Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “DUE UOMINI E UNA CULLA” di Andrea Simone – 10 Novembre 2017

TITOLO: Due uomini e una culla
AUTORE: Andrea Simone
CASA EDITRICE: Golem Edizioni
GENERE: Narrativa lgbt
EBOOK: Si
PAGINE: 236
PREZZO:  4,99 su Amazon (disponibile su Ku)
DATA USCITA: 10 Novembre 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Assente
LINK PER L’ACQUISTO:  Due uomini e una culla

TRAMA: Questa è la storia di Anna, una bimba che nasce il 2 agosto 2014, in un sabato sera di un’estate californiana neanche troppo calda. Anna è una bambina particolare: ha due papà. E’ stata scelta, decisa, voluta e concepita. Tutto è nato nel novembre 2012, quando ho avuto l’idea di avere un figlio con il mio compagno. Eravamo iscritti nel registro delle unioni civili e ci siamo detti: “Perché no?” Ci siamo informati, siamo entrati a far parte delle Famiglie Arcobaleno e ci si è aperto un mondo nuovo.

In pochi mesi è iniziato il nostro incredibile viaggio: da Milano a Los Angeles a San Francisco. Abbiamo conosciuto una donatrice che ha donato l’ovulo e una portatrice che ha portato Anna dentro di sé per nove mesi. Quando è venuta al mondo ci ha resi gli uomini più felici della terra. In Italia ci hanno sostenuto e incoraggiato tutti. Ancora oggi posso dire che sia stato il viaggio più incredibile della mia vita. Oggi nostra figlia ha quasi tre anni ed è una bambina serena e felice, la gioia e l’orgoglio dei suoi papà. Frequenta la scuola inglese, è una gran chiacchierona e ogni giorno impara qualcosa. Anche noi però impariamo qualcosa da lei.

“Due uomini e una culla” si snoda in un arco di tempo di quattro anni: dal novembre 2012 al Natale 2016. Dentro c’è tutto e ogni cosa risponde a verità: decisioni, scelte, emozioni, timori, gioia, impazienza, ansia, desideri, aspettative, lacrime di gioia e commozione, risate. E poi l’arrivo di Anna: un sogno che si realizza, il latte da scaldare, le notti insonni (poche per fortuna), i gridolini, i sorrisi, le risate, i primi passi e le prime parole.

Questa è la storia di Anna e se vorrete leggerla, condividerete quello che per noi è stato il regalo più grande, una sorpresa e un miracolo che si rinnovano giorno dopo giorno.
Proprio come cantava Whitney Houston: greatest love of all.

 

Anche se è bello sognare attraverso le storie che scaturiscono dalla fantasia degli autori, credo sia altrettanto bello, a volte, anche leggere storie reali, spaccati di vita quotidiana che ci fanno capire che la vita non sempre è facile e che ci sono molti ostacoli da superare per arrivare a una agognata felicità.

Come quella di Andrea e Gianni, i due protagonisti, che in questo libro ci raccontano, dalla voce di Andrea, il loro percorso non facile nella ricerca della paternità, un percorso che hanno intrapreso fuori dall’Italia, perché, se anche nel nostro paese sono stati fatti dei passi da gigante anche con l’approvazione delle unioni civili, molte questioni, come la stepchild adoption, sono ancora ferme da tempo immemore.

 “Se vivessimo in un altro Paese, la scelta sarebbe ricaduta sull’adozione ma non permettono ai single di adottare, figuriamoci a una coppia gay! Continuiamo pure a lasciarli tutti negli orfanotrofi, ci stanno così bene!”

Un percorso, il loro, che inizia con la ricerca di un’agenzia seria per la Gestazione Per Altri, ma almeno inizialmente molti dubbi affollano la mente di Andrea, il narratore, che sente ancora molti ostacoli da parte della società italiana nell’accettazione non solo di una coppia gay, ma della loro paternità, e il timore che quella stessa società non accetti un figlio con due padri lo porta a mettere in dubbio appunto il voler essere padre, generando in lui una crisi profonda, fino a quando il suo compagno Gianni lo riporta in carreggiata, con una frase che per Andrea è sia uno schiaffo che una carezza:

 “Non fare una cosa per paura del giudizio degli altri è l’atto di violenza più schifoso e vigliacco che tu possa fare su te stesso”.

Un percorso che li porta a diventare i padri di Anna, una bellissima bambina nata tramite maternità surrogata il 2 agosto 2014.

Quella di Andrea è una narrazione solare, quotidiana, con la quale ci racconta i primi mesi con la loro bambina, la sua crescita, e il cambiamento inevitabile della loro vita.

Un racconto bello nella sua semplicità, perché come ribadito nell’intelligente e arguta prefazione di Lella Costa, questo libro non è nato con un intento politico o dimostrativo, ma è stato scritto per celebrare la vita, la famiglia, l’amore per il proprio partner e per la propria bambina, e per raccontare la crescita e il cambiamento di due persone che decidono consapevolmente di diventare genitori.

Concludo con una frase sempre di Lella Costa. che mi ha molto colpito nella sua semplicità:

 “E se a qualcuno tutto questo dà fastidio, bé, ai miei tempi si diceva che è un problema suo”.

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 28 novembre 2017 da in Contemporaneo, lgbt, narrativa, Recensione con tag , , , .

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