Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

OGGI TI RIPROPONGO: “LETTERE DAL PASSATO” di Myrddin Emrys – 28 Marzo 2017

TITOLO: Lettere dal passato
AUTORE: Myrddin Emrys
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PAGINE: 187
PREZZO: € 2,99 su Amazon
USCITA: 28 Marzo 2017 (2^ Edizione)
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK PER L’ACQUISTOLettere dal passato (Romanticamente M/M Vol. 3)

TRAMA: La vita di Emanuele scorre monotona tra insegnamento, casa ed ex amanti violenti, fino a quando un giorno riceve una lettera proveniente da Monaco di Baviera e tutto cambia all’improvviso. Il mittente dice di chiamarsi Kurt, di essere in possesso di epistole scambiate tra i loro bisnonni e gli chiede di aiutarlo a tradurle. La curiosità spinge Emanuele a contattare il tedesco e il giorno in cui si incontrano a Monaco, tra loro scatta la scintilla della passione. 
Kurt non è gay, ha una ragazza che divide con un altro uomo ma quando conosce l’italiano scopre cosa sia il vero amore e non esita a dare un taglio al passato.
Tuttavia, né Kurt, né Emanuele sanno che il contenuto delle lettere scritte dai loro avi metterà a rischio il loro legame.

 

Ecco una storia molto dolce, una storia d’amore nata durante la prima guerra mondiale che trascende i confini del tempo, un’eredità che si tramanda dal bisnonno al nipote.

È il 2014 e Kurt, un ragazzo tedesco che vive a Monaco, dopo la morte del nonno, entra in possesso di un plico di lettere. Alcune sono scritte in tedesco, altre in italiano, testimoni dell’amicizia nata, durante il dicembre del 1914, fra il suo bisnonno e un altro soldato.

Kurt fa l’infermiere, è un bravo ragazzo che vive con la sorella Ilse e ha una relazione sentimentale con una ragazza odiosa e nevrotica che lo coinvolge in un ambiguo mènage a trois, che con il passare del tempo gli lascia sempre più l’amaro in bocca. Spinto dalla voglia di ricostruire la storia del bisnonno, decide di mettersi alla ricerca di un erede del soldato italiano.

Emanuele invece è un professore di storia, con una scarsa stima di se stesso e che pare avere un debole per i tipi sbagliati, uomini più grandi di lui, sovrappeso e spesso violenti. L’incontro fra i due giovani trentenni stravolge la vita di entrambi e, attraverso la ricostruzione della eventi accaduti agli avi, dopo cento anni realizzeranno qualcosa che forse era scritto nel cielo.

Davvero accattivante l’evoluzione del loro rapporto. Sembrano essere agli antipodi, sia come aspetto fisico che come cultura (e qui gli stereotipi vengono spontanei), ma Emanuele in particolare, pur comportandosi in modo sempre dignitoso, è anche molto struggente nella sua improvvisa e inaspettata voglia di rivedere questo ragazzone tedesco, che è talmente lontano dal suo ideale di uomo da mandarlo praticamente ai matti.

Il doppio Pov aiuta a immedesimarsi in entrambi i personaggi e l’ho trovata una soluzione perfetta, specie perché Kurt è un po’ un enigma… non perché non venga approfondito, anzi, piuttosto perché essendo tedesco ragiona in modo diverso dai noi “mediterranei”, più sanguigni e passionali. Questa almeno è stata la mia opinione fino a un certo punto, poi Kurt è diventato il mio nuovo eroe, sia per il carattere determinato e onesto, che per l’apertura mentale.

Tutti i personaggi secondari sono credibili e ben costruiti, sia quelli positivi, come gli amici di Emanuele, Francesco e Anna, che quelli più odiosi, come la fidanzata di Kurt o l’ex fidanzato di Emanuele, e ancora il padre di questi. La sorella di Kurt è un personaggio abbastanza curioso, si comporta da scema e in un momento particolare della storia non neppure tanto simpatica, ma poi si riscatterà. Francesco mi è piaciuto tantissimo, con il suo fare burbero ma affettuoso nei confronti di questo amico d’infanzia che stenta a trovare una propria dimensione (ci sono alcune situazioni davvero esilaranti che lo vedono comprimario).

Il giudizio sui vari personaggi è netto e irrevocabile, l’unica figura che rimane un po’ nel mezzo è la madre di Emanuele, un personaggio che non sono riuscita a inquadrare bene, non per una pecca dell’autrice ma per il suo comportamento discutibile. Non riesco a condannarla, ma neanche a giustificarla.

Molto piacevoli le descrizioni degli ambienti in cui si svolgono i fatti, con gli scorci di una Piacenza poco conosciuta, così come alcuni luoghi situati nei dintorni di Monaco, molto suggestivi e incantevoli. In particolare, durante una gita a Castell’Arquato, vi è un momento così romantico e intenso tra i nostri due ragazzi da avermi commosso, perché ti conferma che la situazione, almeno qui in Italia, è ancora così arretrata che persino prendersi la mano diventa difficile.

Il colpo di scena finale, tipico di questa autrice, è inaspettato e dal sapore agrodolce, ma non preoccupatevi, il lieto fine c’è ed è pienamente soddisfacente. Lo stile fluido e scorrevole, con pochissime sbavature, rendono questo un libro veramente godibile che si legge in un soffio e che è, a tutti gli effetti, uno dei miei “comfort book”. Assolutamente consigliato… e ora me lo vado a rileggere.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 27 settembre 2017 da in Romance con tag , , , .

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