Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “OUTREMER” di Le Peruggine e Leri

OUTREMER

TITOLO: Outremer
AUTORE: Le Peruggine e Leri
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Storico
EBOOK:
PREZZO: € 4,70 su Amazon (disponibile su Unlimited)
PAGINE: 489
DATA DI USCITA: 26 Novembre 2015
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK AMAZON : Outremer
TRAMA: “Sono sincero con me stesso, conosco ogni oscuro anfratto del mio essere, ogni turpe desiderio che striscia sotto la mia pelle, ogni laido pensiero che infanga i miei voti.”
Learco De Guineldi è un giovane laico costretto dal padre ad entrare al servizio dei Templari come scrivano. Valente Tancredi è un monaco guerriero dal volto sfigurato che crede ciecamente nella missione del suo Ordine. Due personalità diverse e contrapposte che si incontrano durante un viaggio, dagli ombrosi boschi dell’Italia medievale fino alle mura di Tiro, nelle calde terre di Outremer, dando vita ad un amore tormentato sullo sfondo di una guerra che segnerà la storia dell’umanità.

elySe dovessi dare un parere a questa storia, direi che merita un’ottima valutazione per la parte storica, per l’accuratezza dell’ambientazione ‘di guerra’ e di tutto ciò che è connesso a essa, dalle strategie militaresche all’onore, passando per radicate concezioni di fede e atteggiamenti più pragmatici. La storia d’amore merita ugualmente un buon giudizio, anche se forse è un po’ sacrificata dagli eventi e, personalmente, non mi sarebbe bastata mai.

È un legame sofferto, doloroso, con un’evoluzione lenta e graduale – quindi non aspettatevi il ‘tutto e subito’, perché restereste delusi –, non è neppure un amore lineare e, anzi, c’è la giusta dose di turbamenti, negazioni, dubbi, dolore e contraddizioni, cose che vi appassioneranno fino alla fine.

I protagonisti di “Outremer” sono quattro: Valente Tancredi, Learco Irio de’ Guineldi, Bertrand de Vannes e la Guerra Santa, combattuta oltremare.

Valente è un monaco guerriero, un frate dei Templari. È integerrimo, puro nel cuore e nello spirito, persino ingenuo, se vogliamo. Devoto e fervente alla Causa della Guerra Santa e ai suoi precetti, ne è una vittima incolpevole. Valente è stato costretto a entrare nell’Ordine dallo zio e spinto in battaglia poco più che ragazzo. Benché sia un giovane uomo, è già considerato – a ragione – un veterano valoroso ed esemplare. Il suo corpo e il suo animo sono martoriati da numerose ferite, ma l’occhio cieco e il viso sfregiato non fermano il suo ardimento.

Learco de’ Guineldi è un laico, costretto dalla sua famiglia al servizio dei Monaci Templari. Il suo titolo di ‘Magister’ spiega la vastità della sua cultura e della sua conoscenza, anche se spesso è apostrofato con ironia e, di fatto, nella loro scala gerarchica egli è poco sopra a un servo e non gode di molti privilegi. Learco ha un carattere interessante: è affamato di sapere, curioso, insolente e dialetticamente affascinante nelle sue argomentazioni. Egli è contrario ai precetti dei Templari e alla guerra, talvolta osa persino esprimere le sue rimostranze, rischiando di finire sul rogo per le sue idee sovversive.

La prima volta che Valente lo vede, rimane colpito dai suoi occhi, diabolici e intelligenti, e dal suo spirito indomito e arguto. In qualche modo, il cavaliere ne è quasi attratto e spaventato al contempo. Ma colui che attira veramente il suo interesse è il confratello francese, Bertrand de Vannes. Il suo aspetto angelico e i modi raffinati nascondono un animo torbido e calcolatore. Bertrand vuole sfruttare tutti i possibili benefici dell’essere un Templare, ma non è certo ligio agli insegnamenti cristiani. In un certo senso, è l’esatto opposto di Valente, eppure i due si trovano incuriositi vicendevolmente.

All’inizio della storia, Bertrand e Learco sono già amanti da tempo, ma – quando Valente entra nell’equazione – l’asse si sposta verso un triangolo amoroso. Valente li richiama con la sua aura singolare e, al contempo, non è immune alla bellezza eterea di Bert né alle lusinghe di Learco, a cui infine cede.

Ritengo che la Guerra Santa sia un personaggio a sé stante, il quarto protagonista che muove le trame della storia, raccontando la vita in Oriente, l’Outremer, fra Tiro, Gerusalemme e altre città assediate e conquistate, con le digressioni storiche e l’interessante punto di vista dei nemici infedeli, il potere del Sultano e gli usi e costumi di quei luoghi a confronto con quelli occidentali. Tutta la parte delle regole dei Templari – lo stile di vita del monaco guerriero – viene sviscerato nel bene e nel male. Troviamo esempi di vera devozione e della più falsa. Scopriamo onore e sotterfugi, sia tra i ‘buoni’ sia tra i ‘cattivi’, senza poi capire dove stia davvero il limite tra gli uni e gli altri.

Per dovere di cronaca, segnalo la descrizione di alcune scene truculente, legate alla vita militare, e di alcuni accenni a rapporti forzati, non completamente consensuali. Stilisticamente, ho apprezzato la considerevole accuratezza storica, così come le parti descrittive di zone e cose. Qualcuno, forse, potrebbe obiettare che risultino quasi un po’ troppo meticolose, e quindi pesanti, in certe parti. Eppure ne esce uno scritto di grande pregio. La forma è curata, l’andamento è incalzante negli eventi, così come nelle emozioni.

Le scene erotiche non sono numerose e non sono particolarmente esplicite. Ma il libro è impreziosito da tutto un insieme di sentimenti, gesti d’affetto e piccole premure che lo raffinano. All’interno del volume, possiamo trovare anche alcuni bellissimi disegni che arricchiscono la trama in alcuni momenti importanti. Ho riscontrato qualche refuso di punteggiatura e alcune sbavature, ma la qualità del libro non ne risente affatto.

Sicuramente è una storia ben costruita e coinvolgente fino all’ultima riga, un romanzo storico che, ne sono certa, sarà apprezzato dagli amanti del genere.

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 9 settembre 2016 da in Recensione, Storico con tag , , .

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