Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “IL MIO AMORE E’ VENDETTA” – Serie Love Japan #2 – di Myrddin Emrys – 23 Maggio 2017

TITOLO: Il mio amore è vendetta
AUTORE: Myrddin Emrys
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Storico
E-BOOK:
SERIE: Love Japan #2
PREZZO: € 3,99 su Amazon
USCITA: 23 Maggio 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Basso
 

TRAMA:  Puglia, A.D. 1236.
È sulla banchina del porto di Otranto che Aiace Percivalle, vescovo di Nardò, incrocia per la prima volta gli occhi di uno schiavo nipponico. Spinto dalla curiosità lo acquista, ma scopre ben presto che Kaito non è un tipo mansueto e che non teme la morte. Quando l’orientale tenterà di ucciderlo, capisce di non aver fatto un buon investimento e accarezza l’idea di regalarlo al suo signore, Federico II di Svevia.
Dal canto suo, Kaito giura a se stesso che prima o poi ucciderà Aiace per recuperare l’onore e la dignità di samurai persi nel momento in cui è caduto prigioniero durante una battaglia.

La loro personale guerra subirà una svolta quando il padre di Aiace lo nomina erede della famiglia, scatenando così l’ira omicida del figlio maggiore. Il giovane vescovo si ritrova all’improvviso tra due uomini che, per diversi motivi, lo vogliono morto. Decide di fidarsi di Kaito, gli rende la libertà e lo usa per tutelarsi dal fratello. Ma non è facile confrontarsi con un uomo feroce e determinato come il giapponese, tanto meno con l’attrazione che prova per lui.
Anche perché Aiace sa di non essere libero di amare…

Tutti i romanzi della collana “Love Japan” sono autoconclusivi.

 

Questo è il primo romanzo che leggo di Myrddin Emrys ed è stata una piacevolissima sorpresa.

La storia è ambientata nella Puglia medievale e il nostro protagonista è il secondogenito di una illustre e rispettata famiglia di mercanti. Aiace, avviato da bambino verso la carriera ecclesiastica (pur non avendone la vocazione), a diciannove anni è vescovo di Nardò, anche se non ha mai preso i voti religiosi e, di fatto, non può amministrare i sacramenti. Gode dei privilegi che la sua posizione comporta, ma è soprattutto un fedele vassallo che amministra un feudo dell’Imperatore Federico II, nipote del celebre Barbarossa.

Kaito è un samurai giapponese che è stato fatto prigioniero in guerra e venduto come schiavo oltreoceano. Il suo unico desiderio è quello di uccidersi – e uccidere chiunque si frapponga tra lui e il suo obbiettivo – per cancellare l’onta del disonore subito.

Quando Aiace lo acquista, assecondando un impeto di curiosità verso quell’uomo dalle fattezze tanto diverse dalle sue, non sa che cambierà i loro destini per sempre.

Se pensiamo che ancora oggi la xenofobia dilaga ed è difficile capire e accettare abitudini, tradizioni e credo religioso diversi dai nostri, immaginiamo affiancare un uomo occidentale e uno giapponese, con tutto il bagaglio che si portano appresso, nel bel mezzo del Medioevo: sembrerebbero provenire da pianeti diversi.

Kaito e Aiace disapprovano e si scandalizzano reciprocamente per ciò che fanno e dicono, ma pian piano trovano dei compromessi ed è questo, oltre al sentimento che provano, a essermi piaciuto così tanto. Ognuno impara a rispettare l’altro, anche se per Kaito è più complesso, perché è lo straniero bizzarro che deve rapportarsi con la mentalità della gente italica.

Questa è una storia di amore e di guerra, di amicizia, di tradimenti, di inganni e sotterfugi, dove non mancano i colpi di scena e gli imprevisti. È uno spaccato verosimile di quel periodo storico e di tutte le sue complessità. Anche il finale agrodolce è una scelta necessaria e coerente con la trama e il periodo di riferimento.

Non mancano scene di duelli e battaglie. Alcuni frangenti sono un po’ truculenti, ma non eccessivamente dettagliati. Il romanzo accenna a diverse scene d’amore, senza risultare troppo particolareggiato.

Lo stile dell’autrice è piacevole e curato, con un buon ritmo narrativo. L’editing è molto buono. Ho notato un unico errore di punteggiatura nei dialoghi che è ripetuto sistematicamente per tutto il testo, pertanto ne deduco che non sia una svista, bensì una regola interiorizzata in modo sbagliato.

Quest’unica imperfezione non rovina affatto un’ottima storia che mi sento di consigliare a chiunque ami i romanzi m/m storici o sia in cerca di una gradevole lettura.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 26 settembre 2017 da in Recensione, Storico con tag , , , , .

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