Tre libri sopra il cielo

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LGBT… ON THE MOVIE

lgbt on the movie

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana torna a farci compagnia la rubrica “LGBT…ON THE MOVIE” dedicando l’appuntamento alla donna, per il suo coming out, più famosa d’America: Ellen Lee DeGeneres, attrice, doppiatrice, comica e conduttrice televisiva e presentatrice del talk show “The Ellen DeGeneres Show”.

Nata in Louisiana nel Gennaio del 1958, all’età di 15, dopo la separazione dei genitori, abbandonò New Orleans e si trasferì ad Atlanta con la madre, dove si diplomò nel 1976. Dopo un semestre alla University of New Orleans abbandonò gli studi e si dedicò ai lavori più disparati.

Nel frattempo iniziarono le sue prime esperienze come cabarettista. Il tutto nacque da una lettera scritta da Ellen a Dio dopo la morte della sua ex-fidanzata e da questo testo venne tratto il monologo, “Phone Call to God”, che la fece diventare celebre nei club e in televisione. Nei primi anni ’80 ottenne la prima tournèe nazionale e nel 1982 venne eletta dal canale Showtime la “persona più divertente d’America”. Qualche anno dopo venne invitata nel programma “Tonight Show” e fu prima donna a essere intervistata sul divano di Johnny Carson.

Prima di ottenere uno spettacolo tutto suo, prese parte a piccole sitcom dal vivo, “Open House” e “Laurie Hill”, lavori che la portarono ad avere una propria serie comica su ABC: “Ellen” che nella prima stagione si chiamava “These friends of mine”.

Con questa serie Ellen raggiunse il successo e il 1997, l’apice degli ascolti, fu un anno importante per il programma, che lascia il segnò nella storia LGBT. La sit-com era alla sua quarta stagione quando Ellen, e il suo personaggio, decise di fare coming out e dichiarare pubblicamente di essere lesbica.

L’episodio, anticipato con un’intervista di Oprah Winfrey, era diviso in due parti: nella prima parte Ellen Morgan affrontava, per motivi comici, un breve periodo di conflitto per poi finire ad accettare la propria omosessualità, mentre nella seconda parte Ellen, su consiglio della sua terapista, faceva coming out con i propri amici. L’episodio, che divenne il più seguito di tutta la serie, lasciò un segno nella storia della televisione perché per la prima volta la prima attrice apertamente omosessuale dava vita a un personaggio apertamente omosessuale in televisione.

Dopo mesi di voci di corridoio e gossip, Ellen DeGeneres apparve sulla copertina del TIME con l’ormai celeberrimo titolo “Yep, I’m gay!”.

Il coming out, che doveva essere una svolta per Ellen, segnò un periodo nero e di ripercussioni sulla carriera dell’attrice, infatti la sua sit-com venne cancellata per motivi economici e la DeGeneres non lavorò in televisione per più di tre anni e tornò quindi alle sue origini con il cabaret, incontrando difficoltà nel ricevere nuove proposte di lavoro.

Nel 2000 interpretò la dolce metà di Sharon Stone in un episodio del film “If These Walls Coould Talk 2”, diretto dalla sua dolce metà di allora, Anna Heche.

Ellen ritornò alle serie televisive solo nel 2001 con la nuova sit-com della CBS, “The Ellen Show” e benché il suo personaggio fosse nuovamente una lesbica, tema non centrale del programma, la serie venne cancellata dopo una sola stagione per i bassi ascolti.

Nello stesso anno le fu affidata la conduzione degli Emmy Awards, che aveva già condotto in coppia con Patricia Richardson nel’94. Lo show, andato in onda dopo diverse cancellazioni dovute alla vicinanza con gli attacchi terroristici dell’11 Settembre, fu una rivincita per la DeGeneres e memorabile fu la sua frase: “Ci è stato detto di continuare a vivere le nostre vite come sempre, perché agire diversamente vorrebbe dire far vincere i terroristi e, davvero, che cosa potrebbe sconvolgere i Talebani più di una donna omosessuale che indossa un vestito da sera in una sala piena di ebrei?”

Nel Settembre del 2003, la DeGeneres lanciò il suo talk show televisivo quotidiano, “The Ellen DeGeneres Show”, considerato l’erede di “The Oprah Winfrey”, e che va in onda ogni giorno per circa un’ora. Lo show ha conquistato ottimi indici di ascolto, ha ricevuto elogi dalla critica e ha vinto 32 Emmy anche per il “miglior show”; ha ospitato famosi attori e cantanti, ma anche Barack Obama, quando era ancora senatore, e sua moglie Michelle che ha dimostrato com’è possibile avere quelle braccia che il mondo le invidia.

Nello stesso anno Ellen prestò la sua voce a Dory, la pesciolina con la perdita della memoria a breve termine, nel film d’animazione della Pixar “Alla ricerca di Nemo”, ruolo che la portò a vincere un Saturn Award come migliore attrice non protagonista, premio vinto per la prima e unica volta da una doppiatrice. Dieci anni dopo la Pixar annunciò che la pesciolina sarebbe tornata sul grande schermo, ma questa volta come protagonista nel film “Alla ricerca di Dory” e la DeGeneres le avrebbe prestato nuovamente la voce.

Durante la sua carriera Ellen è apparsa nella campagna pubblicitaria dell’American Express e ha scritto un blog su The Hufflington Post nel 2005. Nell’Agosto dello stesso anno venne scelta ancora una volta come ospite della cerimonia degli Emmy Awards, lo spettacolo si tenne tre settimane dopo l’Uragano Katrina, tragedia che devastò la costa del Golfo del Messico e colpì da vicino Ellen, date le sue origini. Dopo aver condotto due Grammy Awards e quattro Emmy, l’attrice è stata scelta per condurre la 79ma edizione dei Premi Oscar del 2007 e richiamata per la conduzione dei Premi Oscar del 2014.

Nella notte degli Oscar del 2014, Ellen scattò insieme ad alte celebrità il famoso selfie che raggiunse il record di 2 milioni di retweet in poche ore, superando di gran lunga il primato precedentemente detenuto da Barack Obama per la foto scattata in occasione della sua rielezione.

Nel 2009 è stata giudice nella trasmissione della rete televisiva Fox “So You Think You Can Dance”. L’anno seguente è stata giudice nella competizione canora “American Idol” e prestò la voce alla propria versione animata in episodio della serie “I Simpson”, oltre ad apparire in una puntata di “Will & Grace” e in una di “Sesame Street”.

Nella sua trentennale carriera Ellen DeGeneres è stata una grande cabarettista, attrice, doppiatrice e conduttrice, ma anche scrittrice. Infatti nel 1995 è uscito “My Point… And I Do Have One”, nel 2003 “The Funny Thing Is” e nel 2011 il suo terzo libro, che ottenne un’accoglienza tanto positiva da diventare un best seller, “Seriously… I’m Kidding”.

Anche la madre di Ellen, Betty DeGeneres ha scritto un libro “Love, Ellen”; in questo libro la madre racconta come inizialmente rimase sconvolta dalla rivelazione dell’omosessualità della figlia, ma racconta anche com’è diventata poi una delle sue più grandi sostenitrici, entrando anche nel Movimento di liberazione omosessuale, PFLAG.

Nel 2007, nel 2011 e nel 2015 Ellen è stata inserita da Forbes nella lista delle 20 donne più ricche del mondo dello spettacolo e nel 2010 era nella lista del TIME delle 100 persone più influenti, per questi motivi Ellen ha ricevuto la “Walk of Fame di Hollywood”, la famosa stella con il suo nome sopra.

 

Dopo una relazione con l’attrice Anne Heche, che divenne subito materiale di scandalo, e una con la fotografa e attrice Alexandra Hedison, la DeGeneres ha avuto la sua soddisfazione in campo sentimentale e, dopo una lunga relazione, il 16 Agosto del 2008 Ellen è convolata a nozze a Los Angeles con l’attrice australiana Portia de Rossi (https://trelibrisoprailcielo.com/2016/06/21/lgbt-on-the-movie-5/).

La coppia è stata inserita da Forbes nell’elenco delle coppie più potenti del mondo.

Grazie alla sua persona, alla sua ironia e a quel sorriso rassicurante, Ellen DeGeneres è diventata il simbolo di un’intera comunità. Nel 1997 quando dichiarò pubblicamente di essere lesbica fece una scelta coraggiosa perché lo fece nel periodo di massimo successo della sua carriera e non a caso dopo il coming out ebbe non poche difficoltà nel ricevere nuove proposte lavorative.

Ma a oggi le cose sembrano cambiate. Durante una puntata del suo show, nel Febbraio 2016, in cui era ospite l’ex presidente Obama i due hanno parlato dei diritti degli omosessuali e dei successi ottenuti a livello legislativo nella sua Presidenza. Ellen ha ringraziato profondamente Obama per tutto quello che ha fatto per il mondo gay ma lui rilanciò dicendo che è stata lei il personaggio gay di riferimento per tutta l’America, che ha aiutato a trainare e sostenere i risultati per la causa LGBT con il suo carisma e il suo modo di rafforzare sé stessa e gli altri. L’ha definita una vera “Influencer”, un grande esempio di donna, oltre che di donna omosessuale.

Ellen ha ottenuto la “Presidential Medal of Freedom” (*) per il suo impegno e sostegno nei confronti della comunità LGBT. Essere un donna di successo, un’attrice e conduttrice gay negli anni ’90 non era certo la cosa più comune ma Ellen tolse la sua maschera per svelarsi completamente al pubblico e diventare esempio per molte altre donne.

A premiarla è stato il presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama che ha commosso per il suo discorso di presentazione nei confronti della conduttrice:

“Ha sfidato le nostre più profonde convinzioni e scegliere di dichiararsi omosessuale fu importante non solo per la comunità LGBT, ma per tutti noi”.

(*) Premio conferito dal Presidente degli Stati Uniti ed è la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti insieme al Congressional Gold Medal. La medaglia riconosce quelle persone che hanno dato“un contributo particolarmente meritorio per la sicurezza o per gli interessi nazionali degli Stati Uniti, per la pace nel mondo, per la cultura o per altra significativa iniziativa pubblica o privata”. Il premio non è limitato ai cittadini degli Stati Uniti e può essere assegnato anche al personale militare e portato sulla divisa.

FONTI: https://it.wikipedia.org/wiki/Ellen_DeGeneres

http://www.gay.it/attualita/video/obama-ellen-diritti-omosessuali

http://www.afterellen.com/

 

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 16 marzo 2017 da in lgbt on the movie con tag , .

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