Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… L’ACROBATA – l’adattamento teatrale

ARTE E MUSICA

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana torniamo a parlare di teatro per la rubrica “Arte e Musica”  e di uno spettacolo che in realtà non è ancora andato in scena, e infatti quella di oggi possiamo considerarla un’anteprima.

Il 5 Maggio 2016 usciva L’Acrobata”, primo libro della serie “Legami di sangue” della scrittrice Agnes Moon e a oggi il produttore Adrian Buckle sta scrivendo un riadattamento teatrale del testo per portarlo in scena nel Febbraio 2019.

Io ho avuto la fortuna di poter rivolgere sia ad Agnes che ad Adrian qualche domanda, per conoscere qualche dettaglio in più sui “lavori in corso”. Considerando che è la prima volta che succede nel panorama m/m, almeno che noi si sappia, ho pensato che questo evento meritasse un approfondimento.

Quindi, cominciamo con l’intervista ad Agnes e… buona lettura.

 

1- Buongiorno Agnes e benvenuta nel blog “ Tre Libri Sopra il Cielo”. Un grazie da parte di tutto lo staff per esserti prestata a questa piccola intervista. Allora raccontaci un po’ di te… chi è Agnes Moon e cosa fa quando non scrive?

Agnes Moon: Buongiorno anche a voi e grazie per l’ospitalità sul vostro Blog. Cosa dire di me? Per prima cosa il mio nome non è Agnes Moon (ma immagino non sia un segreto) e ho scelto di utilizzare uno pseudonimo (che poi è il nome di mia figlia) nel momento in cui ho deciso di pubblicare il primo romanzo. I motivi sono molteplici, ma direi che il principale è tenere la  vita “reale” ben distinta da quella “virtuale”, specie considerato il mio lavoro di Agente di Polizia. Sono felicemente sposata con un uomo in via di santificazione e ho due figli adolescenti e due cani… indovinate chi mi dà meno preoccupazioni? Amo leggere da sempre, ma ho molti altri interessi. Mi piacerebbe poter dire che mi rilasso facendo bucoliche passeggiate in campagna, ma in effetti preferisco guardare serie TV, ascoltare musica o, quando il tempo lo permette, suonare il pianoforte. Tutte attività, ahimè, molto sedentarie, ma lo sport e io non siamo mai stati molto amici 😉

2- Come ti sei avvicinata alla scrittura e cosa ti ha fatto scattare dentro la voglia di mettere nero su bianco ciò che succede nella tua testa? Forse la domanda suona un po’ strana posta così, ma la maggior parte degli scrittori dice che nella loro testa ci sono degli omini che parlano e vorrei sapere se è ciò avviene anche per te.

AM: Ringraziando il cielo non ho omini che mi parlano nella testa (ci mancano solo quelli!) e le mie motivazioni sono piuttosto semplici: quando ho iniziato a leggere MM, in giro se ne trovavano davvero pochi (al contrario di adesso che non si riesce a tener dietro alle uscite) e io bramavo nuove storie e nuovi personaggi. Così alla fine ho deciso di scrivermele da sola!

3- Perché proprio la scelta del tema MM?

AM: Leggo da quando ne ho memoria e sono una lettrice essenzialmente onnivora, ma al genere MM mi sono avvicinata solo tre anni fa e da allora non l’ho più abbandonato. Quando ho deciso di lanciarmi in quest’avventura, è stato naturale voler scrivere storie con protagonisti due uomini.

4- Parliamo de “L’Acrobata”, da dove nasce l’idea e a cosa ti sei ispirata per la storia?

AM: L’Acrobata ha una storia molto particolare, infatti non è stata la trama a svilupparsi per prima nella mia mente, ma le peculiari caratteristiche di uno dei due protagonisti, e cioè Liam.  Avevo in mente questo ragazzo scaltro e sfrontato, con un passato pesante alle spalle e delle incredibili doti atletiche che gli permettevano di introdursi in qualsiasi abitazione facendogli guadagnare il soprannome di Acrobata. In un primo tempo doveva essere un mutaforma, in seguito ho preferito non spoilerare subito l’ambientazione fantasy e ho creato una storia (spero) originale che racchiude in sé un mix di avventura, romanticismo, bollenti scene hot e un pizzico di humor che non guasta mai.

5- “L’Acrobata” è un romanzo fantasy che fa parte della saga “Legami di sangue” (in basso troverete la trama) ed è stato scelto dal produttore Adrian Buckle  per un riadattamento teatrale, come ti senti al riguardo?

AM: Dire che ne sono entusiasta significa ridurre le mie emozioni al riguardo. Sono incredibilmente felice e ammetto che mai e poi mai avrei pensato che mi potesse accadere una cosa del genere. Il progetto sta andando avanti e questo mi riempie di gioia, ma già sapere che L’Acrobata è stato scelto per il riadattamento è motivo di orgoglio e di soddisfazione.

6- Ci puoi raccontare com’è avvenuto il tutto? Sei stata contattata dalla produzione o hai partecipato a una sorta di “concorso”?

AM: Nessun concorso, Adrian aveva letto il mio libro nella sua traduzione in inglese (The Acrobat)  e così mi ha contattata prospettandomi la sua idea e io… sono praticamente caduta dalle nuvole! La mia prima reazione è stata d’incredulità, poi ho pensato che qualcuno mi stesse facendo uno scherzo, alla fine mi sono resa conto che era tutto vero e che quello che Adrian mi stava proponendo era il sogno segreto di ogni scrittore!

7- Da alcune ricerche che ho fatto in rete ho capito che Adrian porta in scena argomenti non convenzionali, e sicuramente la scelta di riadattare un libro fantasy a tematica gay non è semplice. Che ne pensi di questa scelta?

AM: Sì, anche io all’inizio mi sono informata in rete dando un’occhiata ai vari progetti realizzati dall’Unifaun Theatre, inoltre adesso comincio a conoscere meglio Adrian, a causa delle varie chiacchierate via chat che facciamo, e  penso sia un uomo con una mente curiosa e brillante che ama rimanere fuori dagli schemi e trattare tematiche particolarmente “ostiche”. Questo me lo fa ammirare ancora di più, perché immagino non sia semplice, specie in un Paese profondamente cattolico come Malta.

 

 

8-  Agnes, hai preso parte al riadattamento del testo o alle altre scelte che avvengono prima di uno spettacolo?

AM: Il riadattamento è stato fatto da Adrian che si è premunito di inviarmi lo script – capitolo per capitolo man mano che lo sviluppava – esortandomi a controllarlo per consigliarlo o modificare le parti che non mi convincevano. Portare in scena un romanzo che si svolge su vari ambienti è complicato e per forza di cose alcune scene devono sottostare ai tempi teatrali, ma Adrian ha seguito i miei suggerimenti e ha accettato ogni mia modifica. Inoltre, ora che si sta dedicando al casting, mi tiene informata inviandomi foto e curricula degli attori e cercando, nei limiti del possibile, di adattarsi anche ai miei gusti.

9- Come pensi che verranno gestite le scene più particolari del libro?

AM: Leggendo il riadattamento del testo, ho compreso le difficoltà che Adrian e il regista incontreranno nel mettere in scena alcuni particolari punti del libro, ma sono certa che faranno un ottimo lavoro .

10- Un punto fondamentale è sicuramente la scelta del casting, se potessi scegliere tu, che attori famosi ti piacerebbe vedere in scena e a chi li attribuiresti? Perché?

AM: Beh, spesso noi autori ci divertiamo a scegliere dei presta volto famosi per i personaggi dei nostri romanzi e io non sono da meno, ma naturalmente quando si tratta di adattare delle persone “reali” ai vari ruoli tutto diventa molto più complicato. In verità non ho particolari attori in mente per le parti di Vincent e Liam. Pur avendo individuato le caratteristiche specifiche di entrambi, sia fisiche che psicologiche, sono piuttosto flessibile e mi fido molto del giudizio di Adrian. Al momento so per certo chi sarà l’attore che interpreterà Liam e lo trovo perfetto, naturalmente non vedo l’ora di scoprire chi saranno gli altri.

—–

E ora l’intervista del produttore, Adrian Buckle.

Adrian Buckle, direttore artistico e produttore della “Unifaun Theatre Productions” di Malta, città dove vive, ha studiato teatro presso il Centro Drammatico di Mikelang Borg. Appassionato di Edward Bond e  Mark Ravenhill, Adrian è sempre alla ricerca di temi particolari per i suoi scritti, alle volte “scomodi” per qualcuno… ma conosciamolo meglio attraverso le sue risposte.

1- Buongiorno Adrian e benvenuto nel blog “Tre Libri Sopra il Cielo”. Inizio con il ringraziarti a nome di tutto lo staff per la tua disponibilità e gentilezza nell’aver accettato di rispondere a qualche nostra domanda. Cercando in rete ho scoperto che hai studiato teatro presso il Centro Drammatico di Mikelang Borg e che sei il Direttore Artistico e Produttore della Unifaun Theatre di Malta, città dove vivi. Puoi raccontarci qualcosa in più della Unifaun Theatre? Ovvero, quando e come nasce?

Adrian Buckle: Allora, ho iniziato a fare teatro un po’ tardi nella vita. Mi sono sposato nel 1997 e ho passato la luna di miele a Londra, in quell’occasione sono andato a vedere un po’ di teatro al West End e me ne sono innamorato. Tornando a Malta, mi sono immerso nelle attività teatrali della scuola dove insegnavo (allora insegnavo l’italiano, preciso però che non lo faccio più dal 1999 e da allora il mio italiano è un po’ debole), e mi sono iscritto al Centro Drammatico Mikelanġ Borg, dove ho studiato Studi di Retroscena. Nel 1999 mi si è presentata l’opportunità di cambiare materia, quindi di lasciare Pedagogia e di cominciare a insegnare Teatro e con i miei nuovi compagni di lavoro, tutti esperti di teatro, ho potuto estendere i miei orizzonti. Volevo fare teatro già da allora, ma non sapevo in che cosa impegnarmi. Mi piaceva il teatro musicale inglese e americano, però non mi ispirava. Poi nel 2001, il nostro ufficio invitò il drammaturgo inglese Edward Bond a venire a Malta e lavorare con la comunità teatrale maltese. Mi chiesero se ero interessato a partecipare a questi laboratori e accettai e fu un’esperienza fantastica.  Parlando con Edward Bond, lavorando sui suoi testi e partecipando ai suoi laboratori, mi resi conto che questo era il teatro che volevo fare. Il suo lavoro esplorava la sofferenza, ci chiedeva di dare voce alla sofferenza interna e per qualche ragione questo tema rapì la mia immaginazione. Cominciai a leggere tutti i suoi testi, poi quelli di Mark Ravenhill, Philip Ridley, Sarah Kane, Brad Fraser e Anthony Neilson. Mi vanto ancora oggi di essere la persona che ha letto più drammi di teatro inglese contemporaneo a Malta.  Fino al 2005 militavo in un’altra società teatrale, chiamata MADC (Malta Amateur Drama Club).  Il MADC ha una funzione molto importante nel panorama teatrale maltese perché ogni anno organizza un festival per principianti. Io vi ho partecipato tre volte come regista, ogni anno imparando sempre di più sul mestiere e migliorando il mio lavoro. Dopo il terzo hanno, avevo chiesto al MADC di fare la regia su un dramma di Edward Bond o Mark Ravenhill, ma la dirigenza del MADC mi disse che non erano nel loro stile.  Edward Bond infatti usa molto la violenza nei suoi drammi, mentre Mark Ravenhill usava molto tematiche omosessuali. Il MADC era più tradizionale nelle sue produzioni e mi resi conto abbastanza presto che non potevo restare con loro.  Cosi ho creato Unifaun.

2- Fino ad oggi che tipo di teatro, storie, argomenti hai portato in scena?

AB: Ho creato lavori diversi, ma soprattutto, mi sono concentrato sul teatro contemporaneo brittanico. Mi piacciono molto Edward Bond e Philip Ridley, i loro lavori sono eccezionali. Parlano con sincerità del mondo odierno come pochi altri e Edward Bond è ormai un amico mio personale, infatti nel 2016 ho pagato una commissione per fargli scrivere un nuovo dramma per Malta.  Philip Ridley mi eccita pure, parla di temi sessuali, violenze, ingiustizie. Quando scelgo un testo, lo scelgo perché voglio vederlo in scena. Sono io la mia prima udienza. I miei colleghi mi credono pazzo perché faccio un teatro molto particolare che non si appella alle masse.,ma per me il teatro non è un business, ma un’arte e l’arte deve parlare all’anima. L’arte deve disturbare, deve cambiare, deve correggere, deve divertire, deve corrompere. Se un dramma non cambia niente nella società nella quale viene messo in scena, allora non è arte e questo pensiero mi guida nelle mie scelte. Preferisco lavorare in teatri intimi, perché cosi l’esperienza è più reale. A volte, sono finito nei guai. Una volta, lo Stato censurò una mia produzione prima ancora che andasse in scena e io portai lo Stato, la Polizia ed il Primo Ministro davanti a una Corte di Giustizia. Poi si immischiò anche la chiesa cattolica. Persi la cause legale, ma il pubblico maltese si arrabbiò e il governo dovette cambiare la legge e abolire la censura teatrale e artistica. Era un periodo difficile, la polizia minacciò di arrestarmi se proseguivo, ma io ho la testa dura e non mi arrendo facilmente. È così che descrivo il mio lavoro: scomodo, ma elettrizzante.

3- Nei tuoi progetti futuri hai intenzione di parlare di argomenti particolari, forse “scomodi” per qualcuno, che sicuramente non si vedono tutti i giorni in teatro. Parliamo di argomenti come prostituzione, immigrazione, razzismo che vanno a formare un teatro più vero e più vicino ai giorni nostri. Come mai questa scelta? Che reazioni speri di ottenere da parte del pubblico?

AB: Per il futuro voglio cominciare a produrre drammi che scrivo io. Ne ho già messo uno in scena. Parlava di un ragazzo che va dalla sua ragazza per portarla al ballo della scuola, ma i genitori della ragazza lo drogano, lo stuprano, lo ubriacano, lo torturano e lo uccidono. Era un dramma assurdo che però era una metafora su come le generazioni più vecchie abusano e corrompono quelle più giovani. Nel futuro voglio continuare su queste linee, prostituzione, omosessualità, razzismo, immigrazione, persone isolate e la destra estrema sono temi che voglio affrontare. Sono molto interessato alla violenza, in tutti i suoi aspetti perché viviamo in una società molto violenta e non ce ne rendiamo conto. Internet e la televisione ci portano questa violenza come divertimento. Alla fine del 2016, in Turchia, l’ambasciatore russo venne ucciso mentre partecipava a una mostra artistica e il momento venne catturato caricato sul web. Tanti condivisero questa scena come se niente fosse, come se fosse una scena da un block buster americano, mentre in realtà era un assassinio dal vivo. L’essere umano di oggi ha perso l’abilità dell’empatia. Bisogna riscoprirla e voglio usare il teatro per farlo.

4- Non hai timore della censura o di mettere in piedi uno spettacolo che venga vietato ai minori di 16 o 18 anni? 

AB: Lo faccio quasi ogni volta. Nel 2009 la censura maltese fermò la mia produzione di STITCHING, di Anthony Nielson. Come ho spiegato sopra, ho combattuto la mia guerra e anche se ancora aspetto il giudizio della corte europea sul caso, la censura a Malta non esiste più, grazie alla nostra guerra.

5- Sempre parlando delle tue produzioni future, sappiamo che stai lavorando al riadattamento teatrale del libro “L’Acrobata”, un fantasy a tematica gay, di Agnes Moon. La tematica gay, negli ultimi anni, sta prendendo sempre più piede nei libri, tu come ti sei avvicinato a questo libro? E’ stata la tua prima lettura del genere MM?

AB: Non conosco la parole italiana per ‘BLURB’ (inserzione pubblicitaria).  Trovai L’Acrobata su Facebook e stuzzicò la mia curiosità. L’ho comprato e l’ho letto e mi sono reso conto che sarebbe stato un bel dramma. E’ comico, è scritto bene e interesserà ai giovani. Il fatto che abbia tematiche gay non fa differenza. A me piace tanto il drammaturgo Mark Ravenhill, del quale tutti i primi drammi hanno una forte dose di situazioni omosessuali. Mi piacciono anche Brad Fraser e Philip Ridley, che hanno portato entrambi storie omosessuali sul palcoscenico. L’omosessualità mi affascina. Prima di tutto, vedo gli omosessuali come gente oppressa dalla società religiosa e questo mi mette sempre in azione. Poi mi incuriosisce e mi invita a esplorare come una persona possa essere attratta da un’altra dello stesso sesso. Mi incuriosisce e mi affascina. Fino al 2013 a Malta avevamo un governo molto legato alla chiesa e fino al 2012 non avevamo neanche il divorzio. Il governo non voleva legiferare sui diritti degli omosessuali. C’era un dramma, chiamato CORPUS CHRISTI di Terence McNally, che parlava di un Gesù Cristo contemporaneo in una relazione omosessuale con Giuda Iscariota. Volevo metterlo in scena per sfidare questo governo. Era un dramma che argomentava che gli omosessuali hanno gli stessi diritti come gli etero. Ma nel 2013, con il governo laburista, Malta è cambiata ed è diventata da incubo a paradiso omosessuale. A questo punto CORPUS CHRISTI ha poca importanza, ma bisogna continuare a rappresentare esperienze e racconti omosessuali. Ancora a Malta ci sono quelli che vedono l’omosessualità come peccato e che non accettano gli omosessuali, tanti dicono di accettare gli omosessuali ma non l’attività omosessuale. Questo è assurdo. E’ come se dicessi che accetto i Cattolici, ma non accetto la Comunione.

6- Cosa ti ha colpito de “L’Acrobata” tanto da decidere di portarlo in teatro?

AB: E’ una storia d’amore molto positiva. Purtroppo, quando scrivo io, i miei drammi tendono a essere molto dark, a volte nichilisti.  Questa era un’opportunità per fare qualcosa di differente. Per mostrare che in questa vita c’è anche luce. Il mio credo mi dice che noi possiamo provare empatia solo nel buio, nella sofferenza, ma è solo nel Buio che troviamo la Luce. E’ solo nella Sofferenza che troviamo la Speranza.  L’ACROBATA era un esempio di speranza, di luce, che l’umanità ce la può fare.

7- Sarà la prima volta che tratti l’argomento dell’omosessualità in teatro o in passato ci sono già state rappresentazioni in cui si parlava di altre forme d’amore?

AB: Ho già affrontato questa realtà con drammi come SOME EXPLICIT POLAROIDS di Mark Ravenhill, MERCURY FUR di Philip Ridley (che ancora oggi è considerato la cosa migliore messa in scena a Malta), BLASTED di Sarah Kane e tanti altri. Come ho detto, l’omosessualità mi affascina e voglio esplorare di più questa realtà. Ho scritto un dramma per bambini che parla di due ragazzi che vanno a salvare una principessa da una strega malvagia, con l’intenzione di sposare la principessa. Solo che dopo averla salvata insieme, i nostri due ragazzi scoprono di amarsi e decidono di sposarsi e la principessa li nomina ambedue principi. E’ una storia per bambini, con personaggi positivi omosessuali. Penso sia importante esporre i bambini a questa realtà, perché cosi crescono più tolleranti alle differenze.

8- Immagino che riadattare un testo non sia semplice, cosa ci puoi raccontare della sceneggiatura a cui stai lavorando? E come pensi di affrontare le scene di sesso presenti nel libro?

IAB: Il modo col quale è scritto il libro mi ha aiutato molto. Sono capitoli brevi, che non si perdono in racconti inutili.  Poi, gran parte dell’azione accade sempre nello stesso posto, cosi è più facile adattare. Se andassimo da un posto all’altro, riadattare ogni capitolo sarebbe stato più difficile. Riguardo al sesso, non mi sono mai nascosto da queste scene ma ho dovuto comunque ridurne il numero perché il teatro non funziona come un libro. I momenti di sesso che sono arrivati al dramma sono tre, e ogni scena mostra un miglioramento della relazione tra LIAM e VINCENT. Non dico che il libro abbia sesso gratuito, dico solo che alcune scene non funzionerebbero in teatro. Rischieremmo di creare un porno e L’ACROBATA non è un porno, ma una storia d’amore affascinante dove l’amore abbatte ogni barriera e vince.

9- La scrittrice, Agnes Moon, ha preso parte al riadattamento del testo e nelle altre scelte che avvengono prima di uno spettacolo?

AB: Agnes è state molto cortese e mi ha aiutato tanto, conosce la realtà delle sue storie a fondo. Abbia parlato tante volte e lei mi ha dato sempre consigli importanti. Mi ha lasciato cambiare alcune cose minori che però pensavo migliorassero l’azione drammatica. Poi, se qualcosa non aveva senso, Agnes mi diceva sempre cosa non andava. E’ stata un’esperienza meravigliosa lavorare con lei. Adesso stiamo cercando gli attori. Mando ad Agnes foto di attori che voglio considerare e lei mi dice se vanno bene, finora siamo piuttosto d’accordo. Credo che Agnes si fidi di me e delle mie scelte e io voglio che Agnes sia contenta di questo adattamento. Abbiamo avuto qualche problema nel trovare attori abbastanza coraggiosi per interpretare LIAM e VINCENT, ma penso che ormai il problema sia risolto.

10- Altro punto fondamentale nel mettere in scena uno spettacolo sono gli attori, a che punto siete con la scelta del casting? Credi che qualcuno abbia dei problemi con il fatto che sia uno spettacolo a tematica gay?

AB: Io metto sempre le carte in tavola e dico agli attori con i quali parlo cosa richiede la parte, così non ci sono sorprese. Tanti dicono che non è per loro, ma poi ci sono quelli avventurosi che vogliono provare qualcosa di differente. A me piacciono questi attori. Per Liam abbiamo trovato un ragazzo in gamba che farà il suo debutto teatrale proprio in questa parte. Agnes mi ha confidato che ha la faccia perfetta. Conosco Nicky da quando insegnavo ancora a scuola, quando aveva dieci anni, adesso ne ha 22. E’ un ragazzo in gamba, un attore pieno di talento, dal futuro promettente. Per Vincent, siamo vicini a trovare un attore, ma dovremo ingaggiarlo all’estero. Questo crea qualche problema perché le possibilità finanziarie maltesi non sono come quelle estere, ma c’è un attore particolare che ci piace molto e che è molto interessato, anche con i nostri limiti. Magari tra qualche settimana potremo confermarlo. Gli altri attori non hanno scene omosessuali e allora c’è meno difficoltà con il casting. Stiamo mettendo insieme un cast molto buono e sono eccitato, non vedo l’ora di cominciare le prove.

11- Immagino che la regia sarà curata da te… che impronta vorresti dare a questa storia?

AB: No. Non faccio il regista mai, specialmente se si tratta di un mio adattamento. La regia è affidata all’inglese Stephen Oliver, con il quale ho già lavorato su un altro mio progetto. Stephen è in gamba e siamo praticamente sulle stesse frequenze. Quando lavoro con Stephen, non ci sono drammi fuori dal dramma e il periodo delle prove è un periodo di creatività e scoperta.

12- “L’Acrobata” è un libro autoconclusivo ma fa comunque parte di una saga, c’è la possibilità che il resto della storia venga messa in scena?

AB: Cominciamo da L’ACROBATA e vediamo come va a finire. Gli altri libri ancora non sono stati tradotti e non li ho letti, anche se Agnes mi ha dato qualche informazione su cosa succede.

13- Adrian per quando è prevista la messa in scena dello spettacolo e soprattutto in che città vorresti portarlo? Stai pensando anche all’Italia?

AB: Noi speriamo di lavorare al St. James Cavalier di Valletta.  E’ uno spazio intimo che tiene 100 persone, è ideale per questo tipo di lavoro.  Ho parlato con la dirigenza e sono molto interessati. Per portarlo in Italia, vedremo. Non ho molti contatti con i professionisti e teatri italiani, ma più che altro, per portarlo in Italia ci vogliono un sacco di soldi, che al momento non ho. Bisognerebbe trovare uno sponsor, ma a Malta, sponsor per il teatro non ci sono.

 

Questa la recensione che fece la nostra Selvaggia a suo tempo:

https://trelibrisoprailcielo.com/2016/05/03/recensione-in-anteprima-lacrobata-serie-legami-di-sangue-1-di-agnes-moon/

Questa la trama del libro:

L’Acrobata è un ladro professionista con all’attivo decine di furti in appartamento, ma quando si trova intrappolato nell’enorme magione di un uomo misterioso, tanto seducente quanto letale, si rende conto che la polizia potrebbe non essere il peggiore dei mali.

Vincent de Saint-Bonnet è enormemente ricco, nasconde molti segreti e ha poca voglia di vivere. Ci vorranno due splendidi occhi azzurri e un ladruncolo particolarmente sboccato, per illuminare nuovamente la sua grigia e lunghissima esistenza.

Un ladro alla ricerca di un pugnale prezioso, un antiquario con alle spalle centinai di anni, per il quale l’arma rappresenta un oggetto di valore…inestimabile.

Entrambi hanno uno scopo ben preciso e non si fermeranno di fronte a nulla nel cercare di perseguirlo. Neanche di fronte all’incredibile attrazione che li attanaglia e che li trascinerà in un duello, combattuto a colpi di bugie e seduzione.

 

Tonyella

4 commenti su “ARTE E MUSICA… L’ACROBATA – l’adattamento teatrale

  1. Agnes Moon
    29 giugno 2017

    Grazie per questo bellissimo articolo! È stato un piacere fare due chiacchiere con voi e immagino che per Adrian sia stato lo stesso. Il progetto richiederà del tempo, ma sono certa che sarà un successo! Nel frattempo spero di aver incuriosito i lettori sulla storia di Vincent e del suo Acrobata 😉

    Liked by 2 people

    • selvaggia
      29 giugno 2017

      Grazie a te per la disponibilità. E ti auguriamo tutto il successo che meriti

      Mi piace

  2. Adrian Buckle
    29 giugno 2017

    Che onore trovarsi intervistati qui solo perche’ voglio mettere in scena un romanzo bellissimo! E’ stata una gioia adattare L’ACROBATA per il teatro. Non vedo l’ora di metterlo in scena. Al momento stiamo cercando gli attori. VINCENT e LIAM gia’ li abbiamo trovati. Mancano gli altri. Ma sono sicuro che ce la faremo.

    Liked by 2 people

  3. Mon Reve
    29 giugno 2017

    L’ onore è nostro e la ringraziamo ancora per la disponibilità.

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Questa voce è stata pubblicata il 29 giugno 2017 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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