Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… BOSTON MARRIAGE

ARTE E MUSICA

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, quest’oggi parliamo di teatro e di “Boston Marriage”, del drammaturgo americano David Mamet, del 1999.

 

Protagoniste della pièce teatrale sono Anna e Claire, borghesi impegnate nel trovare nuovi e nuove amanti, e Chaterine, cameriera goffa e sfortunata. Le tre donne sono il centro di una fitta serie di equivoci, errori e tradimenti, che si ingarbugliano intorno a una collana di smeraldi indossata da Chaterine, ma appartenuta alla madre di Anna. Fra le tre si scatena una crisi che mette a repentaglio i loro piani per il futuro.

 

Classe 1947, David Mamet è un drammaturgo fra i più venerati e provocatori d’America, ha vinto un Premio Pulitzer ed è stato più volte candidato all’Oscar come miglior sceneggiatore. Con “Boston Marriage” la sua prosa tagliente si sposa per la prima volta con una scrittura tutta al femminile, e debutta all’American Repertory Theater del Massachusetts nel Giugno 1999. Lo spettacolo è andato in scena a Londra, a Melbourne, a Lima in Perù, a Boston, Dublino e anche in Italia interpretato, da Veronica Pivetti e Valentina Sperlì.

L’espressione “Boston Marriage”, che dà il titolo all’opera, indica l’amicizia tra due donne, non priva di risvolti romantici, che sfocia nella convivenza, e questa espressione fu usata in New England nei decenni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo, con l’intento di descrivere due donne conviventi senza il supporto finanziario di un uomo.

Le amicizie romantiche, più o meno formalizzate tra donne, precedono questa espressione e possiamo trovare una lunga lista di esempi in Inghilterra e in altri paesi europei. Il termine “matrimonio bostoniano” è stato associato al romanzo I Bostoniani di Henry James, che include una relazione di convivenza prolungata di due donne nubili. James si ispirò a suo sorella Alice James, implicata in una relazione del genere con un’altra donna chiamata Louise.

Negli Stati Uniti un esempio illustre fu dato dalla scrittrice Sarah Orne Jewett e dalla sua compagna Annie Adam Fields, vedova del direttore del The Atlantic Monthly, alla fine del XIX secolo.

 

I critici televisivi del ventesimo secolo hanno usato questo termine per descrivere la relazione Jewett-Fields, tracciata nel film-documentario “Out of the past”, e la commedia “Boston Marriage” di David Mamet ha contribuito a rendere popolare il termine.

Le donne del “matrimonio bostoniano” erano donne che non si sposavano, perché sentivano di avere maggiore legame con altre donne rispetto agli uomini, ed alcune di esse convivevano; spesso erano finanziariamente indipendenti grazie a eredità familiari o guadagni di un lavoro autonomo. Coloro che si decisero ad avviare una carriera, come dottoresse, scienziate, professoresse, fondarono una nuova classe di donne, distinte dalla prerogativa dell’essere economicamente indipendenti da uomini.

Alle donne istruite e in carriera, che volevano vivere con altre donne, era concessa in parte accettazione sociale e libertà di condurre liberamente la propria vita. Spesso erano femministe con valori condivisi, coinvolte in battaglie sociali e culturali; autonome economicamente, si supportavano l’una con l’altra, vivendo spesso in società che le emarginava, quando non erano apertamente ostili.

 

FONTI:https://translate.google.it/translatehl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Boston_Marriage_(play)&prev=search

https://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_bostoniano

http://www.iteatri.re.it/Sezione.jsp?titolo=boston-marriage&idSezione=3571

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 2 novembre 2017 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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