ma un banale disguido relativo alla spedizione del suo bagaglio lo induce a rinviare momentaneamente la partenza. Sempre più debole, Gustav trascorrerà i suoi ultimi momenti sulla spiaggia del Lido e qui incontra ancora una volta Tadzio e mentre è assorto nella contemplazione del suo amato, il maturo artista è stroncato dal suo male e muore.

 

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Rivisitazione in chiave viscontiana del famoso racconto di Thomas Mann, “Morte a Venezia” nasce dalla collaborazione, per la sceneggiatura, tra Visconti e Nicola Badalucco con cui aveva già collaborato per la “Caduta degli dei”, co-sceneggiato con Enrico Medioli.

Le fonti riportano che Visconti aveva l’idea di girare un film sul romanzo di Mann già da tempo, come altri registi dell’epoca, ma la letterarietà di un romanzo poco descrittivo e tutto vissuto su analisi introspettive e su una forte intimità del protagonista, rendevano l’impresa molto difficile perché non si presentava facilmente a una messa in scena. Badalucco infatti ammise che il lavoro di progettazione della sceneggiatura aveva richiesto oltre sei mesi, per riuscire a fissare i punti principali della messa in scena e in questo lavoro furono diverse le modifiche e le aggiunte apportate all’opera di Mann, ma Visconti per tantissimi aspetti resta fedele al libro, almeno per quei pochi richiami figurativi come la scena dell’ascensore o il primo incontro.

L’opera di Visconti viene accusata anche di presentare in maniera troppo esplicita la tematica omosessuale di von Aschenbach, che invece nel romanzo rimane latente: l’autore si concentra più sul declino dell’artista che sull’amore per il ragazzo. Secondo Badalucco questa caratteristica fu voluta perché Mann non aveva mai negato la tematica omosessuale, anzi, quando presentò il proprio romanzo al suo editore descrisse chiaramente che si trattava di una storia d’amore di un artista senescente che si invaghisce di un adolescente.

 

luc2Molte sono state le influenze di Badalucco e Visconti nella trasposizione dell’opera di Mann. Il protagonista del libro è un letterato, ma nel film Gustav Von Aschenbach, interpretato da Dirk Bogarde, viene trasformato in un musicista raffinato. Tuttavia la traccia seguita dal film non è falsa, infatti Thomas Mann per il suo protagonista si ispira al musicista Gustav Mahler, ma decise di celare questa sua ispirazione, riportata alla luce dalle scelte dei due sceneggiatori. I flashback dei ricordi di von Aschenbach riprendono infatti episodi mutati della vita di Gustav Mahler, come la giovane moglie e la morte della figlia e l’ambientazione in paesaggi alpini. Nel film viene introdotto anche il personaggio di Alfred, con cui il protagonista intrattiene diversi dialoghi sull’arte e sulla psicologia. Il personaggio è introdotto volontariamente da Visconti e Badalucco su ispirazione di Adrian Leverkuhn, personaggio dell’ultimo romanzo di Mann: il “Doctor Faustus”. Vi è una sorta di contaminazione tra i due romanzi ma anche tra due visioni diverse dell’arte. La stessa idea del finale, in cui il volto di von Aschenbach viene solcato da rivoli neri dovuti alla finta coloratura dei capelli che si scioglie col sudore, riprende un episodio di Mahler raccontato da Mann riguardante un concerto tenuto in Germania. La scelta dell’attore Bogarde agli inizi delle riprese non sembrò adatta perché non si presentava fisicamente adeguato nella costruzione del personaggio, anche se adatto per altri aspetti, e quindi si dovette ricorrere al trucco.

Per cercare colui che avrebbe interpretato Tadzio, Visconti fece un viaggio in Norvegia e in Svezia visitando scuole e palestre. Visconti incontra l’attore Bjorn Andrésen, ma non si fermò nella sua ricerca ma alla fine la scelta ricadde proprio su Andrésen, perché aveva una bellezza “mortuaria” che ricordava molto un “angelo della morte”, così riferì il costumista e truccatore Tosi.

Per interpretare la madre di Tadzio inizialmente la scelta ricadde sull’attrice Silvana Mangano, ma non fu scelta per carenza di fondi. Fu contattata un’altra attrice, che però letta la sceneggiatura rifiutò la parte poiché priva di battute relegando, a suo giudizio, la madre di Tadzio a livello di comparsa. La Mangano, saputolo, si offrì per il ruolo senza pretendere alcun compenso.

 

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“Morte a Venezia” è stato girato all’Hotel des Bains del Lido di Venezia, come le scene esterne, mentre le scene di flashback ambientate in Austria sono state riprese sulle Dolomiti e in Trentino e le scene esterne sulla spiaggia sono state girate agli Alberoni, al Lido di Venezia.

Le musiche del film sono state tratte dal repertorio di Gustav Mahler, infatti Badalucco e Visconti avevano scoperto che Mann si era ispirato proprio a Mahler per il suo protagonista e i due sceneggiatori ascoltavano spesso le musiche di Mahler durante la stesura per trarne ispirazioni. Nel film ci sono comunque alcuni brani non afferenti al repertorio di Mahler.

 

luc4Curiosità:

  • Visconti girò un documentario riguardante la ricerca dell’attore per il ruolo di Tadzio dal titolo: Alla ricerca di Tadzio.
  • Fabio Rieti, pittore, si occupò dei manifesti e delle locandine.
  • Nel secondo volume della sua autobiografia, “Snakes and Ladders”, Dirk Bogarde racconta come la troupe di Visconti creò per lui il pallore cadaverico per la scena finale del film, dove il suo personaggio muore sulla spiaggia. Il reparto trucco cercò varie soluzioni utilizzando pitture e creme, nessuna delle quali soddisfacente. Quando una crema dal risultato accettabile venne infine trovata e la scena potè girarsi, Bogarde ricordò che il suo viso iniziò a bruciargli terribilmente. Il tubetto della crema venne rinvenuto e si scoprì che vi era scritto “tenere lontano dagli occhi e dalla pelle”. Il regista aveva ignorato l’avvertenza decidendo di testare la crema su alcuni membri della troupe, prima di dare finalmente il via libera per applicarla a Bogarde.
  • In un altro volume delle sue memorie, “An Orderly Man”, Dirk Bogarde riferì che dopo il completamento del film, esso venne proiettato in anteprima a Los Angeles per gl attori e la produzione di Visconti, e che la dirigenza della Warner Bros voleva cancellare il progetto per paura che negli Stati Uniti la pellicola venisse proibita per oscenità a causa della tematica omosessuale trattata. La dirigenza cambiò idea quando “Morte a Venezia” venne proiettato a Londra, alla presenza della regina Elisabetta II e della principessa Anna, non suscitando nessuna polemica.

 

TRAILER:

 

 

FONTI: http://www.youtube.com

https://it.wikipedia.org/wiki/Morte_a_Venezia_(film) http://www.comingsoon.it/film/morte-a-venezia/7903/scheda/

 

 

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 5 luglio 2016 da in lgbt on the movie con tag , .

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