Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “SOGNO DI UNA NOTTE” di Nykyo – 20 Marzo 2017

TITOLO: Sogno di una notte
AUTORE: Nykyo
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Contemporaneo, Sportivo
E-BOOK:
PREZZO: € 4,49  su Amazon
PAGINE: 175
USCITA: 20 Marzo 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto
LINK DI AMAZONSogno di una notte

TRAMA: Il’ya è un giovane fotografo sportivo freelance con un amore spiccatissimo per l’hockey e il balletto e un’antipatia viscerale per il pattinaggio artistico sul ghiaccio. In apparenza cinico, sarcastico e con una propensione per gli uomini dal fisico massiccio e molto mascolino, durante una serata in discoteca Il’ya si ritrova suo malgrado stregato da un misterioso ragazzo androgino che sembra un folletto. Puck, come Il’ya finirà per ribattezzarlo, lo trascinerà dritto dentro un “sogno” da cui alla fine della notte Il’ya avrà ben poca voglia di svegliarsi. Ma sarà vero che gli incantesimi delle fate svaniscono sempre all’alba?

 

La prima cosa che mi viene da dire su questo libro è che ha un’impostazione così particolare che si finisce necessariamente per adorarla, oppure per odiarla. Personalmente, mi è piaciuta da matti.

In tutta la storia, i dialoghi sono davvero una manciata, perché l’intera narrazione è affidata al protagonista, il giovane Il’ya, che con la sua introspezione crea una specie di lungo monologo dove, attraverso i propri pensieri, i ragionamenti, le emozioni, è come se dialogasse con i suoi interlocutori. A mio parere, l’autrice è stata bravissima a farlo. Non ho affatto sentito la mancanza ‘verbale’ delle risposte che comunque si intuivano, man mano, nelle diverse scene della trama.

Il’ya è un personaggio complesso, uno di quelli che è facile etichettare come ‘bello e dannato’, è un adorabile scapestrato, determinato e sicuro di sé, allergico ai legami sentimentali e parecchio disincantato sia su come va il mondo che sull’amore. Ha una morale tutta sua e la sua caratterizzazione – così come la sua logorrea mentale – o ti conquista o ti urta i nervi.

La trama di questo libro copre circa ventiquattr’ore e, come dice il titolo, è come un sogno, un incantesimo di cui il protagonista è vittima. Possiamo dividere il libro in due parti: il sogno di notte e il sogno di giorno.

Il sogno di notte inizia con una serata in discoteca, dove Il’ya rimane folgorato da un tizio che balla in modo sensuale e provocatorio, attirando l’attenzione di tutti. La prima considerazione che egli fa è proprio che questo sconosciuto non rientra per niente fra le sue solite preferenze, perché è basso, esile, androgino nei tratti e parecchio vistoso nei modi e nel vestire; sembra quasi che sia un piccolo folletto, per il trucco appariscente che indossa e per le movenze ipnotiche. Tutta la situazione pare quasi surreale.

Eppure, man mano che il tempo passa e anche l’altro uomo sembra interessarsi a lui, l’attrazione sale e Il’ya si ritrova invischiato suo malgrado, da scaltro seduttore diventa un sedotto che soccombe volentieri, perché è certo che sia come un incantesimo che si romperà all’alba e tutto tornerà alla consueta normalità.

Per tutta la notte c’è un crescendo di sensualità ed erotismo, mentre i due uomini si stuzzicano, lottano passionalmente per prevalere, per trarre il massimo del piacere e offrirlo al partner, in un climax lento e costante, che pare quasi uno stillicidio, raccontato sempre coi pensieri di Il’ya, che cerca invano di farsi dire il nome di quel folletto quando, dopo l’appagamento, i due si scambiano alcune confidenze personali. Il giovane fotografo non ottiene nulla, pur promettendo di non vendere informazioni sul suo ospite misterioso che, sicuramente, ha qualcosa da nascondere. Così lo ribattezza “Puck”, come lo spirito magico nella celebre opera di Shakesperare. La seconda parte della storia è il sogno di giorno, dove Il’ya deve fare i conti con quello che ha vissuto e provato la notte appena trascorsa e dove, contrariamente a quanto crede, l’incantesimo potrebbe non essersi ancora rotto.

Devo dire che questo libro mi è piaciuto molto. Ho adorato come la razionalità di Il’ya si scontrasse con le emozioni nuove, coi dubbi che gli nascono dentro suo malgrado. Benché si rimanga nel mondo reale come quello di una discoteca o di una camera da letto, mi piace la sensazione onirica che si è creata, le divagazioni che sembrano visionarie, come se davvero si fosse finiti, col protagonista, ammaliati da un essere sovrannaturale che ci trascina in un mondo magico.

Si potrebbe obiettare che alcune informazioni potevano essere gestite diversamente, mantenendo un maggior alone di mistero, oppure che le riflessioni di Il’ya siano parecchio lunghe e complesse, talvolta troppo ricche di riferimenti letterali, poetici e artistici, ma io le ho amate proprio per questo. Per me, non erano né pesanti né noiose, anzi, ho goduto tutto il climax fino alla fine, soprattutto perché – come lettrice – sapevo cose che il mio protagonista ignorava e ho pregustato ogni attimo il momento del confronto finale. Ma mi rendo conto che questo è proprio uno dei casi in cui il gusto personale è fondamentale.

Ho già ampiamente dissertato su quanto abbia amato questo stile e, a parte un paio di refusi sfuggiti all’editing, il libro è perfetto così com’è, con due bellissimi protagonisti e un paio di personaggi secondari – Daniil, in particolare, mi ha conquistato – davvero niente male.

Il mio consiglio? Lasciatevi incantare da questa storia.

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Questa voce è stata pubblicata il 28 marzo 2017 da in Contemporaneo, Recensione, Romance, sportivo con tag , , , .

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