Tre libri sopra il cielo

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NON TUTTI SANNO CHE… LUDWIG II RE DI BAVIERA

Dopo lunghissima pausa, torna la rubrica NON TUTTI SANNO CHE…

Nella primavera di quest’anno mi sono recata in Germania per fare il giro dei castelli delle fiabe. Avevo già sentito parlare di Ludwig, l’affascinante Re di Baviera dall’infelice destino e quindi, al mio ritorno, ho pensato di fare qualche ricerca su di lui e il risultato è questo resoconto che pubblicheremo in due puntate.

Ecco quindi ciò che sono riuscita a trovare. Buona lettura.

 

SUICIDA O ASSASSINATO?

ludwig-ii-fotoLudwig avrebbe potuto essere la stella più brillante nel firmamento della corte bavarese. Era bello, intelligente, sensibile e, quel che più conta, era Re. Eppure un mostro insaziabile gli divorava l’anima. La pazzia? Il fardello dell’omosessualità in quell’epoca di esasperato moralismo? La sua sensibilità fortemente eccentrica che lo portò a sperperare i beni dello Stato, causando lo sconcerto dei ministri e la propria rovina?

La vita di Ludwig e la sua morte restano entrambe un mistero. Nessuno è mai riuscito a decifrare pienamente l’universo mentale del Märchenkönig (Re delle favole), come lo chiamano i Bavaresi. Fu davvero pazzo? Il suo medico lo disse paranoico, gli psichiatri odierni parlano di personalità schizoide.

ny_schloss450Ludwig era nato il 25 agosto 1845, poco dopo mezzanotte, nel castello di Nymphenburg, dall’unione di due sovrani di bell’aspetto: il principe Massimiliano II e la principessa Maria.

ludwig_i_of_bavariaDel resto anche suo nonno, Ludovico I era stato un uomo di solare bellezza. Non per nulla questo donnaiolo, consapevole del proprio fascino, aveva collezionato avventure con numerose amanti.

Se il piccolo Ludwig era nato un 25 agosto come il nonno da cui ereditò il nome, la sua data di nascita coincise con un ulteriore episodio della storia europea: la morte di un altro celebre Ludovico, Louis IX re di Francia. Questi era stato santificato dalla Chiesa per la sua religiosità che rasentava il bigottismo ed è ricordato nella storia francese come il portatore di un secolo d’oro. Segni del destino? Sembrava che la sorte promettesse al bimbo Ludwig una vita speciale, che volesse fare di lui un sovrano unico, ineguagliabile. Forse per questo i genitori lo educarono in modo più che rigoroso.

 

wittelsbach

Di certo al piccolo Ludwig mancò il loro amore. Massimiliano e Maria furono sempre freddi e distanti nei suoi confronti. Così, passando da una bambinaia all’altra, da un precettore a un maestro di scherma, Ludwig crebbe insieme con il fratello minore Otto nel bel castello di Hohenschwangau

hohe

e cercò le prime gioie altrove, tra i dipinti mitici e gli arazzi istoriati che narravano le saghe nordiche degli eroi. La letteratura lo affascinò sin da ragazzino, si sentiva a suo agio in un mondo fantastico.

Nel 1848, alla morte del nonno Ludovico I, suo padre il principe Massimiliano divenne re e il bambino a sua volta principe della Corona. Poi, quando nel 1864 anche Massimiliano abbandonò questo mondo, il giovane Ludwig si trovò dalla notte al giorno sul trono della Baviera.

ludEra divenuto re a soli 18 anni di età. Ludwig era indubbiamente troppo giovane e impreparato per una responsabilità così grande. In una valutazione retrospettiva del 1873, così Ludwig valuta la sua ascesa al trono:

“Sono diventato re troppo presto. Non avevo ancora imparato abbastanza. Avevo cominciato bene… con l’apprendimento delle leggi statali. Improvvisamente sono stato strappato dai miei libri e messo sul trono. Beh, io sto ancora cercando di imparare.”

Da quel momento iniziò l’epoca dell’arte, della glorificazione della musica, dei progetti architettonici più azzardati e dei perenni cantieri di costruzione ovunque, nonché dello sperpero del denaro di Stato.

LE FANTASIE DEL ”Märchenkönig“

wagnerAnzitutto Ludwig finanziò abbondantemente il compositore e amico Richard Wagner, il quale confezionava un’opera dopo l’altra in onore del re. Questo suo fanatismo per Wagner, che nel frattempo grazie alle elargizioni di corte conduceva una vita principesca, raggiunse un punto tale che Ludwig si vide costretto dal suo stesso entourage ad allontanare il compositore dalla Baviera. Si temevano le proteste sempre più serrate della popolazione, non molto entusiasta delle spese esagerate a proprio danno. La decisione non fu però causa di rottura dei rapporti amichevoli tra i due. Anzi, possiamo dire che Wagner approfittò fino all’ultimo dei favori del monarca.

Le maggiori spese però erano causate dalla smania di costruzione di Ludwig, che non riguardava edifici di uso pubblico né migliorie apportate alla struttura cittadina sulle orme del nonno e del padre, bensì castelli a uso privato. Castelli da favola: questi edifici eretti nel cuore della natura sono oggi famosi e meta continua di turisti giunti da tutto il mondo: Linderhof, Herrenchiemsee e poi il grandioso Neuschwanstein, che rimase incompiuto.

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neuschwanstein

Alla politica, invece, Ludwig non sembrò interessarsi più di tanto. Di certo il re non fu amante della guerra e cercò sempre di mantenere una posizione pacifica e relativamente neutrale anche durante i conflitti fra Prussia e Austria. Alla fine, pressato dai suoi ministri, si schierò dalla parte dell’Austria, ma questo fu tutto. Mentre i ministri si occupavano di trattative e strategia militare, lui se ne andava in Svizzera a incontrare l’amico Wagner. Intanto la Baviera uscì sconfitta dal conflitto armato e dovette pagare ai Prussiani un risarcimento di ben 30 milioni di fiorini d’oro.

Per tutta la sua vita Ludwig fu tormentato dalle inclinazioni omosessuali che, soprattutto in quel secolo bigotto, non potevano che creargli dei problemi. Molto presto si rese conto di non provare nessuna attrazione per il sesso femminile e la successione al trono si presentò come il primo problema da affrontare una volta divenuto re. Era necessario avere un erede maschio.

ek556fLudwig accondiscese al matrimonio con la graziosa cugina Sophia, sorella dell’Elisabeth imperatrice d’Austria, ormai più nota come la Sissi dell’omonimo film con Romy Schneider che come personaggio storico.

Si annunciò quindi il fidanzamento fra i due, poi l’imminente matrimonio, ma Ludwig non riuscì a compiere l’ultimo passo. Continuamente rimandava la data di nozze, finché non se ne fece più nulla.

Sembra che la sua omosessualità non fosse l’unico scoglio. Secondo lo studio recente dello psichiatra e neurologo Heinz Häfner, si nascondeva qualcos’altro oltre la cortina di segreto di cui il giovane re amava circondarsi. Pare che Ludwig fosse più che interessato ad aspetti della sfera sessuale che oggi definiremmo kinky. A ciò si aggiunge la stima sospetta dello scrittore austriaco Leopold von Sacher-Masoch (dal cui nome deriva il termine masochismo) nei suoi confronti. Questi disse di considerare Ludwig un’anima gemella.

ludwigii-jalbert-dominiopubblico-300Tra fallimenti politici, costruzioni da megalomane e l’idea folle di organizzare un complotto che portasse alla caduta dei suoi ministri in Baviera per poter poi fondare un regno nuovo nelle Isole Canarie, la vita di questo re in bilico fra operetta e tragedia iniziò a perdersi nella solitudine. Ludwig era sempre più triste, sempre più grasso e sempre più sdentato. Appena quarantenne, il re era già distrutto da vizi e follia.

 

ottoibeierenLe sue relazioni fugaci con i giovani amanti finivano male, lo Stato sull’orlo della bancarotta protestava e i suoi debiti personali aumentavano a vista d’occhio, tanto che a un certo punto si vide costretto a interrompere i progetti di costruzione. Di pari passo con le stranezze di Ludwig, si palesava ormai con estrema chiarezza anche la malattia mentale di suo fratello Otto.

Evidentemente gli strategici matrimoni fra consanguinei, che erano una prassi normale nella dinastia dei Wittelsbach, recavano i loro frutti amari.

IL GIALLO DEL LAGO

Nell’aprile 1886 la cassa privata del re era vuota, ma Ludwig non intendeva ridimensionare la sua vita e si rivolse al rigoroso cancelliere di Stato Otto von Bismarck, affinché gli facesse pervenire l’ingente somma – 6 milioni di marchi – che i suoi ministri gli avevano negato.

Forse fu questa la goccia che fece traboccare il vaso. I ministri ne avevano abbastanza di Ludwig. Si decise per l’interdizione. L’8 giugno 1886 i medici Bernhard von Gudden, Friedrich Wilhelm Hagen, Hubert von Grashey e Max Hubrich, tutti luminari dell’epoca, stilarono una perizia psichiatrica sulle condizioni mentali del re. Senza tentennamenti e con una velocità che rasentava l’impossibile, tutti i medici, di comune accordo, dichiararono che il sovrano era malato di mente e diagnosticarono un’inguaribile paranoia. Il 9 giugno Ludwig fu interdetto e sospeso dalla carica di governante del regno. E qui comincia il mistero.

 

berg

Il castello di Berg, con lo splendido paesaggio lacustre circondato dalle montagne, fu lo scenario della sua fine. Ludwig era giunto all’ultimo atto di quell’opera tragica e difficilmente comprensibile che fu la sua vita. La sera del 13 giugno 1886, alle 18.00 di sera, il re uscì a fare una passeggiata lungo il lago insieme con il suo medico, il dottor von Gudden.

bernhard_von_guddenUna passeggiata da cui non avrebbe fatto più ritorno. La cosa strana è che proprio quella sera il medico disse al personale del castello di voler uscire da solo con il re, mentre di solito i due si allontanavano soltanto se accompagnati dagli infermieri.

Il dottore e il suo paziente intendevano ritornare alle 20.00, per l’ora di cena. Ma nessuno li vide arrivare. Era piovuto, quella sera. Si pensò che i due, sorpresi dalla pioggia, avessero cercato rifugio da qualche parte, che fossero in ritardo per questo. E si attese ancora. Niente. Poi si decise di mandar fuori dei gendarmi e tutti gli uomini a disposizione nel castello, muniti di lanterne, per scandagliare le rive del lago. Verso le 22.00 uno dei cortigiani vide il mantello e un altro indumento del re galleggiare sulle acque scure. Mezz’ora dopo si scoprì il cadavere di Ludwig. Non solo il suo. A circa 25 passi dalla riva del lago galleggiava anche il corpo senza vita del dottor von Gudden. L’orologio da tasca del re, a causa dell’infiltrazione d’acqua, si era fermato alle 18,45. Quello di von Gudden segnava le 20,10.

La versione ufficiale parlò di suicidio del re per annegamento con conseguente morte accidentale del medico, avvenuta nel tentativo di salvare a Ludwig la vita.

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Tuttavia l’enigma della morte del re e del suo medico rimane. Tanto più che in occasione di una recente mostra imperniata sulla vita e il lavoro di Bernhard von Gudden, è stata esposta anche la sua maschera mortuari e questa evidenzia una grossa tumefazione sopra l’occhio destro, così come dei graffi sul naso. Elementi che potrebbero indicare una lotta del medico negli ultimi istanti prima della morte.

Il giornale Der Spiegel riportava nel 2007 la testimonianza del banchiere monacense Detlev Utermöhle. Questi affermò di aver visto insieme alla madre qualcosa di stupefacente. In un palazzo di Nymphenburg, dove abitava la contessa Josephine Wrbna-Kaunitz loro amica, i due ebbero modo di vedere di persona il mantello di Ludwig. Il cimelio veniva gelosamente conservato dalla contessa in una cassapanca e sarebbe stato indossato dal re proprio la sera della sua morte. Presentava due fori prodotti da un’arma da fuoco. All’epoca Detlev era un ragazzino di 10 anni, ma la cosa lo colpì particolarmente, gli rimase impressa nella memoria.

A tutti questi elementi, senza dubbio interessanti, si contrappone il silenzio della famiglia Wittelsbach, che presenta ancora oggi la strana morte del celebre antenato come suicidio per annegamento, rifiutandosi di mostrare documenti che forse potrebbero aiutare a far luce sull’enigma. Ai ricercatori che da anni si premurano di ricevere un permesso di esumazione della salma di Ludwig per poter far eseguire un nuovo esame patologico con l’aiuto della tomografia computerizzata, i Wittelsbach rispondono con un rifiuto.

Restano, tra le voci dei primi testimoni, quelle di alcuni pescatori del lago, che dissero di aver udito degli spari di arma da fuoco provenire dalla riva. Ma alla fine di quell’Ottocento fin troppo moralista e rispettoso della memoria dei re, nessuno ha voluto prendere in seria considerazione le loro parole di popolani.

Woodburytypie 6,0 x 9,3 cm auf Karton - Carte de Visite -E poi, diciamolo pure: a un re triste che sempre si circondò di un’aura di romantico segreto, si adatta di più l’immagine di un suicidio nel lago. Ricordiamo Ludwig così, nella luce irreale di una sera piovosa di giugno, mentre s’immerge nell’acqua avvolto nell’ampio mantello. Lo vediamo di spalle, una sagoma alta e solitaria. Il suo medico rimane nell’ombra.

 

 

 

bismarkBismarck, intervistato da un giornale di Würzburg, si espresse così:

“La sua coscienza regale non era semplice vanità, il suo poliedrico sapere non era saccenteria appariscente, la sua azione politica non era follia.”

 

 

 

TO BE CONTINUED…

Nella prossima puntata, parleremo degli amori di questo Re così’ insolito, che tanto colpisce il nostro immaginario.

 

Selvaggia

fonti: http://www.progettogayforum.altervista.com

http://www.storia-controstoria.org

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 8 novembre 2016 da in Non tutti sanno che con tag , .

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