Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “HOME RUN” – di Sammy Brighton – 25 Ottobre 2017

TITOLO: Home Run
AUTORE: Sammy Brighton
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Contemporaneo
E-BOOK:
PREZZO: € 3,49 su Amazon
PAGINE: 273
USCITA: 25 Ottobre 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Alto
LINK PER L’ACQUISTO:  Home Run

TRAMA: Jasper aveva imparato che essere se stessi aveva un costo, soprattutto se essere se stessi significava essere un frocio con i capelli lunghi e un’ingiustificata fascinazione per Maria Antonietta.
Aveva anche imparato che liceo o college non faceva molta differenza in quanto a incivili incarnazioni di omofoba virilità, perché come prima c’era stata la squadra di football, adesso c’era quella di baseball. 
Infine, aveva imparato che voler cambiare il mondo non era sufficiente a cambiarlo sul serio, ma riuscirci era possibile, bastava non abbassare lo sguardo davanti alla supponenza –e al destro- di Rick Hawls.

Jasper era stato certo di aver capito tutto quello che d’importante c’era da capire, ed era stato certo che delle proprie imprescindibili convinzioni non avrebbe mai potuto fare a meno.
Poi Timothy Nealrot, il giocatore di baseball che aveva segnato più fuoricampo nella storia della Dronning University, l’aveva baciato in uno sgabuzzino delle scope, ricordandogli che niente dev’essere mai dato per scontato, nemmeno chi si nasconde dietro a un’appestante colonia costosa e all’ultimo modello di sneakers.

 

Qualche mese fa, sono rimasta folgorata dal primo libro di questa autrice (s’intitola ‘Aftertaste’ e ve lo consiglio caldamente). Quando ho saputo che aveva pubblicato una nuova storia, ho sperato ardentemente che mi conquistasse in modo altrettanto viscerale. Il responso? Ci è riuscita, gente! Questo romanzo mi ha tenuta incollata allo schermo, mi ha fatta ridere, commuovere, indignare, sognare, sperare, imprecare e, arrivata alla fine, avrei voluto che ce ne fosse ancora.

Sammy ha saputo creare degli ottimi personaggi, con delle caratterizzazioni interessanti, intriganti, ma non perfette e, proprio per questo, molto umane. Nessuno dei suoi personaggi è esente da sbagli, da pregiudizi, da facili commenti o convinzioni. Ma c’è tempo per crescere e cambiare idea, per scoprire che non è tutto oro quello che luccica e che dietro a sfavillanti copertine può nascondersi molto altro.

Jasper, il nostro protagonista, è un giovane attivista gay, fiero di esserlo e pronto a combattere contro tutto e contro tutti; il suo passato è costellato di abbandoni e dolore, ha provato sulla sua pelle cosa sia la discriminazione, ma Jasper ha anche una famiglia meravigliosa che lo ama per ciò che è, e lo supporta nelle sue scelte. I suoi amici fanno parte, come lui, del mondo LGBTQ+ e insieme fanno fronte comune e si sostengono vicendevolmente.

Tim, l’altro nostro protagonista, la stella della squadra di baseball locale, è apparentemente etero e un ricco, viziato figlio di papà. Bisogna grattare via un po’ di patina per scoprire che Tim è ben altro, ma vi lascerò il piacere di scoprirlo da voi.

Accanto alla travagliata storia d’amore dei nostri eroi, ci sono diversi personaggi secondari che si ritagliano il proprio spazio con le rispettive vicende sentimentali. Ci sono Megs e Marco, i migliori amici di Jasper, con i relativi partner; ma anche Viviane e Liz, che si riveleranno delle spalle preziose.

La trama parla di una storia d’amore, ma anche di amicizia, di legami affettivi, di crescere e cambiare, di sbagliare, di ricominciare, di non fermarsi alle apparenze. Si affrontano vari temi importanti come l’abbandono, l’omofobia, il coming out, la discriminazione e molto altro, il tutto senza falsi pietismi, ma anche senza toni troppo angosciosi.

Ho amato lo stile dell’autrice, il ritmo calzante, le riflessioni in terza persona, che sono alternate ai vari eventi. La narrazione del punto di vista di Jasper è ironica, pungente, non si risparmia nulla e si finisce per simpatizzare con lui anche quando, per sua stessa ammissione, sa che sta sbagliando.

L’unico appunto che mi sento di fare riguarda l’editing. Mancano, per esempio, i punti finali alla conclusione di molte frasi ed è sfuggito qualche errore ortografico, come nel caso della W: la forma corretta è i Wolf, non gli Wolf. Tuttavia, anche con queste imprecisioni, posso assicurare che la storia è godibilissima e a me è piaciuta davvero molto, quindi la consiglio senza esitazione.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 24 novembre 2017 da in Contemporaneo, Recensione, Romance con tag , , , .

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