Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “L’ASSASSINO DEL PORTO” di Bunnie Tall – 31 Ottobre 2016

lassassino-del-porto
TITOLO: L’assassino del porto
AUTORE: Bunnie Tall
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Poliziesco
E-BOOK:
PAGINE: 210
PREZZO: € 3,60 su Amazon (disponibile su Unlimited)
USCITA: 31 Ottobre 2016
LIVELLO DI SENSUALITA’: Basso
 

TRAMA: Continua a ucciderli uno dopo l’altro. Come mosche che vengono schiacciate.
L’unica cosa che li accomuna è il fatto di essere andati a cercare il peccato lungo le strade del porto…

L’ispettore Inverni non sa più a che santo votarsi per riuscire a prendere quello che i giornali hanno battezzato l’Assassino del Porto. Non che disprezzi in toto la scelta delle vittime fatta dal killer, ma la giustizia è altro e il suo lavoro è sempre stato assicurare i criminali alla giustizia. Anche se questi hanno deciso di eliminare dalla faccia delle terra un bel po’ di pervertiti.

Andrea Mursia fa l’avvocato e quando l’Assassino del Porto decide di portar via uno dei suoi migliori amici, si rende conto che non può più restare con le mani in mano. Certo, convincere l’incaricato delle indagini a far partecipare un civile non sembra proprio una cosa facile, ma sa che Inverni, in quel momento, accetterebbe aiuto da chiunque.
Ben presto, però, la vendetta non sarà l’unica cosa che manterrà l’avvocato Mursia accanto all’ispettore Inverni in questa difficile indagine.

MAGA MAGO'Di quest’autrice misteriosa e praticamente invisibile sul web, avevo già letto il paranormal fantasy Paradise Lost e mi era piaciuto molto. Questa volta, invece, si è cimentata in un poliziesco e devo dire che il risultato finale è davvero apprezzabile. Tranne alcuni particolari che non mi hanno convinta del tutto e di cui parlerò in seguito, il libro presenta un ottimo intreccio, due protagonisti ben sviluppati e una pletora di comprimari interessanti e mai banali.

Il libro si legge con vero piacere, infatti lo stile di scrittura è scorrevole e anche l’uso dell’italiano (nonostante qualche piccola incertezza sui tempi verbali) mi è sembrato sostanzialmente corretto, con un’attenta ricerca dei vocaboli, un linguaggio raffinato e un testo privo di refusi. Peccato quell’incomprensibile “Epilogo” all’inizio del primo capitolo, una piccola svista oltremodo strana. Apprezzabile anche l’ambientazione non esterofila, con personaggi dai nomi semplici, non altisonanti e tutti made in Italy.

Un assassino è sulle tracce degli omosessuali alla ricerca di un po’ di divertimento e li uccide senza pietà. Ben presto, però, si scopre che dietro alcuni club (molto privati) si cela un mondo sotterraneo di oscure perversioni che ci lascia con la rabbia addosso e l’amaro in bocca. La trama si dipana in maniera eccellente e fino alle ultime pagine i miei dubbi sono stati moltissimi, anche perché l’autrice dissemina qua e là piccoli indizi che mi hanno fatto pensare davvero di tutto. Tranne la soluzione finale.

Andrea Mursia, avvocato dichiarato e pieno di conoscenze nell’ambiente omosessuale della città, si ritrova coinvolto negli omicidi quando uno dei suoi più cari amici viene ucciso dal serial killer. Insieme all’Ispettore Inverni comincia a investigare, ma il pericolo potrebbe essere più vicino di quello che sembra.

Mi è piaciuto molto il personaggio di Andrea, coraggioso e altruista, è un uomo che si prende quello che vuole, ma che sa anche farsi da parte quando si rende conto di non essere apprezzato. Tutta un’altra storia è invece Nicola Inverni, un uomo incredibilmente omofobo e bigotto che non sono proprio riuscita a farmi piacere.

Ed è proprio questo il problema di cui parlavo all’inizio della recensione. Ho trovato quantomeno poco credibile l’improvviso voltafaccia dell’ispettore. Per quanto io possa essere romantica e credere nel potere dell’ammmoorre, mi è sembrato assurdo che un omofobo della peggior specie – che fino a pochi giorni prima si disgustava nel dare la mano a un omosessuale e nascondeva i bambini dagli occhi perversi dei gay malvagi – si ritrovi da un momento all’altro a letto con un altro maschio.

Proprio attraverso la mente ristretta e i pensieri di Nicola, ci viene presentato il mondo arcobaleno come un insieme di gentaglia che pensa solo al sesso, a prescindere da quelli che siano i sentimenti. Sono certa che questo non sia il pensiero dell’autrice, probabilmente ha voluto un po’ calcare la mano per evidenziare come, spesso, i più repressi siano proprio quelli più omofobi, ma devo ammettere che un pochino mi ha dato fastidio. Diciamo che se il cambiamento di Nicola fosse stato più graduale (o non fosse iniziato da livelli di omofobia così profondamente radicati), il libro avrebbe assunto tutto un altro sapore e sarebbe risultato, secondo me, molto più credibile.

Questo è l’unico appunto che posso fare a questo romanzo che ho trovato, comunque, ben scritto e coinvolgente al punto giusto. Ne consiglio la lettura agli amanti di una buona storia poliziesca.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 7 febbraio 2017 da in Contemporaneo, Poliziesco, Romance con tag , , , .

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