Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… LE SCOPERTE GEOGRAFICHE

ARTE E MUSICA

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana torna la rubrica “Arte e Musica” dedicata al teatro e allo spettacolo, andato in scena proprio nel Marzo di quest’anno al Brancaccino di Roma, “Le Scoperte Geografiche”.

Di Marco Morana e diretto da Virginia Franchi, “Le Scoperte Geografiche” è un testo sull’omoerotismo maschile che racconta con sincerità e immediatezza di due compagni di classe, Ferdi e Crì, i quali durante una lezione di ripasso su Magellano e Colombo si seducono, si amano per poi lasciarsi e ritrovarsi. E intanto crescono e invecchiano.

E’ la storia di due ragazzi, e poi uomini, che si innamorano ma non possono lasciarsi andare al sentimento a causa delle famiglie e della società degli anni ’50 e ’70. Ferdi e Crì si incontrano tre volte in età diverse e ogni volta sentono un’attrazione profonda l’uno verso l’altro, cui però tentano in tutti i modi di resistere. Ma nonostante il loro opporsi, il sentimento è troppo forte e ogni volta che i due protagonisti ammettono l’amore e l’attrazione, la loro realtà cambia e vengono trasportati in una dimensione parallela in cui possono vivere il loro amore liberamente.

I banchi di scuola, gli anni Cinquanta che segnano l’adolescenza, così come il 1976 che racconta l’età adulta, e poi la vecchiaia nei giorni nostri sono l’ambientazione della storia di Crì e Ferdi, due ragazzi alla ricerca di un equilibrio che oscilla tra convenzione sociale e libertà individuale. Sfuggono alle definizioni che sentono troppo strette e brillano di una diversità che non si fa mai comune.

Particolare è il lessico usato per il testo, infatti l’omoerotismo di Morana non viene censurato dietro la metafora letteraria, è sanguigno e rorido di umori grazie a un lessico che non lascia tregua. Un lessico intelligente e indovinato tramite il quale i due compagni di classe si seducono a colpi di rime baciate.

Un estratto da “Le Scoperte Geografiche”

CRÌ

Ma io non posso partire
Io…
Io non sono un tipo contorto.
Sono ligio al dovere
Sono nato risolto
Cioè…
io finora ho schifato

FERDI
Hai solo schivato

CRÌ
la marea di dubbi sulla mia identità immacolata.

FERDI
E infatti dopo anni per smollare gli ormeggi ti chiedo se vuoi provare a toccare il mio…

CRÌ
Cazzo la randa del mio gozzo.

FERDI
Cosa?

CRì
Eh?

FERDI
Fai il vago?

CRÌ
Perché me lo chiedi?

FERDI
Perché non rispondi?

CRÌ
Qual è la domanda?

FERDI
Hai mai fatto…

CRÌ
Un patto?

FERDI
Un atto.

CRÌ
Primo, secondo, terzo?

FERDI
Ok, lo so che non l’hai fatto,
stai tranquillo,
neanch’io…

CRÌ
nella stiva di Federica quant’è bello infilarmi…

FERDI
…incagliarti in quella secca.

CRÌ
Come spacca la mia vita di coppia!

FERDI
È una patacca la tua vita di coppia!

CRÌ
Una patacca? Che vuol dire?

FERDI
Allora mi rispondi?

CRÌ
Mi confondo,
perdo la Trebisonda,
non so dove tramontare.
Navigo a vista nell’Atlantico Settentrionale,
la bussola perde la declinazione magnetica e fisso il tuo mazzo.
Quale carta estraggo:
il Carro? Il Muto? Il Pazzo?

FERDI
Pazzo sei se non mi pigli!

CRÌ
E i pomeriggi si illuminano
e i tramonti si alzano e si fanno aspettare.

FERDI
È la primavera.

Pausa. L’acqua ormai ha invaso lo spazio. Poi Crì azzarda:

CRÌ
Comunque… comunque c’hai un bel vespro.

Pausa.

FERDI
Davvero? È un invito? La dichiarazione?

Pausa. Crì resta immobile, indeciso.

FERDI
Ma lui non si muove,
non cambia posizione.
Sento un mare forza nove dentro.
Rischio e me ne infischio?
Remi in barca e torno al molo?
Sono anni che mi fermo al faro.
Bambino mosso e molto onesto
ho risolto presto l’imbroglio di sotto,
ho intravisto che cosa mi piaceva,
e per scoprirlo mi sono imbracato di sartìe
mi sono fatto domande
e ho affondato lo scandaglio
per non vivere di alaggio e manutenzione,
per conoscere le barriere coralline del mio spettro.
Sono andato a braccetto con chi ero,
ho scoperto le mie voglie,
senza mogli e fidanzate nei miei sogni
nei miei sogni ho rapito ciurme di mozzi, di scagnozzi…
ma sempre nei fondali della mente
(e sulle foto di James Dean),
carne niente.
Ora sono quasi maggiorenne…
No, non è più tempo di avere paura
Non è più tempo restare velato,
è in disuso il cabotaggio,
è il tempo dell’assaggio…

CRÌ
E ti lanci all’arrembaggio.

FERDI
O la svacca o la spacca.

CRÌ
Mi sbottoni i freni della patta…
Oh, Ferdi, che fai?, la smetti?,
ma resta tutto in gola…

FERDI
Ecco, la Matta, vale per tutto il risucchio,
dove lo metti fai cappotto.
È la prima traversata ma mi fingo un lupacchiotto,
lavoro il verricello,
ti disarmo il cerchio azimutale,
e il mio flutto straorza la caravella…

CRì
La caravella sospinta dal tuo glotto solca l’acqua.

FERDI
Tempesta di saliva inonda il parapetto.

CRÌ
Ti vedo dabbasso:
lo sguardo di un maschio,
mi pare di specchiarmi sul sale,
come il fiore che si specchia nella fonte,
e mi viene il mar di male.

FERDI
S.O.S. Pinta incagliata in gola temo infiltrazione precoce.

CRÌ
Federica non lo smiccia, non lo striccia, non lo arriccia come te.

FERDI
La scoperta dell’America…

CRÌ
E la nave va a vele gonfie

FERDI
in crociera d’altura.
Stringo il timone:
dopo anni sono il tuo Nostromo.

Pausa.

FERDI
Ma poi ti affanni.
Mi prendi la testa, mi blocchi…

CRÌ
E basta con ste rime baciate!

FERDI
Ci provo, ma non sono mica un vate.

CRÌ
Sei un impiccio
Un iceberg sulla mia rotta tranquilla.

FERDI
Tu lo vuoi fare!

CRÌ
Sei una marra, una pastecca!
Una falla, un controfiocco!

FERDI
tu sei un represso…
che fa il fesso…
Nel cimitero delle fantasie sei il più cesso!

In scena solo un banco e due sedie che rendono i due interpreti, Michele Balducci e Daniele Gattano, piccini e diventano, nelle loro mani, strumenti scenografici sui quali evocare ambienti, situazioni ed emozioni. Emozioni amplificate da un’installazione luminosa che aleggia sulla scena come le stelle, mentre la regia evoca scene, situazioni e immagini scaturite dalla fervida immaginazione dei due personaggi

“Le Scoperte Geografiche” è la storia di un sentimento assoluto e forse mancato, l’epopea di una rotta perpetua, perché nell’oceano dei sentimenti non c’è terraferma su cui attraccare, non c’è meta, ma solo un senso agrodolce, insieme definitivo e sospeso, inevitabile conseguenza di ogni viaggio d’amore.

Qui di seguito vi lascio il link dove poter vedere l’intero spettacolo… buona visione.

FONTI: http://www.youtube.com

http://www.prideonline.it/2017/03/06/le-scoperte-geografiche-un-bel-testo-sullomoerotismo-maschile/

http://www.teatrobrancaccio.it/brancaccino/stagione-2015-2016/709-le-scoperte-geografiche.html

http://www.artnoise.it/le-scoperte-geografiche-intervista-marco-morana/

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 23 marzo 2017 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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