Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “TRA LE DUNE” di Dawn Blackridge – 1° Dicembre 2016

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TITOLO: Tra le dune
AUTORE: Dawn Blackridge
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 2,99 su Amazon
PAGINE: 113
USCITA: 1° Dicembre 2016
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK DI AMAZON: Tra le dune
 
 

TRAMA: Un evento irreparabile spinge il trentaduenne Colin Harris, scrittore, a trasferirsi dall’altra parte del paese, per dare un nuovo inizio alla propria vita. I fantasmi del passato lo inseguono comunque e sembrano non volergli lasciare alcuna possibilità.

Nathan, trentaquattrenne fisioterapista nell’ospedale cittadino, vive a Orepuki, Isola del Sud, Nuova Zelanda, con suo figlio Hemi, da qualche anno. Un buco nella recinzione che divide casa sua dalla spiaggia demaniale, gli fa incontrare il suo nuovo vicino, scoprendo così di abitare al fianco del suo autore preferito.

I due lentamente inizieranno a conoscersi, fino a instaurare un rapporto che va ben oltre l’amicizia. Colin proverà, riuscendoci, ad aprirsi con Nathan, rivelandogli segreti mai confessati e problemi familiari mai risolti.

La vita sembra accanirsi contro Colin e un imprevisto li porterà sull’orlo della separazione. Tutto verrà nuovamente messo in discussione. Riusciranno a superare anche questa prova e a costruire una vita insieme?

MAGA MAGO'Della stessa autrice ho già letto – e apprezzato – il bel “Ricominciare da te”, anch’esso incentrato sulla perdita di un grande amore e sulla successiva elaborazione del lutto: argomento sicuramente spinoso che ancora una volta viene trattato in maniera molto delicata. Lo stile – asciutto e diretto, senza tanti fronzoli o giri di parole – non è mai eccessivamente compassionevole, ma permette al lettore – anche con poche parole – di entrare in sintonia ed empatizzare con i suoi personaggi.

Tra le dune è un romanzo che esamina svariate tematiche (forse troppe) molto care alla letteratura MM e ho avuto l’impressione che l’autrice abbia voluto giocarsi tutti gli assi a disposizione, sia quelli negativi – morte di un compagno, elaborazione del lutto, AIDS, attacchi omofobi e rifiuto da parte di genitori aridi quanto una pietra – che quelli positivi, ad esempio la gioia di un figlio o il matrimonio.

La sua indubbia bravura le ha permesso di trattare i pur numerosi argomenti piuttosto bene, ma credo che qualche pagina in più avrebbe reso possibile approfondire meglio alcuni particolari, come la morte di Peter, a mio avviso descritta in maniera piuttosto lacunosa.

La storia tra Colin e Nathan si sviluppa lentamente, complici un cane iper-attivo e un dolcissimo bimbetto più maturo della sua età. Ho apprezzato la mancanza dell’instant love – al quale siamo ormai così abituati da non farci quasi più caso – anche se, in effetti, potrebbe sembrare un po’ strano che due maschi trentenni e in buona salute aspettino così tanto per la loro prima volta.

D’altronde Colin non è pronto per aprirsi al mondo e ancor meno per una relazione stabile; la sua vita è finita due anni prima e lui è ancora fermamente incentrato su se stesso e sul proprio dolore. Per questo motivo, a volte, il suo comportamento rasenta l’egoismo, specie nei confronti dell’amorevole Nathan, uomo davvero dolcissimo, gentile, disponibile e profondamente innamorato. Sarà proprio grazie alla sua pazienza e determinazione che la storia decollerà, in maniera prima tenera e poi, pian piano, più appassionata.

Inutile dire che tra i due ho preferito Nathan, mentre Colin mi è piaciuto meno, probabilmente a causa del suo voler essere sempre al centro dell’attenzione. Non nego che abbia sofferto, e molto, ma con alcuni dei suoi atteggiamenti provoca dolore alle persone che lo amano (e non parlo solo di Nathan) e questo non mi è sembrato né giusto, né maturo.

Colin e Nathan non sono gli unici protagonisti dei quali voglio parlare: ce n’è un terzo, infatti, che viene spesso evocato – in maniera splendida – dalla penna elegante dell’autrice. Sto parlando dell’isoletta della Nuova Zelanda dove Colin si rifugia dopo la morte di Peter: le dune onnipresenti, la vegetazione brulla, le onde argentee sotto i raggi lunari! Descrizioni dettagliate e amorevoli che mi hanno permesso di respirare la stessa aria dei protagonisti ed entrare in sintonia con loro.

Interessanti e ben sviluppati i passaggi tra la prima e la terza persona (e dal presente al passato) nei vari flashback riguardanti il passato di Colin, il tutto per renderli – immagino – più incisivi: esperimento completamente riuscito. In finale vorrei soffermarmi sulla scorrevolezza del testo, sull’ottimo italiano e sulla mancanza (quasi) totale di refusi. Dico “quasi” perché verso la fine ne ho trovato uno e ho tirato un sospiro di sollievo. “Allora è umana” ho pensato!!

Proprio per questo, mi permetto di fare un piccolo appunto, sperando che l’autrice non se la prenda e lo veda solo come un consiglio spassionato. È un vero peccato che un editing così accurato venga leggermente “appannato” dalla E’ scritta con l’accento sbagliato (È).

Libro consigliato a tutti gli amanti del romance, delle storie di rinascita e del lieto fine.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 23 dicembre 2016 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , .

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