Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “GLI OMICIDI DI MONET” – Serie L’arte di uccidere #2 – di Josh Lanyon – 17 Settembre 2017

TITOLO: Gli omicidi di Monet
TITOLO ORIGINALE: The Monet Murders
AUTORE: Josh Lanyon
TRADUZIONE: Raffaella Arnaldi per Triskell Translation
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Poliziesco
SERIE: L’arte di uccidere #2
E-BOOK:
PREZZO: € 3,34 su Amazon
PAGINE: 314
USCITA: 17 Settembre 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Alto
 

TRAMA: L’ultima cosa che Jason West, giovane e ambizioso agente speciale dell’FBI della squadra Crimini Artistici, vuole – o desidera – è la relazione segreta e traballante che ha con il leggendario ma irascibile Sam Kennedy, capo dell’Unità di Analisi Comportamentale. E sembra che anche Sam non sia elettrizzato all’idea.

Ma i sentimenti personali devono essere messi da parte quando Sam richiede l’aiuto di Jason per catturare un folle serial killer che ha preso di mira dei facoltosi e distinti collezionisti d’arte. Un assassino il cui biglietto da visita è una serie di grotteschi dipinti che raffigurano i delitti stessi. 

 

Questo secondo volume della trilogia riparte otto mesi dopo la conclusione del primo libro. E per quelli che sono un po’ smemorati, forse è bene rinfrescare i ricordi.

Gli agenti dell’FBI Jason West e Sam Kennedy avevano risolto il caso assegnato e ci avevano lasciato sul più bello, prima di tornare ognuno ai propri impegni – rispettivamente nella squadra Crimini Artistici e a capo dell’Unità di Analisi Comportamentale – con la promessa di un appuntamento romantico a data da destinarsi.

Ora, otto mesi dopo, Sam e Jason sono ancora sentimentalmente coinvolti in ‘qualcosa’, anche se Jason non sa bene cosa sia. Hanno mantenuto il proposito di telefonarsi (sebbene non con regolarità), ma non si sono più rivisti di persona e, nel momento in cui lo fanno, sentiamo il ghiaccio scricchiolare sotto ai loro piedi nel bel mezzo di un metaforico lago ghiacciato.

A livello sentimentale, il libro è per buona parte ricco di tensione emotiva, tormentato dai turbamenti e i patimenti di Jason, che non è una lagna, beninteso, ma come voce narrante ci rende partecipi del suo stoico dolore. Nella fase finale, grazie al cielo, la situazione si risolleva, e finalmente abbiamo anche qualche assaggio del passato di Sam e di cosa ne pensa lui di questo ‘qualcosa’ che ha con Jason.

A livello investigativo, l’autrice intreccia un nuovo caso interessante e con risvolti inaspettati: un possibile serial killer, che prende di mira persone legate al mondo dell’arte. Come sempre, ho cercato di capire (inutilmente) chi fosse il colpevole. Magari voi sarete più fortunati!

Dopo averlo gustato in inglese, rileggerlo tradotto è stato molto piacevole e, devo dire, mi è piaciuto persino più della prima volta. Per mio gusto personale, ho trovato certi pezzetti di quest’investigazione forse un pochino lenti, ma nella seconda metà del libro si riprende e compensa alla grande. Tutta la parte di descrizione dell’isola è dannatamente realistica: fa davvero venire i brividi. Sembra di essere lì, fra la nebbia, i rami scheletrici, il tetro bosco, le lapidi… Credo che non vi annoierete, perché il livello generale del libro è molto buono. Azione e introspezione si alternano e non mancano vari colpi di scena.

Quello che ho apprezzato molto di questo volume è stata la straordinaria capacità di sentire ogni emozione e sensazione, anche se – a differenza della maggior parte dei romance attuali – la narrazione, concentrata sul punto di vista di Jason, è scritta in terza persona. Merito sicuramente delle ottime doti narrative di quest’autrice e dell’efficace resa italiana. Punto bonus per l’editing perfetto.

Per quelli che, come me, amano i crossover, c’è una piccola sorpresa: leggendo si incappa in un paio di nomi che potrebbero suonare familiari. Succede perché questo libro scorre parallelo a un’altra storia già tradotta in Italia, ‘Omicidio d’inverno’ (che vi suggerisco caldamente di leggere, se non l’avete fatto) e si incrocia di striscio con essa.

Mentre rimango in attesa del prossimo (e forse ultimo) volume, dal titolo ‘The Magician Murders’, vi consiglio intanto questo, perché è un degno seguito del primo.

 

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