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ARTE E MUSICA… PAOLO POLI

ARTE E MUSICA

Amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo buongiorno e ben tornati all’appuntamento con la rubrica ARTE E MUSICA. Oggi parliamo dell’attore di teatro, morto nel marzo di quest’anno, Paolo Poli. Nato a Firenze nel maggio del 1929, Paolo Poli caratterizzava i suoi spettacoli teatrali con una forte connotazione comica, rifacendosi alle commedie brillanti, surreali e oniriche e recitava spesso en travesti.

1Figlio di un carabiniere e di una maestra, dopo aver conseguito la laurea in letteratura francese nella sua città natale, Poli comincia ad affermarsi intorno agli anni cinquanta ed esordisce nei piccoli teatri cittadini come “La borsa di Arlecchino” di Genova e proprio qui si fa notare per la sua pungente ironia, il suo garbato istrionismo, la sua vena poetica e surreale contornata da momenti comici e giochi linguistici, apprezzati anche da capocomici illustri come Tina Pica e Polidor, con i quali ebbe anche modo di lavorare. 

Nei primi anni sessanta invece è protagonista di una trasmissione televisiva RAI in cui legge delle favole per bambini tratte da Esopo e da altri famosi racconti letterari. Poli lavorerà anche con Sandra Mondaini in Canzonissima e rifiuta, come lui stesso ha raccontato, una parte in  8½ propostagli dall’amico Federico Fellini. 

2Paolo Poli ha diretto come regista ed è stato attore principale di varie opere teatrali, fra cui “Aldino mi cali un filino”, “Caterina De Medici”, “L’asino d’oro”, “I viaggi di Gulliver”, “La leggenda di San Gregorio”, “Il coturno e la ciabatta”, “La nemica”, “Sillabari” e l’opera molto discussa “Rita da Cascia”. Poli diede una lettura comica e irriverente della storia di Santa Rita generando molte polemiche e anche un’interrogazione parlamentare sul caso fatta da Oscar Luigi Scalfaro.

Poli ha recitato anche in vari audiolibri, tra cui un’edizione di Pinocchio del 1968 e ha coltivato la carriera di cantante pubblicando un primo singolo nel 1960 e in seguito diversi album veri e propri. Anche sua sorella Lucia è attrice teatrale e cinematografica, e insieme, a partire dagli anni settanta, ha interpretato quattro spettacoli e lo sceneggiato I tre Moschettieri con Messeri e Milena Vukotic.

3Come da lui stesso raccontato in convegni pubblici sulla sua personalità artistica, Poli vive da non-sfollato la Firenze dell’occupazione nazista, cominciando nei primi anni ’40 ad approfondire la propria passione per il travestimento, anche in occasione di balli pubblici. Paolo Poli viene definito spesso un enfant terrible del teatro italiano, geniale, irriverente, che non ha mai fatto mistero della propria omosessualità. Infatti fu uno dei primi personaggi pubblici dichiaratamente omosessuali. Egli raccontava spesso gli amori, le avventure, la serenità con cui la sua condizione veniva vissuta in famiglia e si definiva più “aristocratico” che coraggioso: 

“Aristocratico. Come Pasolini. Noi si andava da soli sul rogo, mentre i compagni di scuola, tutti sposati, li scoprivi alla stazione coi giovanotti”. 

4Fonti riportano che Poli era favorevole ai matrimoni gay, pur considerandoli noiosi e personalmente non interessato a usufruire del diritto, ma avrebbe adottato un figlio se solo avesse potuto.

“Il bello dei nostri amori è la libertà e la loro riprovazione. Le nozze gay non mi garbano, come non mi garbano quello tra uomo e donna. Io voglio seguire l’istinto e la perversione, non tornare a casa e trovare qualcuno che mi chiede cosa voglio per cena. “Caro, ti faccio la besciamella?” Fuggirei subito, con un principe o con un marinaio”.
Paolo Poli è considerato un maestro da tutto il teatro, tra varietà e lazzi e sberleffi, con una solida cultura dietro a evitare il cattivo gusto. Definito come un eterno bambino, anche se aveva superato l’età, Poli si divertiva, si mascherava, tirava fuori tutti i vezzi possibili alla fine di ogni spettacolo, improvvisando e quasi dialogando col pubblico. Provocatore unico, esibizionista, che rompeva gli ipocriti confini del perbenismo, facendolo sempre anche sulla propria pelle.
 
“Non è mai stato facile essere omosessuali, neppure nello spettacolo. Avevo già cinquant’anni e ancora gli impresari non sapevano se mandarmi un telegramma di felicitazioni, come a un uomo, o un mazzo di fiori, come a una donna. Nel dubbio, spedivano entrambi”.
 
Con queste parole di Paolo Poli, vi auguro buone vacanze e vi lascio il link di un paio di interviste che l’attore rilasciò al Corriere della Sera e a Il Fatto Quotidiano e che vi consiglio veramente di leggere.
INTERVISTE: http://www.corriere.it/cultura/16_marzo_26/paolo-poli-amori-no-matrimoni-gay-famiglia-8a617a42-f34a-11e5-aa73-ceab61eba560.shtml
http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/26/paolo-poli-lultima-intervista-al-fatto-benigni-sembra-una-maestrina-visconti-lo-chiamavano-il-mostro-della-via-salaria/2584468/

 

FONTI: http://:https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_Poli

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/26/paolo-poli-lultima-intervista-al-fatto-benigni-sembra-una-maestrina-visconti-lo-chiamavano-il-mostro-della-via-salaria/2584468/

http://www.corriere.it/cultura/16_marzo_26/paolo-poli-amori-no-matrimoni-gay-famiglia-8a617a42-f34a-11e5-aa73-ceab61eba560.shtml

http://www.repubblica.it/spettacoli/teatro-danza/2016/03/25/news/e_morto_paolo_poli-136304128/

http://www.lastampa.it/2016/03/25/spettacoli/addio-a-paolo-poli-storico-attore-di-teatro-nV8Pe0j0lizDwo5RKv9M2L/pagina.html

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 15 settembre 2016 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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