Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “UN ASSIST PER MORIRE” di Andrea Monticone – 10 Novembre 2017

TITOLO: Un assist per morire
AUTORE: Andrea Monticone
CASA EDITRICE: Golem Edizioni
GENERE: Narrativa lgbt
EBOOK: Si
PAGINE: 245
PREZZO:  2,99 su Amazon (disponibile su Ku)
DATA USCITA: 10 Novembre 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Assente
LINK PER L’ACQUISTO:  Un assist per morire

TRAMA: Mark Andreani, 17 anni, fantasista di una squadra della Lega Dilettanti ma dal sicuro futuro professionistico, è morto, precipitando dal balcone di casa. Una disgrazia, un suicidio o un delitto su cui si staglia l’ombra nera del doping?
Sulla sua morte è chiamato a indagare Max Brandi, un poliziotto anomalo e scomodo: gay dichiarato, forse corrotto, dal cuore malato a causa di una ferita in servizio.
Solo una persona sa la verità su Mark e il miracolo della piccola squadra che un gruppo di affaristi sta portando nel calcio che conta: il portiere e capitano Pat Fornero, quarantenne a fine carriera.
In una galleria di personaggi drammatici o farseschi, loschi o ingenui, il mondo del calcio tra riflettori e ombre come non l’avete mai visto.

 

«Allora Mark si è iniettato questa roba prima di morire.»

«Temo di sì. La ragazza ha detto che urlava, vero? Beh, dopo un po’ che la prendi, questa roba può farti uscire di testa. Come una droga, può renderti dipendente, ma porta soprattutto a danni neurologici, persino ad allucinazioni. Se qualcuno gli ha fatto un’iniezione, quella sera, è come se l’avesse gettato dal balcone. Gli ha fatto un bell’assist, insomma. Per morire.»

 Un inizio drammatico quello di questo noir, tra l’altro molto atipico se lo paragoniamo ai libri inseriti solitamente nella categoria LGBTQ. In questo caso non sono presenti problematiche relative alla sessualità, al coming out, al bullismo o in generale quelle tematiche proprie che sono tipiche di questo genere narrativo.

Questo libro è un vero e proprio giallo, con note tipiche che richiamano al delitto e all’intreccio successivo che porta alla cattura del colpevole. La vita privata di uno dei  personaggi e di conseguenza la sfera sessuale ed emotiva sono dettagli secondari, più come un dato di fatto e non il tema principale.

Come dicevo, un inizio drammatico ma narrato in maniera abbastanza distaccata, quasi fredda e analitica, che ci mostra la tragedia quando è già avvenuta e le reazioni di chi accorre e si trova davanti un ragazzo di appena 17 anni, morto suicida.

Il libro si sposta poi sul tema che permea questa lettura, ossia il calcio, catalizzatore e filo che lega ogni personaggio presente. Il calcio è il linguaggio con cui questi personaggi comunicano, per molti di loro è l’unica cosa che conti in una esistenza altrimenti piatta e insignificante.

Come per Pat Fornero, ormai alla fine di una gloriosa carriera a cui però non riesce a rinunciare, nonostante gli evidenti limiti fisici portati dall’età e dai frequenti infortuni.

Ed è così per Mark, giovane promessa calcistica, in prestito da una famosa squadra di serie A, che muore gettandosi dal balcone di casa. Mark, che da ragazzo mingherlino inizia a prendere delle sostanze, spinto da persone senza scrupoli, per riuscire a essere più forte, più muscoloso per emergere in una realtà in cui la competizione è serrata e implacabile.

Quello che resta da scoprire è cosa sia successo veramente: ha fatto tutto da solo o qualcuno l’ha aiutato a morire?

Chiamato a investigare sull’accaduto è Max Brandi, sostituto commissario non molto ben visto dai più per una serie di motivi, tra cui l’essere gay in un ambiente ancora molto maschilista e omofobo, e per i suoi metodi poco ortodossi, al limite della legalità. Di salute cagionevole, Max, che vive col compagno Thomas, sembra quasi passare come un’ombra all’interno della vicenda, con colpi ben assestati che non ne fanno dimenticare l’esistenza nonostante la presenza sfuggevole. Una presenza importante la sua, ma poco “presente” che incuriosisce e intriga proprio per questa sua  caratteristica di anti-eroe, di persona concreta, reale e assolutamente imperfetta e consapevole di esserlo.

Una vicenda narrata con toni scanzonati e privi di drammaticità, in cui i molti temi affrontati conducono poi in sostanza sempre e solo al calcio, al mondo che sta dietro questa pratica sportiva adorata da (quasi) tutti, uno sport del popolo che in questo particolare caso ha dietro le quinte tutto un sottobosco di illegalità, interessi finanziari e corruzione.

Un giallo tutto sommato leggero, inframmezzato da ricordi calcistici ben inseriti che alleggeriscono la narrazione, con richiami a vicende realmente accadute che coinvolgono il lettore, rendendolo in qualche modo partecipe anch’esso della storia. Decisamente consigliato.

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 20 dicembre 2017 da in Contemporaneo, lgbt, narrativa, Recensione con tag , , , .

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