Tre libri sopra il cielo

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MATRIMONI E DINTORNI

MATRIMONI

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, dopo una piccola pausa questa settimana la rubrica sui Matrimoni torna a farvi compagni con l’unione civile tra Raffaele Brusca e Antonio Sapienza.

Raffaele e Antonio si incontrano dieci anni a una festa a Roma e il loro è stato uno di quegli incontri che segnano la vita delle persone, un incontro da cui è nata una relazione che, lo scorso 24 Ottobre, hanno coronato unendosi civilmente  nella Sala Rossa del Campidoglio a Roma.

 “Sapevo che Antonio era la persona giusta per me e che lo avrei voluto sposare. Non ho mai avuto alcun dubbio. Anno dopo anno abbiamo atteso l’approvazione di questa legge. Se non fosse arrivata, eravamo pronti ad andare a sposarci all’estero. E’ stato emozionante vedere i nostri parenti riuniti per questa cerimonia”. (Raffaele)

Antonio, impiegato in una multinazionale, e Raffaele, impiegato presso la polizia di Stato da quasi 30 anni, hanno origini siciliane ma vivono e lavorano entrambi a Roma e proprio nella capitale si è svolto questo primo matrimonio in “divisa”, perché Raffaele ha deciso di indossare la propria da poliziotto per dire  al suo compagno e vedere riconosciuto il suo amore senza nascondersi, mostrando anche l’appartenenza a un Corpo al quale ha dedicato gran parte della sua vita.

Una scelta che non sarebbe stata possibile senza l’autorizzazione e il consenso dei vertici della polizia, incluso quello del capo della polizia, Franco Gabrielli.

Un gesto, quello dell’uomo, contro le discriminazioni subite per il proprio orientamento sessuale, che purtroppo ancora esistono negli apparati pubblici di sicurezza. Infatti secondo i dati forniti da Polis Aperta, l’associazione nata nel 2005 che si batte contro le discriminazioni verso i gay nelle forze armate e di polizia, sarebbero 19.ooo, in Italia, le persone omosessuali tra Carabinieri, Poliziotti, Agenti penitenziari, Finanza ed Esercito.

La maggioranza di loro non dichiara il proprio orientamento sessuale perché teme di subire delle vessazioni da parte di colleghi o dei superiori. visto che, a oggi, l’Italia non è ancora uno di quei Paesi in cui anche chi indossa una divisa è libero di vivere il proprio amore.

“Credo di essere stato fortunato perché nel mio ufficio non ho mai avuto esperienze di omofobia. Ovviamente c’è del lavoro da fare, ma devo dire che in questi giorni abbiamo ricevuto attestati di stima che non ci saremmo mai aspettati e speriamo che questa nostra decisione sia di incoraggiamento a chi invece ha paura di uscire allo scoperto”. (Raffaele)

 

 

 

 

 

 

FONTI: http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/nozze_gay_poliziotto_roma-2042359.html

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 6 maggio 2017 da in MATRIMONI E DINTORNI con tag , .

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