Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

LGBT… ON THE MOVIE

lgbt on the movie

 

Buongiorno amici e amiche, oggi parliamo di cinema per la rubrica “LGBT…ON THE MOVIE” e precisamente del film “La vita di Adele”. Diretto nel 2013 da Abdellatif Kechiche, il film è tratto dal romanzo a fumetti “Il blu è un colore caldo” di Julie Maroh.

“La vita di Adele” è la storia di un amore assoluto tra due donne. Ne racconta l’incontro, la relazione travolgente e passionale e, rispettivamente, la forte vocazione per la pittura e per l’insegnamento.

Il film ruota principalmente intorno al personaggio di Adele, liceale francese priva di dubbi e fortemente convinta che le ragazze stiano con i ragazzi, ma la sua visione però cambia il giorno in cui incontra Emma, che le farà scoprire il desiderio e le permetterà di realizzarsi come donna e come adulta.

Adele (Adèle Exarchopoulos) conosce Emma (Lèa Seydoux), una ragazza lesbica dai vistosi capelli tinti di blu, della quale si innamora. Tra le due si accende un’appassionata relazione erotico-sentimentale che sfocerà nel tempo in un rapporto di convivenza.

Emma, aspirante pittrice molto ambiziosa, pensa che la sua compagna sia priva di ambizioni e non tesa alla propria realizzazione intellettuale perché dedita solo al suo lavoro di maestra, pur avendo un certo talento per la scrittura. Percependo l’allontanamento della giovane pittrice, Adele cede all’affetto di un collega di lavoro e il rapporto tra le due ragazze si interrompe in modo brusco dopo la scoperta, da parte di Emma, di questo tradimento.

Le vite delle due ragazze si separano, ma per anni Adele cercherà invano di riallacciare il rapporto sentimentale con Emma che però non lascerà speranza all’ex compagna.

Presentato in concorso al Festival di Cannes il 23 Maggio 2013, “La vita di Adele” è uscito nelle sale francesi il 9 Ottobre dello stesso anno, mentre in quelle italiane dal 24 dello stesso mese. In alcuni paesi il film è stato distribuito con il titolo originale del fumetto, “Il blu è il colore più caldo”.

Nonostante il film si sia aggiudicato la Palma d’Oro e abbia ricevuto numerose critiche positive da parte della stampa internazionale, è stato criticato per la presenza di scene di sesso ritenute da alcuni esplicite e gratuite, quasi da film pornografico per il pubblico maschile. La stessa Julie Maroh, autrice del fumetto, le avrebbe trovate lontane dallo spirito della propria opera, bollandole come “forzate e frutto di un’interpretazione di voyeurismo maschile” e criticando anche la scelta degli attori.

“Un’esposizione brutale e chirurgica, eccessiva e fredda, del cosiddetto sesso lesbico che diventa porno e mi fa star male” (Julie Maroh).

Le stesse attrici, Adèle e Lèa, hanno dichiarato di aver vissuto quelle scene come un incubo e, come tutte le altre, anche le scene di sesso sono state girate con una certa pignoleria da parte del regista.

“A volte è stato umiliante, mi sentivo come una prostituta. Il regista usava 3 macchine da presa e ho dovuto fingere l’orgasmo per sei ore (Lèa Seydoux).

Ciò che colpisce del film è infatti il realismo estremo del racconto e anche le scene di sesso, oltre a essere lunghe, non hanno nulla di romanzato, sono dirette, nude e crude, prive di qualsiasi commento sonoro e originali. Non sono state doppiate in seguito e molti hanno chiesto alle attrici se fossero vere, domande che hanno portato le attrice a spiegare che durante le scene di sesso indossavano delle parti intime finte, una specie di protesi in lattice.

Il fumetto della Maroh presenta delle differenza non di poco conto rispetto alla trasposizione cinematografica di Kechiche. Nel fumetto la vicenda della protagonista che si chiama Clementine, detta Clem, e non Adele, si svolge interamente in flashback, a seguito del suo funerale.

Clementine viene presentata al lettore come piccola e tozza di corporatura e bruna di capelli, una ragazza che dimostra complessivamente un approccio molto meno vitalistico e aggressivo alle questioni di amore e sulla sessualità, vicende che vive con un certo dolore. Nel fumetto non si concede al suo primo fidanzato Thomas e vive inizialmente con grande problematicità la presa di coscienza delle sue inclinazioni omosessuali.

La conoscenza con Emma, a seguito del fugace incontro in centro, avviene in una fase molto più tarda e le scene erotiche sono presenti, ma tratteggiate in maniera meno evidente.

Vi lascio il link dell’intervista che Adèle Exarchopoulos e Lèa Seydoux hanno rilasciato a Io, Donna nel Settembre 2013 e il trailer di “La vita di Adele”.

INTERVISTA: http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2013/vita-di-adele-cover-intervista-401660369879.shtml

TRAILER:

FONTI: http://www.youtube.com

https://it.wikipedia.org/wiki/La_vita_di_Adele

http://www.sorrisi.com/cinema/film-in-tv/la-vita-di-adele-trama-e-trailer-del-film/

http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2013/vita-di-adele-cover-intervista-401660369879.shtml

http://www.lezpop.it/la-vita-dadele-e-le-scene-di-sesso-vere-o-finte/

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 6 aprile 2017 da in lgbt on the movie con tag , .

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