Tre libri sopra il cielo

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NON TUTTI SANNO CHE… FRIDA KHALO

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Buon pomeriggio amici e amiche, oggi per la rubrica del NON TUTTI SANNO CHE… parliamo di un’artista eclettica e affascinante: FRIDA KHALO.

Buona lettura.

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Frida nacque a Coyoacán, una delegazione di Città del Messico, il 6 luglio 1907, da una famiglia ebraica di origine ungherese e spagnola, emigrata in Messico nel 1891. Fu una pittrice dalla vita travagliata. Le piaceva dire di essere nata nel 1910, poiché si sentiva profondamente figlia della rivoluzione messicana di quell’anno e del Messico moderno.

Affetta da spina bifida, che i genitori e le persone intorno a lei scambiarono per poliomielite (ne era affetta anche sua sorella minore), fin dall’adolescenza manifestò una personalità molto forte, unita a un singolare talento artistico e uno spirito indipendente e passionale, riluttante verso ogni convenzione sociale. Studiò inizialmente in una scuola tedesca, e nel 1922, aspirando a diventare medico, s’iscrisse alla Escuela Nacional preparatoria. Qui si legò ai Cachuchas, un gruppo di studenti con un berretto come segno distintivo sostenitori del socialismo nazionale, e iniziò a dipingere per divertimento i ritratti dei compagni di studio.

tumblr_llm4ixx67t1qhpqsio1_500Molte attenzioni erano riservate soprattutto a Alejandro Gómez Arias, studente di diritto e giornalista, capo spirituale e ispiratore dei Cachuchas e di cui Frida si innamorò.

Un evento terribile, il 17 settembre 1925, all’età di 18 anni, cambiò drasticamente la sua vita e la rinchiuse in una profonda solitudine che ebbe solo l’arte come unica finestra sul mondo. Frida all’uscita di scuola salì su un autobus con Alejandro per tornare a casa e pochi minuti dopo rimase vittima di un incidente causato dal veicolo su cui viaggiava e un tram. L’autobus finì schiacciato contro un muro. Le conseguenze dell’incidente furono gravissime per Frida: la colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare; si frantumò il collo del femore e le costole; la gamba sinistra riportò 11 fratture; il piede destro rimase slogato e schiacciato; la spalla sinistra restò lussata e l’osso pelvico spezzato in tre punti. Inoltre, un corrimano dell’autobus le entrò nel fianco e le uscì dalla vagina. Nel corso della sua vita dovette subire ben 32 operazioni chirurgiche.

frida-kahloDimessa dall’ospedale, fu costretta ad anni di riposo nel letto di casa, col busto ingessato. Questa situazione la spinse a leggere libri sul movimento comunista e a dipingere. Il suo primo lavoro fu un autoritratto, che donò al ragazzo di cui era innamorata.

Da ciò la scelta dei genitori di regalarle un letto a baldacchino con uno specchio sul soffitto, in modo che potesse vedersi, e dei colori. Iniziò così la serie di autoritratti. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio” affermò.

Dopo che le fu rimosso il gesso riuscì a camminare, con dolori che sopportò per tutta la vita. Fatta dell’arte la sua ragion d’essere, per contribuire finanziariamente alla sua famiglia, un giorno decise di sottoporre i suoi dipinti a Diego Rivera, illustre pittore dell’epoca, per avere una sua critica.

rivera_diego_2Rivera rimase assai colpito dallo stile moderno di Frida, tanto che la prese sotto la propria ala e la inserì nella scena politica e culturale messicana. Divenne un’attivista del Partito Comunista Messicano a cui si iscrisse nel 1928. Partecipò a numerose manifestazioni e nel frattempo si innamorò di Diego Rivera. Nel 1929 lo sposò (lui era al terzo matrimonio), pur sapendo dei continui tradimenti a cui sarebbe andata incontro.

Conseguentemente alle sofferenze sentimentali ebbe anche lei numerosi rapporti extraconiugali, comprese varie esperienze omosessuali. Ebbe infatti numerosi amanti, di ambo i sessi, con nomi che nemmeno all’epoca potevano passare inosservati: download-1il rivoluzionario russo Lev Trotsky e il poeta André Breton, fra i tanti altri e altre.

Fu amica e probabilmente amante di Tina Modotti, download-2militante comunista e fotografa nel Messico degli anni Venti. In Messico, durante il periodo post-rivoluzionario, le donne della generazione di Frida Kahlo arrivavano all’emancipazione principalmente per il tramite della politica; probabilmente anche per la stessa ragione la pittrice si iscrisse al Partito Comunista Messicano. Inoltre, come Sarah M. Lowe afferma, “il partito presentava anche un’altra attrattiva: la presenza e la militanza di numerose donne dinamiche la cui indipendenza e autodeterminazione possono aver incoraggiato la pittrice a unirsi a loro”.

Pochi anni prima della sua morte le venne amputata la gamba destra, ormai in cancrena. Morì di embolia polmonare a 47 anni nel 1954. Fu cremata e le sue ceneri sono conservate nella sua Casa Azul, oggi sede del Museo Frida Kahlo. Le ultime parole che scrisse nel diario furono: “Spero che la fine sia gioiosa e spero di non tornare mai più”.

L’ICONA FRIDA

20130108-134158Icona femminista e lesbo, fonte d’ispirazione fondamentale per intere generazioni, Frida è stata riscoperta dal grande pubblico negli anni ’70, grazie al movimento femminista che l’ha assunta a proprio mito contemporaneo e da allora è sempre più stata considerata un vero e proprio modello dell’indipendenza e della creatività femminile. Ha ispirato infatti intere generazioni di donne bisessuali, artiste, studentesse e attiviste LGBT.

Nonostante il matrimonio con Rivera, infatti, Frida non rinunciò mai però alla sua libertà. I due non aveva un matrimonio tradizionale, entrambi ebbero relazioni parallele. Frida sebbene avesse anche lei suoi amori extraconiugali, spesso patì il fatto che il marito frequentasse altre donne. Spesso si lasciarono, arrivando persino a divorziare per poi risposarsi.

 

download-3Frida era apertamente bisessuale, incluse anche alcune amanti di suo marito. Si è parlato anche di un suo legame anche con alcune attrici, come Dolores del Rio (foto), Paulette Goddard e Maria Felix.

 

d5992050aAnche la sua arte ci parla di questo aspetto della sua personalità: il suo dipinto Due nudi in una foresta (1939) mostra chiaramente il suo amore e l’attrazione che aveva per le donne.

o_keeffe_georgiaUna delle sue relazioni omosessuali più famose fu quella con la pittrice americana Georgia O’Keeffe, di cui una volta disse: “O’Keeffe era all’ospedale da tre mesi, venne alle Bermuda per riposarsi. Non abbiamo fatto l’amore in quell’occasione, penso per colpa della sua stanchezza. Pessima cosa”.

7d5ba0aaa209353998c1a3c1dd048a6cInoltre Frida conosceva il potere del cross-dressing. In una fotografia di famiglia del 1926 è vestita con completo da uomo. Usava il cross-dressing come modo per esprimere il suo potere e la sua indipendenza, rivendicava la libertà di uscire dai canoni estetici imposti, violando le consuetudini di genere.

Frida Kahlo, dunque, ricalca il modello della “donna emancipata” che si ribella al tradizionale stereotipo misogino secondo cui la donna era un mero oggetto del desiderio maschile. Pratica infatti con disinvoltura il travestitismo, “mi vestivo da maschio, con capelli cortissimi, pantaloni, stivali e giacca di pelle”, vivendo con diletto la propria sessualità, senza riluttanze o pentimenti, diritto che spettava per tradizione agli uomini.

 

Indubbiamente, della vita privata di Frida Kahlo colpiscono e al tempo stesso affascinano la naturalezza e l’assoluta libertà con cui la pittrice visse le sue numerose avventure lesbiche. Frida non tentò mai di celare i suoi amori saffici, sebbene fossero in molti casi soltanto emotivi o platonici, dal momento che essi rappresentavano l’affermazione della sua diversità e, nel contempo, erano il vessillo della sua libertà e autodeterminazione. Infatti, se da una parte le sue relazioni amorose con le donne servivano a esprimere la propria sessualità e il suo intenso bisogno di amare ed essere amata, dall’altra rappresentavano una forma di ribellione, di sfida nei confronti dei ruoli sessuali codificati e dei comportamenti prestabiliti dalle convenzioni borghesi, misogine e patriarcali.

140717134225-frida-kahlo-photo-horizontal-galleryConcludendo, Frida Kahlo spese la sua vita in una coraggiosa battaglia contro la sofferenza e le avversità, che riuscì ad affrontare con un’incredibile forza creativa, forza che le venne, oltre che da se stessa, dal suo profondo bisogno di amare e di essere amata sia da uomini sia da donne: Tlazolteotl, dea dell’amore, dev’essere stata dalla mia parte. Sono stata amata, amata, amata – non abbastanza, ancora, perché non si ama mai abbastanza, poiché una vita non basta. E ho amato incessantemente. Nell’amore, nell’amicizia. Uomini, donne.”

 

Selvaggia

fonti: http://www.gay.it/donne/news/frida-kahlo-donne-queer/2

https://it.wikipedia.org/wiki/Frida_Kahlo

https://malesoulmakeup.wordpress.com/2012/06/28/fridakahlo/

 

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 11 gennaio 2017 da in Non tutti sanno che con tag , .

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