Tre libri sopra il cielo

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LETTURE LGBT: “HELLO DADDY! – Storie di due uomini, due culle e una famiglia felice” di Claudio Rossi Marcelli

TITOLO: Hello Daddy!
AUTORE: Claudio Rossi Marcelli
CASA EDITRICE: Mondadori
GENERE: Contemporaneo Lgbt
EBOOK: Si
PAGINE: 188
PREZZO: € 7,99 su Amazon
DATA USCITA: 6 Settembre 2011
LIVELLO DI SENSUALITA’: Assente

TRAMA: È andato tutto secondo copione. Claudio è stato svegliato nel cuore della notte al primo cenno di contrazioni: è arrivato il momento. Bisogna solo mettere quattro cose in valigia e correre all’ospedale. Peccato che l’ospedale sia dall’altra parte dell’oceano Atlantico.
Ma il viaggio di Claudio e Manlio, due giovani gay determinati a diventare genitori, è stato molto più lungo di un volo intercontinentale. È cominciato parecchi anni prima, quando si sono messi in testa di realizzare il loro sogno: «Non ci sembrava di chiedere troppo, volevamo solo una famiglia normale: padre, padre e figlio». Scartata l’adozione – in Italia vietata alle coppie omosessuali – si mettono alla ricerca di un’amica con cui avere un bambino. Dev’essere equilibrata, bella, intelligente e, inutile a dirsi, disperatamente single: insomma, una figura mitologica. Ai due non resta, allora, che un’ultima possibilità, dal nome esotico e misterioso: la Gpa. Ovvero la «gestazione per altri», meglio nota con la definizione di maternità surrogata.
Claudio e Manlio partono così per gli Stati Uniti, ritrovandosi catapultati nello strano mondo delle cliniche della fertilità, e grazie all’aiuto di Tara, una simpatica ragazza del Midwest disposta a portare avanti la gravidanza al posto loro, tornano in Italia con due gemelle in braccio. E scoprono una società molto più aperta di quanto immaginassero.
A dare una mano ai neogenitori, sfiancati dall’inesorabile sequenza cambio pannolino-poppata-cambio pannolino, c’è un microcosmo di amici e parenti, una galleria di personaggi teneri ed esilaranti: la nonna altoborghese alla perenne ricerca della perfetta «normalità », che si parli di scarpe, piante o figli. La tata Ruriko, una giapponese che osserva il nostro paese con gli occhi di un’aliena in visita sulla terra e nasconde una passione erotica per Romano Prodi. Susanna, l’amica etero devastata dal fatto che «perfino i suoi amici froci fanno figli prima di lei». E poi l’incontro con gli uffici pubblici, il pediatra, la scuola, tutti obbligati a fare i conti con la nuova realtà che si trovano di fronte. Attraverso il sorprendente susseguirsi di situazioni spesso surreali, Hello daddy! ripercorre la straordinaria esperienza di due aspiranti genitori decisi a farsi riconoscere il diritto di avere un bambino. Dall’Ohio alla Svizzera, dall’Australia al Giappone, questa è la storia vera di un nucleo familiare costruito con l’aiuto di persone appartenenti a mondi diversi. Un racconto che affronta con delicatezza e autoironia un tema di grandissima attualità e mette in crisi l’idea di famiglia tradizionale, creando una nuova normalità.

 

Ho scoperto questo libro per caso, girando su internet alla ricerca di qualcosa da leggere, ed è stata una bella sorpresa. Anche se cronologicamente è successivo a “E il cuore salta un battito“, questo libro è stato pubblicato qualche anno prima, nel 2011, e ripercorre, non senza una grande emozione, le tappe che hanno portato Claudio e Manlio a diventare padri.

Claudio ha sempre sognato di formare una famiglia e quando ha conosciuto Manlio, la prima cosa che gli ha chiesto è stato se in futuro volesse dei figli e alla sua risposta positiva ha capito che era il ragazzo giusto per lui.

Sono passati un po’ di anni da quel momento e finalmente Claudio e Manlio sono pronti ad allargare la loro famiglia; l’unico problema è come farlo! Scartati metodo naturale e adozione, vietata in Italia alle coppie omosessuali, si mettono alla ricerca di informazioni su una pratica semisconosciuta in Italia ma molto conosciuta invece all’estero, ovvero la GPA, la gestazione per altri.

Tramite amici di amici che ne hanno ususfruito, si mettono in contatto con un’agenzia di mediazione di Los Angeles, che a sua volta li mette in contatto prima con la donatrice, Jamie del Michigan, e poi con la donna che effettivamente porterà avanti la gravidanza: Tara di Columbus (Ohio).

Dalle parole di Claudio traspare sia la grande emozione nello scoprire che diventeranno padri di due gemelle, che la profonda amarezza nel venire a patti con il fatto che una cosa del genere è possibile solo fuori dall’Italia e solo persone con buone possibilità economiche possono accostarsi a una pratica così costosa.

Il 30 dicembre nascono Clelia e Maddalena e Claudio e Manlio organizzano in quattro e quattr’otto il viaggio che da Roma li porterà a incontrare per la prima volta le loro due bambine.

 “Io e Manlio non ci eravamo ancora detti quasi niente e, mentre buttavamo in valigia le prime cose che trovavamo nei cassetti, lui mi ha guardato con gli occhi pieni di gioia e mi ha mormorato: «Sono felice»”.

Da questo momento si troveranno alle prese con biberon, pannolini e passaporti per portare le due gemelline a casa.

È un libro che mi ha fatto battere il cuore; è palpabile la grande emozione di questi due ragazzi che, in barba alle difficoltà incontrate, decidono di avere dei figli e affrontare una pratica che, mentre in Italia è demonizzata e considerata alla stregua di una forma di schiavitù femminile, all’estero è praticata da molti anni e regolamentata da leggi molto rigide. Traspare l’emozione nell’incontrare le loro due bambine e la paura, comprensibile e comune a tutti i genitori, di sbagliare. Quello che mi è piaciuto di più è il rapporto che si è instaurato tra Claudio e Manlio e la donatrice Jamie, e Tara, colei che ha “prestato” l’utero per portare avanti la gravidanza:

“L’ho detto anche a Claudio: non diventerò mai presidente, non troverò la cura per il cancro, ma questo era qualcosa che potevo fare per cambiare la vita di qualcuno. Non avevo idea di quanto avrebbe significato anche per me”. cit. Tara

 Quattro anni dopo decidono di riprovarci e la prima persona a cui danno la notizia è la mamma di Claudio, che più di tutti aveva incontrato molte difficoltà nell’accettare la situazione:

«Mamma,» le ho detto di punto in bianco «aspettiamo un altro bambino.» Manlio ha alzato la testa e ha sorriso nella mia direzione. Sentivo il cuore che mi batteva sotto il golf di lana pesante.

È un libro che consiglio tantissimo per tanti motivi: perché Claudio scrive benissimo, perché ci rende partecipi nella grande emozione della nascita di due nuove vite, e perché ogni tanto dovremmo allargare i nostri orizzonti e metterci nei panni di chi vorrebbe donare il proprio amore ma non può farlo perché qualcuno si è arrogato il diritto di decidere cosa è sbagliato e cosa non lo è. Leggetelo perché è un libro bellissimo.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 29 giugno 2017 da in Contemporaneo, letture lgbt, Recensione con tag , , , .

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