Tre libri sopra il cielo

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OGGI TI RIPROPONGO: “CUORE SATELLITE” di Pierpaolo Mandetta – 9 Giugno 2015

TITOLO: Cuore Satellite
AUTORE: Pierpaolo Mandetta
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Romance
E-BOOK: Sì
PAGINE: 128 pagine
DATA DI PUBBLICAZIONE: 9 Giugno 2015
PREZZO: € 2,99
LIVELLO DI SENSUALITA’: Basso
TRAMASi sa, i giovani gay non vedono l’ora di lasciare la provincia per la volta delle grandi città. Grindr che scoppia, palestre aperte fino a tardi, ampia scelta in discoteche. Ma c’è chi resta. Chi è attaccato alle piccole cose. Chi alla famiglia. Chi ai profumi della pasta fatta in casa o dei fiori di campo.
I gay di paese non mangiano sushi all’all you can eat, ma pranzano alla tavola calda con una parmigiana. Non scappano dalle madri in un bilocale a pezzi con due coinquilini, ma campano fino ai trent’anni nella stanzetta di sempre, con tutti i parenti nel quartiere. Non litigano con i fidanzati su Whatsapp, ma si minacciano alla finestra.
Paolo ha ventisette anni, vive a Salerno e ha un negozio di fiori. Sembra un giovane come tanti. Ha un’amica che cucina, un ragazzo che lo ama, Enzo, e una grande, strana famiglia. Paolo, però, nasconde un segreto. Un segreto che lo segue con due gambe e lo spinge a rifiutare l’amore, visto come un satellite che non riesce a toccare. Quando le voci delle nonne lo mettono in guardia sul futuro, decide di correre ai ripari. Prima che l’estate giunga a Salerno, Paolo sarà costretto a riabbracciare il suo cuore satellite.  

(Recensione pubblicata il 23 Luglio 2015)

 

SelvaggiaIn un afosissimo pomeriggio di un paio di settimane fa, mi sono trovata a girellare in gruppi e forum alla ricerca di qualcosa che attirasse la mia attenzione e, per la cronaca, ci vuole parecchio, perché purtroppo uno dei miei più grossi difetti è la tendenza ad annoiarmi facilmente.

Per puro caso ho letto una frase di questo scrittore che pubblicizzava senza tante infiorate il suo libro “Cuore Satellite”, e la frase in questione era la seguente (perdonatemi, sto andando a memoria perché il post non lo trovo più):

“Mi sono scopato talmente tanti uomini sposati da sentirmi anche io un po’ parte della famiglia tradizionale”.

Dopo aver smesso di ridere, ho pensato: ecco quello che cercavo, e sono andata quindi a comprarmi il suo romanzo, senza pentirmene neanche per un momento.

Una lettura sorprendente dove tutto sembra ma non è, che ti colpisce per le risate che ti fa fare ma che, a rifletterci dopo averle fatte, capisci che in realtà sono anche risate amare, un libro dove ho ritrovato i colori e i profumi e i contrasti del Meridione, quel Meridione spesso bistrattato, a volte giustamente e a volte no, quel Meridione fatto di persone meravigliose e di famiglie ancorate alle tradizioni e al passato, molto più che quassù in mezzo alla nebbia e al frastuono, alle corse e agli orologi. Pieno di tradizioni e segreti a volte difficili da abbandonare, ma che rimangono sempre nell’animo di chi ci nasce e di chi, specialmente, decide di continuare a viverci.

E ora il libro. Ho letto i primi tre capitoli e ho pensato… “Chissà come va a finire?”, è tutto molto misterioso. Non mi vergogno ad ammettere che, come faccio spesso, ho letto subito anche la fine ma la sensazione di essere molto stupida non mi ha lasciato per niente. Da lì l’iniziativa di chiedere all’autore di spoilerare per me, cosa che ovviamente lui non ha fatto… grrrr!

Che ansia! Ho ripreso perciò in mano il tutto e ho cercato di entrare nella testa di Paolo, ma Paolo chi? Paolo il fioraio o il piccolo Paolo? Niente battute, mi raccomando. Paolo è appunto un fioraio, un ragazzo apparentemente tranquillo, ma in realtà con dei sospesi pesanti avvenuti in passato che gli hanno impedito di maturare in modo corretto e lineare.

Ha volutamente scelto la professione di fioraio per la calma e la pace che gli trasmettono i fiori e convive, è il caso di dirlo, con una serie di “familiari” che lo aiuteranno a fare luce sul perché nella sua famiglia si è smesso di amare. I dialoghi con se stesso e con i personaggi che lo circondano sono brillantissimi, deliranti e spassosi.

La sua nemesi Caterina, la sua migliore amica, è la figura femminile più entusiasmante, finalmente, che ho trovato finora nei gay romance italiani, perché diciamocelo: gli autori di questo genere di letteratura ci fanno fare spesso una figura meschina a noi figliole (la mia collega Mon Reve avrebbe molto da dire al riguardo). Paolo e Caterina saranno insieme in un paio di scene assolutamente meravigliose ed esilaranti, dai dialoghi quasi da sceneggiatura.

L’incontro con Leo, anche questo un personaggio che giganteggia nonostante sia secondario, rappresenterà nella vita di Paolo il punto di svolta e la voglia, per quanto inconscia, di provare a cercare delle risposte per ricucire uno strappo che a lungo ha lasciato aperto, per riprendersi quel cuore che per troppo tempo gli ha girato intorno come un satellite. Una figura spumeggiante quella di Leo e il loro incontro è inaspettato e simpaticissimo.

Una prosa senza fronzoli che ho molto apprezzato, non ci sono discorsi complicati o ragionamenti troppo aulici, ma subito comprensibili e terra terra, che aiutano anche a comprendere come l’omosessualità è vista e vissuta al Sud. Quello che però mi ha colpito maggiormente di questo romanzo è che, oltre le risate, i segreti e a volte il dolore, sia un libro totalmente improntato alla dolcezza, quella verso la famiglia, verso l’adorata Caterina, verso Leo e anche verso se stesso in tutte le sue forme.

Qualche piccolissimo refuso non pregiudica assolutamente la lettura di questo bel libro che mi ha fatto tanto ridere, ma che mi ha anche tanto commosso. Un romanzo assolutamente consigliato che non può mancare nella vostra libreria digitale.

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Questa voce è stata pubblicata il 9 settembre 2017 da in Contemporaneo, oggi ti ripropongo, Recensione, Romance con tag , , , .

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