Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “STRATEGIE DI PIACERE” – Serie Kick #3 – di Lynda Aicher – 31 Agosto 2017

TITOLO: Strategie di Piacere
TITOLO ORIGINALE: The Farther He Runs
AUTORE: Lynda Aicher
CASA EDITRICE: HarperCollins Italia
GENERE: Contemporaneo
SERIE: Kick #3
E-BOOK:
PREZZO: € 5,99  su Amazon
USCITA: 31 Agosto 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto

TRAMA: Tanner è di ritorno a casa dopo diversi mesi passati all’estero in missione, lontano da tutto e da tutti. Ciò che ritrova non è però ciò che ha lasciato e il dolore di doversi confrontare con alcune terribili novità lo porta ad avvicinarsi con cautela agli amici di prima, in particolare a Finn, che negli ultimi mesi è quello che ha sofferto di più.

Il legame che li unisce è molto solido, forgiato in circostanze particolari, ma l’attrazione si insinua piano piano al di sotto dell’amore cameratesco, e li stuzzica a cambiare le carte in tavola. E una volta che quella linea è stata superata, non ci saranno più scuse, o limiti. E nessuna via d’uscita…

 

Finito di leggere questo libro posso dire che Lynda Aicher sa davvero il fatto suo. Nei primi due romanzi di questa serie aveva affrontato varie tematiche, sempre legate al BDSM, e in questo terzo capitolo va un po’ più in là, affrontando il lutto, il dolore ma anche l’amore, non solo di tipo sessuale, tra due anime che si riconoscono simili e si capiscono senza nemmeno parlarsi.

L’inizio di questo libro è molto commovente, o magari sono io a essere troppo emotiva, e mi ha fatto scendere qualche lacrima; se nei primi due libri la morte di Chris, uno dei fondatori della Kick, era sempre rimasta sullo sfondo, mai affrontata come un fatto reale ma piuttosto come una questione collaterale per poter raccontare le dinamiche degli altri personaggi, in questo entra di prepotenza con una commemorazione informale che i suoi ex commilitoni organizzano presso la sua tomba, per dirgli definitivamente addio.

Ed è per questa occasione che Tanner, un altro dei fondatori, torna a casa in licenza dopo diciotto mesi all’estero, per poter affrontare sì il dolore per la perdita del suo caro amico, ma anche e soprattutto per rivedere Finn, il terzo componente della Kick, ancora in convalescenza. Nove mesi sono passati dal tragico incidente e Tanner rimane scioccato dal cambiamento di Finn: l’uomo vigoroso, atletico, muscoloso che conosceva non esiste più, ma al suo posto c’è una versione emaciata e pallida che ancora fatica a camminare e a concentrarsi anche su semplici compiti. Ma Finn è una persona forte, coraggiosa, che non si arrende davanti a niente e il ritorno di Tanner gli dà lo stimolo necessario per continuare a migliorare.

Il personaggio di Finn mi è piaciuto moltissimo proprio per la sua grande forza d’animo, un uomo abituato a comandare che deve invece fare i conti con la propria fragilità. Un Finn che vediamo migliorare e trasformarsi sotto i nostri occhi, una fenice che risorge grazie anche all’amore di chi gli sta intorno, quelle stesse persone che invece fino a quel momento aveva tenuto ben lontane, per la vergogna di farsi vedere debole e bisognoso.

Quello che più mi ha conquistata di Finn è stata la sua capacità di comprensione, sa leggere Tanner solamente guardandolo negli occhi ed è qui che entra la questione BDSM, ma semplicemente accennata rispetto al tenore degli altri libri, specie il secondo. Si ha un ribaltamento dei ruoli che ho gradito molto e che ha fatto sì che non risultasse una storia scontata quando Tanner, il marine tutto d’un pezzo che ha la responsabilità della vita dei suoi uomini, chiede a Finn di dominarlo; ma quella che chiede Tanner è una dominazione soprattutto mentale, ha bisogno di lasciare che del suo piacere se ne occupi qualcun altro, qualcuno di cui si fida e non ha mai trovato… almeno fino ad ora.

Quello che lega Tanner a Finn, e in precedenza anche a Chris, è un sentimento potente fatto di affetto, di fratellanza, di un amore che però non riguarda il sesso (almeno non con Chris), sono intimamente intrecciati e si sorreggono a vicenda. Credo che potrei parlarvene all’infinito, ma mi fermo qua perché sarebbe un peccato svelare tutto il libro, ma lo consiglio tanto anche a chi non ama il BDSM, perché troverà anche tanti sentimenti, oltre ovviamente anche tanti momenti hot. Tuttavia il cardine principale su cui ruota tutta la storia è la rinascita, fisica e mentale, di due persone che devono affrontare insieme il dolore e la perdita.

E a dispetto di tutte le volte che ho letto di genitori che ripudiano i figli, è davvero col sorriso che ho apprezzato i genitori di Tanner: è proprio vero che spesso l’apparenza inganna. Una traduzione impeccabile completa questo bel libro, non lasciatevelo scappare solo perché non amate il BDSM, in questa storia c’è davvero molto di più.

Più che consigliato.

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Questa voce è stata pubblicata il 12 settembre 2017 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , , .

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