Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… THE BOYS IN THE BAND

ARTE E MUSICA

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana torna a farci compagnia la rubrica “Arte e Musica” con l’opera teatrale “The Boys in the Band”, del drammaturgo statunitense Mart Crowley, e generalmente considerato uno dei testi fondamentali del teatro LGBT.

 

 

“The Boys in the Band” debutta a New York nel 1968 e originariamente fu messo in programma per sole cinque serate, in un piccolo teatro off-Broadway, ma dopo una sola notte lo spettacolo fu sulla bocca di tutti e finì al Theatre Four, sulla West 55th Street, richiamando celebrità di vario tipo, come Jackie Kennedy, Marlene Dietrich, Groucho Marx e Rudolf Nureyev.

Lo spettacolo rimase in scena per oltre mille repliche e nel 1970 William Friedkin diresse un adattamento cinematografico di “The Boys in the Band”, intitolato “Festa per il compleanno del caro amico Harold”, primo film hollywoodiano a trattare il tema dell’omosessualità. Nel film troviamo diversi attori del cast originario che lavorarono alla piéce teatrale portata in scena a Broadway, tra cui Keith Prentice, Leonard Frey e Robert La Tourneaux. Esistono tre versioni del film: quella originaria della durata di 127 minuti, la versione distribuita nelle sale italiane di 119 minuti e un’ultima versione di 108 minuti passata in tv. Furono mosse anche alcune critiche contro il film, critiche nei confronti del ritratto negativo e pessimistico degli omosessuali.

 

“The Boys in the Band” si svolge all’interno di un appartamento di New York, dove nove amici si riuniscono per celebrare il compleanno di Harold. Quest’ultimo è molto preoccupato dal passare del tempo ed è terrorizzato dalla prospettiva di perdere il suo bell’aspetto invecchiando. Harold è gay e alla festa organizzata da Michael, grande amico del festeggiato ma in perenne contrasto con lui, prendono parte vari amici omosessuali appartenenti alla borghesia intellettuale di New York, e Alan.

Alan è un ospite a sorpresa invitato da Michael, suo amico ed ex compagno di università, ma anche l’unico eterosessuale tra i presenti. Infatti Alan è sposato e vuole confessare un grande segreto a Michael, ma questo non verrà mai rivelato nel corso del dramma e sarà proprio la sua presenza a tramutare la festa in una sorta di analisi collettiva, dove gli uomini si scambieranno battute sempre più feroci e il rancore dentro ognuno di loro li porterà verso un terribile gioco al massacro, dove scopriranno a loro spese di essere più soli di quanto pensassero e verrà messo a nudo il passato tormentato di ognuno.

Michael ha ricevuto una solida educazione cattolica ed è da anni in psicoterapia per accettare la propria omosessualità, Cowboy è il giovane e bellissimo e non molto intelligente gigolò che gli amici “comprano” a Harold per il suo compleanno, Donald è un omosessuale tormentato che si trasferisce a New York per vivere in pieno la vita gay, Bernard è un ragazzo afroamericano ancora innamorato del ricco rampollo bianco della famiglia per cui la madre lavora come cameriera, Emory è effeminato e sopra le righe, Larry è un fotografo incline al sesso occasionale e Hank è il ragazzo di Larry, ma a differenza del fidanzato è fortemente legato al concetto di relazione monogama ed è stato sposato con una donna in precedenza.

 

Il dramma queer “The Boys in the Band” tornerà in scena nella primavera 2018 al Booth Theatre di New York, in occasione del 50° anniversario, con un cast hollywoodiano, e la prima produzione di Broadway della piéce teatrale sarà diretta da Joe Mantello e prodotta da Ryan Murphy.

“Il significato di The Boys in the Band non può essere sottovalutato. Nel 1968 Mart Crowley ha fatto la storia teatrale dando voce ai gay sul palco, in questo gioco senza compromessi, onesto e maliziosamente divertente. L’opera teatrale è stata rivoluzionata nella sua esplorazione di come gli uomini gay si trattassero l’un l’altro, senza doversi scusare per quello che sono, in un mondo che non era ancora disposto ad accettarli pienamente”. (Ryan Murphy)

Il dramma debutta per la prima volta nell’era pre-Stonewall e sebbene tutto questo avvenga prima del matrimonio egualitario e di altri avvenimenti importanti per la comunità LGBT, l’attore Zachary Quinto ha dichiarato che il messaggio trasmesso da “The Boys in the Band”, era importante in un momento in cui i diritti degli omosessuali erano minacciati dal clima politico americano.

“Siamo arrivati così lontano negli ultimi cinque anni solo legislativamente, eppure c’è stata questa esplosione di pensiero arretrato e dannoso, un’ideologia politica che ha travolto il nostro paese. Siamo responsabili di alzarci in piedi e di essere riconosciuti, di celebrare noi stessi e celebrare la nostra comunità in un modo che mostri a queste persone, che stanno cercando di annullare i nostri progressi, che non andremo da nessuna parte”. (Zachary Quinto)

Il cast che riporterà in scena a Broadway una delle più celebri pièce teatrali LGBT d’America è composto da Jim Parsons (Michael), Zachary Quinto (Harold), Matt Bomer (Donald), Andrew Rannells (Larry), Charlie Carver (Cowboy), Robin De Jesùs, Brian Hutchison, Michael Benjamin Washington e Tuc Watkins.

 

 

 

Vi lascio con un video in cui il cast offre un’anteprima della produzione.

 

 

 

FONTI: http://www.youtube.com

https://it.wikipedia.org/wiki/The_Boys_in_the_Band

https://it.wikipedia.org/wiki/Festa_per_il_compleanno_del_caro_amico_Harold

http://www.gay.it/cinema-gay/video/the-boys-the-band-ryan-murphy-teatro-video

http://www.gay.it/cinema-gay/video/the-boys-the-band-ryan-murphy-teatro-video

 

Tonyella

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Questa voce è stata pubblicata il 1 marzo 2018 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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