Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “IL SOLE D’AGOSTO SOPRA LA RAMBLA” di Damiano Dario Ghiglino- 10 Novembre 2017

TITOLO: Il sole d’agosto sopra la Rambla
AUTORE: Damiano Dario Ghiglino
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Narrativa lgbt
EBOOK: Si
                                                                CARTACEO: Si
PAGINE: 117
PREZZO:  4,99 su Amazon (disponibile su Ku)
DATA USCITA: 30 Ottobre 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio
LINK PER L’ACQUISTO:  Il sole d’agosto sopra la Rambla

TRAMA: Sono i “giovani tramonti”, fragili e tenaci, ragazzi gay dai cuori spezzati impressi indelebilmente sullo sfondo di una Barcellona sotterranea. Ognuno alla ricerca di qualcosa e in fuga da qualcosa, ognuno con le proprie paure e i propri segreti.

Tra prostituzione e dipendenze, locali malfamati e preti pedofili, nostalgie e desideri brucianti, passioni e tenerezze passeggere, in attesa di quell’evento imprevedibile che cambierà per sempre le loro esistenze, cercheranno di fermare il tempo per vivere unicamente il presente ed attendere l’amore in quella dimensione, così sfuggente ed ambigua, dell’istante stesso.

Eppure quando un sentimento forte e sconosciuto si farà strada nei cuori dei diciottenni David e Borja, i più giovani del gruppo, la diffidenza e lo stupore lasceranno progressivamente spazio ad una coscienza sempre più profonda e ostinata.
Romantico e spietato al tempo stesso, questo romanzo rappresenta il ritratto psicologico di una generazione smarrita alla quale il futuro si presenta come imperscrutabile.

 

Cinque personaggi, cinque storie, cinque vite che si intersecano, cinque ragazzi nel pieno della loro giovinezza che, con una vita intera davanti, devono decidere il loro futuro.

Non è stata una lettura facile, tanto meno “estiva” nella sua accezione più positiva e spensierata, perché quelle raccontate sono vite tutt’altro che perfette ma, anzi, al limite dello sbando, della legalità, dell’indecisione e dell’umore più cupo, in netto contrasto con quello che si potrebbe pensare vedendo questo libro per la prima volta.

Miguel, Fernando, Antonio, David e Borja, una decina di anni a dividerli ma la disillusione e il disincanto a unirli, in una vita insoddisfacente, drammatica, a tratti angosciante e opprimente. Una lettura complessa che ci mette davanti, in maniera un po’ troppo caotica e disorganizzata, le vite di questi cinque ragazzi, il loro futuro e quello che hanno passato per essere quelli che sono ora, in un continuo avanti e indietro nel tempo che non facilita né alleggerisce questa storia, a tratti amara e dolorosa.

Poche pagine per così tanti personaggi che vengono descritti in maniera cruda e realistica, con vite tutt’altro che perfette. Troppe poche pagine per riuscire a vedere uno spiraglio di positività, se non proprio nelle ultime righe che ci lasciano con un finale aperto, assolutamente non negativo ma che ci fa solo intravedere quello che potrebbe essere.

Una storia che probabilmente non voleva essere propriamente negativa ma che si fa notare per il poco approfondimento, per le troppe cose in ballo solo accennate e ripercorse in continui flashback, che confondono anziché chiarire.

Molti i personaggi di contorno insieme ad accenni di famiglie spesso assenti o disfunzionali, personaggi nella maggior parte dei casi negativi che entrano nella vita di questi ragazzi solo per approfittarsene.

Con questo non voglio sembrare troppo negativa perché molte sono le emozioni presenti in questo libro, molte decisioni discutibili anche, ma che dipendono dal vissuto personale di ognuno di noi, dal percorso di vita che scegliamo di intraprendere ma che a volte, invece, sembra già deciso e da cui non riusciamo a sottrarci.

Complessivamente una scrittura abbastanza discreta ma la struttura un po’ confusionaria, che rimanda a episodi, persone e pensieri del passato inframmezzandoli al presente, potrebbe confondere il lettore, portandolo a chiedersi chi sta parlando e di chi.

Una lettura certamente impegnativa, a tratti malinconica e permeata di una tristezza quasi ineluttabile, di un destino già deciso di cui questi ragazzi sembrano prigionieri.

 

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