Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

RECENSIONE: “CHASED – BRACCATO” di Jamie A. Miller – 27 Agosto 2017

TITOLO:  Chased
AUTORE: Jamie A. Miller
CASA EDITRICE: Self Publishing
GENERE: Narrativa lgbt
EBOOK: Si
PAGINE: 91
PREZZO: € 1,99 su Amazon (disponibile su KU)
DATA USCITA: 27 Agosto 2017
LIVELLO DI SENSUALITA’: Alto (scene di violenza e abusi)
LINK PER L’ACQUISTOChased: Braccato

TRAMA: “Elliott voleva essere inseguito, come una nobile preda.
Allo stesso modo in cui lui bramava l’amore. Ma nel buttarsi via, ha finito per trasformarsi in una vittima. Così non gli è rimasto che fuggire”.

Rod è un lupo solitario che trascina la sua vita tra impermeabilità ai sentimenti e soddisfazioni delle pulsioni primarie. Ha una lunga storia di abbandoni e abusi che rendono la sua anima un campo seminato si mine antiuomo inesplose. In un giorno di straordinaria follia decide di entrare in un liceo e compiere una strage. Non è una strage alla cieca, Rod ha obiettivi precisi.

Rod vuole strappare la vita a Elliot, il dolce ragazzino bullizzato dai suoi compagni, silenzioso, delicato, resiliente.
Gli ha spezzato il cuore, Elliot, con la sua muliebre gentilezza gli ha fatto credere di volersi e concedere e lui ha cavalcato quella concessione compiendo un atto estremo, proibito che ha fatto esplodere tutte le cariche emotive della sua anima. Ma lui continua a ripetere che non voleva, ne non ne vuole sapere di lui, che vuole essere lasciato in pace. Rod non può sopportarlo, se non può averlo lui, non lo avrà nessuno.

Chased è la cronaca cruda e spietata di una sparatoria in un liceo, alternata ai flashback che ricostruiscono l’intricata serie di intrecci che hanno trasformato Rod in un predatore disperato, il genere più pericoloso di predatore nel quale imbattersi.

 

Andare a sbirciare il finale in un libro thriller è una cosa che non ho mai fatto; farlo con un romance M/M non avrebbe molto senso perché per quante tribolazioni ci siano, sappiamo che il lieto fine è una caratteristica imprescindibile.

Per questo libro, che non è né l’uno né l’altro, ho voluto fare un’eccezione e sono andata a leggermi le ultime due pagine. Un’azione forse superficiale ma che mi è stata d’aiuto per affrontare questa lettura perché, sin dalle prime pagine, mi sono chiesta come fosse possibile una fine che non implicasse una vera e propria tragedia.

Non ci girerò intorno, questo è un libro violento, ed è necessario un bel po’ di pelo sullo stomaco per arrivare fino in fondo. Non ci sono solo buoni o solo cattivi ma tutti sono vittime e carnefici, l’uno contro l’altro, in una dimensione di degrado difficile da digerire.

Roderik è il carnefice, il cacciatore, la vittima di una vita fatta di soprusi e illegalità che, invece, di riscattarsi diventa un vero e proprio sociopatico dalla morale distorta e disturbata. La sua caratterizzazione suscita disprezzo e disgusto, un personaggio estremamente negativo che si fa odiare non solo per le sua azioni ma anche per i suoi pensieri che, come lui, sono malati e deviati.

I braccati sono ragazzi appena adolescenti, “colpevoli” di essersi accorti troppo tardi di aver giocato col fuoco, di aver stuzzicato il mostro, convinti, nella loro egoistica percezione, di poter essere più furbi o più intelligenti. Ragazzi che sono vittime della rabbia furibonda di Roderik, ma che sono anche bulli nei confronti dei più deboli, in una continua alternanza di ruoli buono/cattivo.

Ma la violenza di Roderik è una violenza inaudita, lucida e calcolata, nei confronti di chi, senza nemmeno volerlo, lo ha illuso e questo pensiero ci fa capire quanto sia malata e distorta la sua visione del mondo e delle relazioni.

L’alternanza tra le scene che si svolgono tra le mura della scuola, dove avviene la strage, e i ricordi immediatamente precedenti a quel momento, ci da una visione d’insieme: da una parte Roderik, che ha imbracciato due fucili e si appresta a vendicarsi di un fantomatico torto subito, e dall’altra la storia che si dipana e ci spiega come si sia arrivati a quel momento, e i pezzi si incastrano alla perfezione come in un puzzle.

Quello che mi ha personalmente disturbata di più sono le scene che raccontano una violenza malcelata, di abusi travestiti da azioni a malapena consenzienti, che confondono le vittime con i carnefici; vittime che credono, nella loro vulnerabilità, di avere il controllo, mentre sono solo delle pedine nelle mani di un pazzo, che riesce a manipolarli facendo loro credere che non ci sia nulla di sbagliato.

“A Elliot sarebbe piaciuto essere una preda, con quell’incoscienza mossa dal bisogno che però finisce per trasformare inesorabilmente una preda in una vittima”.

Un libro che molto probabilmente mi sarei lasciata scappare se non fosse stato per il consiglio di leggerlo, un libro brutalmente onesto e realistico, scorretto e molto crudo.

Ma il lieto fine c’è e ci fa infine respirare:

“Un mostro ha cercato di distruggere la sua vita e quella di altri ragazzi senza motivo, voleva una strage e c’è andato vicino. Invece loro sono sopravvissuti, perché ciò che distingue una preda da una vittima è il coraggio in fondo alla disperazione”.

Un libro decisamente duro e difficile, ma che secondo me merita di esser letto.

Faccio solo un piccolo appunto per quanto riguarda la forma perché, a parte alcuni refusi e qualche errore grammaticale, l’ho trovata tutto sommato pulita, specialmente per essere una prima pubblicazione.

 

Un commento su “RECENSIONE: “CHASED – BRACCATO” di Jamie A. Miller – 27 Agosto 2017

  1. Jamie A. Miller
    29 gennaio 2018

    Grazie per la puntuale e lusinghiera recensione. Hai descritto il personaggio di Roderik in profondità e con lucidità, come speravo accadesse.

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 24 gennaio 2018 da in Contemporaneo, Romance con tag , , .

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