Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

LETTURE LGBT: “SEI LA MIA VITA” di Ferzan Ozpetek

TITOLO: Sei la mia vita
AUTORE: Ferzan Ozpetek
CASA EDITRICE: Mondadori
GENERE: Contemporaneo Lgbt
EBOOK: Si
PAGINE: 143
PREZZO: € 6,99 su Amazon
DATA USCITA: 5 Maggio 2015
LIVELLO DI SENSUALITA’: Molto Basso
LINK PER L’ACQUISTOSei la mia vita

TRAMA: Un’auto lascia Roma di primo mattino. Alla guida, c’è un affermato regista. Sul sedile accanto, l’uomo che da molti anni ama di un amore sconfinato. Dove stanno andando? Mentre la città si allontana e la strada comincia a inerpicarsi dentro e fuori dai boschi, il regista decide di narrare al compagno silenzioso il suo mondo «prima di lui»: «La mia vita è la tua e ora te la racconterò, perché domani sarà solo nostra». Inizia così un viaggio avanti e indietro nel tempo: i primi anni in Italia, dove era giunto dalla Turchia non ancora diciottenne con il sogno di studiare e fare cinema, le persone che hanno lasciato il segno, gli amici, gli amori, le speranze, le delusioni, i successi. Storie che conducono ad altre storie, popolate da figure indimenticabili e bizzarre: una trans egocentrica sul viale del tramonto, un principe cleptomane, un centralinista con il rimpianto della recitazione, una cassiera tradita dalle congiunzioni astrali, una bellissima ragazza dallo spirito inquieto. E poi, raffinati intellettuali, inguaribili romantiche, noti cinefili, amanti respinti e madri niente affatto banali. Sullo sfondo, il palazzo di via Ostiense dove tutto accade, crocevia di solitudini diverse, ma anche di intense amicizie e travolgenti passioni. Il palazzo che nel tempo si è trasformato, conservando però intatti i suoi più intimi segreti. E, soprattutto, la città di Roma, come nessuno l’ha mai raccontata. Gli anni Settanta-Ottanta e la contagiosa atmosfera di libertà senza freni, le lunghe estati nel segno della trasgressione, il femminismo, la progressiva presa di coscienza di sé della comunità gay, la solidarietà che cementa i legami, gli incontri folgoranti con alcuni protagonisti del cinema italiano, le stagioni, i luoghi e le voci di un passato ormai perduto per sempre. Tante storie, esilaranti eppure commoventi, che compongono «la Storia» di un’esistenza che si annulla in un’altra come estremo dono d’amore. Un Amore che non si arrende, un sentimento assoluto capace di resistere a qualsiasi prova. Con sguardo irresistibile, lieve e toccante al tempo stesso, al suo secondo libro Ferzan Ozpetek, il regista che più di ogni altro sa parlare di sentimenti, ci rivela un mondo sospeso tra lacrime e risate, fiction e realtà, fino all’epilogo, struggente e inaspettato. Un mondo che pare fatto della stessa materia dei suoi film. E che, pagina dopo pagina, ci incanta e ci colpisce. Proprio come la vita.

 

 

«Sei la mia vita». Così inizia questo incredibile viaggio, fisico e metaforico, del regista Ferzan Özpetek nella Roma degli anni ’70/’80; un viaggio nei ricordi della sua giovinezza, di un giovane ambizioso pronto a conquistare il suo posto nel mondo. Un racconto intenso rivolto al compagno, Simone, con cui intende passare il resto della sua vita.

“Alzo gli occhi e mi sembra quasi di leggere le tue parole salire lievi come segnali di fumo, nel cielo terso che ci sovrasta. La mia vita è la tua e ora te la racconterò, perchè domani sarà solo «nostra»”.

Ricordi che vanno indietro nel tempo, alla fine degli anni ’70 quando il giovane Özpetek, arrivato da poco dalla Turchia, conosce Valerio, un ragazzo più grande di lui con cui va ad abitare solo dopo pochi giorni, in un condominio che scopre ben presto essere abitato da strani personaggi: “Come presto ebbi modo di scoprire, quel palazzo un po’ fané ospitava sì un paio di famiglie «tradizionali», ma era abitato perlopiù da una varia, eccentrica, stupenda umanità. Per buona parte del mondo, a quei tempi, non erano altro che emarginati, checche, travestiti, pervertiti. Invece, sarebbero diventati la «mia» famiglia”.

Grande protagonista della vita di questo microcosmo è Vera, al secolo Mario, la trans più richiesta di Roma: bionda, maestosa e assolutamente irresistibile. “Un mix tra Tina Turner e Anna Magnani”.

Sono ricordi di una Roma ben diversa da quella attuale, una Roma in cui ci si sentiva liberi, spensierati, immortali, ci si approcciava al sesso senza preoccupazioni fino purtroppo alla scoperta, negli anni ’80, del virus dell’HIV che ha frenato questa libertà, costringendo i giovani al timore e alla paura di questa nuova e terribile malattia che ha mietuto moltissime vittime, specialmente in quegli anni.

Sono molte le persone rievocate dai ricordi di Özpetek, persone incontrate per caso e mai dimenticate che hanno arricchito la sua vita e hanno lasciato un segno indelebile nei suoi pensieri. È un racconto dolceamaro, per ricominciare da capo, facendo tabula rasa per ripartire da zero: “E ora sto raccontando tutto questo a te, ma anche a me stesso, per un’ultima volta perché poi anch’io voglio dimenticare. Quando arriveremo nella dimora di pietra che ci sarà di rifugio, mi butterò il passato alle spalle. E allora saremo uguali”.

È un libro intenso, a tratti duro e a tratti delicato. È una lettura che lascia il segno perché parla di perdita, di morte, di assenza ma anche di amore, quell’amore travolgente che sai che durerà tutta la vita. Non è stato facile leggerlo, è permeato di una malinconia e di una tristezza che ti si attacca alla pelle e che ti rimane addosso anche dopo averlo finito.

Lo consiglio? Assolutamente sì.

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Questa voce è stata pubblicata il 7 luglio 2017 da in Contemporaneo, letture lgbt, Recensione con tag , , , .

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