Tre libri sopra il cielo

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RECENSIONE: “BUCA IN UNO” – Serie 18 buche #3 – di Cristina Bruni – 27 Dicembre 2018

TITOLO: Buca in uno
AUTORE: Cristina Bruni
CASA EDITRICE: Triskell Edizioni
GENERE: Romance
E-BOOK:
SERIE: 18 buche #3
PREZZO: € 4,99 su Amazon
PAGINE: 190
USCITA: 27 Dicembre 2018
LIVELLO DI SENSUALITA’: Medio Basso
LINK PER L’ACQUISTOBuca in uno (18 buche Vol. 3)

 

TRAMA: “L’amore è la più giusta delle definizioni”.
Dopo Whispering Cliffs, Jordan e Moses hanno intrapreso strade diverse, ma nessuno dei due ha mai veramente dimenticato l’altro.
Al torneo di Dubai, il destino li fa incrociare nuovamente e i due si ritrovano così a riprendere ciò che avevano interrotto.
Ma entrambi hanno i propri demoni da combattere.
Jordan si trascina una serie di problemi fisici e psicologici ereditati dalla madre cocainomane e alcolizzata.
Moses invece è bisessuale e la cosa lo destabilizza da sempre. Si sente infatti indefinito, una massa confusa di istinti sessuali che già in passato lo ha spinto a rifugiarsi nell’alcol.
Riusciranno, assieme, a trovare una propria definizione?

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Moses è ormai un campione di golf affermato, ha una bella famiglia che lo ha supportato e seguito nei sacrifici per emergere, molti amici e molte avventure senza importanza con donne e, ultimamente, con uomini, dopo molti anni di negazione sulla sua natura bisessuale che lui vive come una sconfitta, come un’anomalia, un essere “né carne né pesce” che lo rende insicuro, arrabbiato e disgustato di se stesso.

Purtroppo la sua insicurezza due mesi prima ha ferito il suo giovane caddie Jordan, dopo una intesa istantanea e un fugace ma molto erotico incontro, concluso con uno sgarbato commiato da parte sua:

Non serve a nulla affezionarsi alla gente, baby. Tanto prima o poi ti scarica.”

Questa frase triste e rassegnata è quasi un mantra che il giovane Jordan si ripete a ogni batosta, a ogni sconfitta che il destino gli pone davanti, prima con la madre tossica e alcolista, poi con famiglie affidatarie indifferenti e rinunciatarie, per ultimo con il suo amore sfortunato per Moses, a cui ha fatto da caddie nel torneo di Whispering Cliffs, nel precedente romanzo.

Jordan è un ragazzo inesperto e pieno di amore che non riesce a esprimere essendo quasi senza amici e famiglia, tranne che verso la madre ormai in stato vegetativo e al suo mentore Henry, con la moglie Pamela, unici angeli custodi che cercano di aiutarlo e che gli danno un po’ d’affetto; purtroppo il ragazzo ha diversi problemi derivanti dall’uso di crack della madre durante la gravidanza, come un deficit dell’attenzione e un debilitante problema di insonnia, ma nonostante questo Jordan cerca di finire gli studi e si mantiene come barman e caddie nei tornei. L’incontro con l’affascinante golfista due mesi prima sembrava un raggio di sole nella sua solitudine ma purtroppo si è rivelata l’ennesima delusione.

Un nuovo torneo a Dubai sembra un aiuto mandato dal cielo per farli incontrare di nuovo ma forse non è ancora il momento per loro, almeno finché entrambi non affronteranno le loro paure e accetteranno compromessi e difficili decisioni.

Sono stata felice di ritrovare Reggie e Russel, i protagonisti dei primi due libri della serie e ora coppia felice e alla luce del sole, anche se alle prese con gli inevitabili ostacoli e contrasti che ogni coppia prima o poi ha, inoltre da quello che ho “intuito” vedremo presto un altro capitolo della loro storia.

Ora è il momento di Jordan e Moses che mi avevano decisamente colpita nelle pagine dedicate a loro; ammetto che ho a volte ho detestato Moses ma ho apprezzato il suo evolversi e il suo riscatto, mentre Jordan l’ho amato dal suo primo apparire nel precedente libro: impossibile non identificarsi con lui e fare il tifo per la sua felicità.

Buon romanzo, il mio preferito nella serie sia per la trama che per la leggerezza della scrittura, più concisa e immediata dei precedenti; naturalmente l’ideale è leggere i capitoli precedenti ma questo libro può essere letto anche da solo, essendo l’autrice molto brava a alternare i POV tra i protagonisti e ad aggiungere qualche flashback molto ben dosato, per farci comprendere in pieno la storia di Moses e Jordan.

I diversi temi importanti trattati nei precedenti libri qui vengono ulteriormente sviluppati e altri vengono aggiunti, come la scarsa stima di sé, la non accettazione di se stessi e i problemi derivanti dall’eccesso di droga e alcol, che non solo colpiscono le persone interessate ma anche le persone a loro più vicine.

Purtroppo una questione “sospesa” mi ha fatto diminuire la valutazione. Probabilmente è un mio limite ma i colpi di scena, soprattutto se non necessari e facilmente conservabili per il romanzo successivo, mi indispongono; precisato questo il mio voto finale è più che positivo e ne consiglio la lettura.

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 3 gennaio 2018 da in Contemporaneo, Recensione, Romance, sportivo con tag , , , , .

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