Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… BENT

ARTE E MUSICA

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, in questa settimana, precisamente il 27 Gennaio, ricorre Il Giorno della Memoria, giorno in cui vengono ricordati i 15 milioni di vittime dell’Olocausto, rinchiusi e uccisi nei campi di concentramento prima e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Per ricordarne le vittime, e in particolare gli omosessuali deportati nei lager nazisti, abbiamo deciso di dedicare questo appuntamento della rubrica “Arte a Musica” all’opera teatrale “BENT”, da cui è stato tratto anche un film.

Buona lettura.

 

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Dramma di Martin Sherman, “BENT” ha debuttato al Royal Court Theatre di Londra nel 1979 e, nel 1997, Sean Mathias ha diretto un adattamento cinematografico, sceneggiato dallo stesso Sherman, con Clive Owen, Lothaire Bluteau, Nikolaj Coster-Waldau e Jude Law.

Siamo in Germania, nella Berlino degli anni ’30 e il fascino della città brulicante di eccessi e sfrenatezza sta per essere frantumato dall’avvento del nazismo e da una politica di sterminio, che darà luogo a uno dei peggiori episodi di violenza della storia dell’umanità.

Max vive sregolatamente tra sesso e cocaina, supportato dal suo ragazzo Rudy, un ballerino di Cabaret, ma la loro routine verrà bruscamente interrotta dalla famosa “Notte dei lunghi coltelli”, in cui Hitler ordinò  l’assassinio di più di 150 persone.

Max, essendo piuttosto promiscuo, si porta a casa un attraente SA, Wolf; sfortunatamente nella notte, Hitler dà l’ordine di eliminare tutte le camice brune e al mattino le SS irrompono in casa di Rudy e Max, trascinando via Wolf. I due amanti sono costretti a fuggire a Berlino e qui Max riesce a ottenere dei documenti per lasciare la Germania, ma l’uomo rifiuta perché non vuole lasciare Rudy.

Pochi giorni dopo i due vengono arrestati dalla Gestapo e caricati su un treno per Dachau.

 

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Sul treno Rudy viene torturato dalle guardie e urla il nome dell’amante in cerca di aiuto e così Max viene portato davanti a Rudy ma, dato che l’uomo nega di conoscere il ballerino, lo costringono a finirlo per dimostrare di essere estraneo alla vittima. Dopo aver ucciso l’ex fidanzato, Max sostiene di essere ebreo e non omosessuale e per provarlo le guardie lo costringono ad avere un rapporto sessuale con il cadavere di una ragazzina.

Arrivato a Dachau, Max stringe amicizia con Horst, un triangolo rosa, e tra i due nasce un amore proibito e mai consumato, che fa scoprire a Max l’importanza e l’orgoglio di essere fieri di ciò che si è.

Horst verrà fucilato dalle SS e dopo questo Max decide di indossare con orgoglio il triangolo rosa e si suicida lanciandosi contro il filo spinato elettrificato.

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“BENT”, termine slang che sta a indicare sia un vizioso che un omosessuale, è una storia incentrata sul riscatto della propria identità di fronte alla peggiore disumanizzazione. Infatti uno degli argomenti dell’opera è quello di indagare sui limiti della dignità in situazioni disumane.

Per l’epoca in cui fu ideata, l’opera risulta subito potente e provocatoria, ma ha il merito di mettere in luce il destino riservato agli omosessuali dai nazisti, contraddistinti dal triangolo rosa, simbolo che li metteva in mostra come “diversi”.

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FONTI: https://it.wikipedia.org/wiki/Bent_(opera_teatrale)

http://www.klpteatro.it/bent-quel-triangolo-rosa-per-delle-vittime-quasi-dimenticate

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 26 gennaio 2017 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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