Tre libri sopra il cielo

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ARTE E MUSICA… BRIAN EPSTEIN

Buongiorno amici e amiche del blog! Eccoci qui per un nuovo appuntamento con la rubrica “Arte e Musica” dedicata questa settimana ad un imprenditore inglese, nonché manager dei Beatles, Brian Samuel Epstein.

Noto soprattutto per essere stato il manager dei Beatles, Epstein fu determinante per il successo iniziale del gruppo e il suo intuito imprenditoriale lo portò a una fama senza precedenti per un agente. Egli si propose per la gestione del gruppo in un periodo in cui i Beatles non erano altro che uno dei duecento gruppi beat di Liverpool e stavano lottando già da tempo per ottenere il successo. Benchè non avesse avuto altre esperienze come agente, Epstein rivelò un’innata abilità nel presentare e promuovere il quartetto. Nato nel Settembre 1934 a Liverpool, morì prematuramente nell’Agosto del’67 a Londra a causa di un’overdose di anticonvulsivanti e alcool.

Nato da genitori di religione ebraica, Brian Epstein ebbe una formazione scolastica irregolare cambiando setti istituti a causa dei risultati deludenti. Lasciata la scuola a quindici anni, dopo una parentesi come venditore nel negozio di famiglia e dopo il servizio militare con congedo anticipato, studiò alla Royal Academy of Dramatic Art di Londra che abbandonò al terzo trimestre e fu mandato da suo padre a lavorare nel nuovo negozio di dischi NEMS a Liverpool. Epstein fu incaricato di gestire il settore musicale e iniziò a scrivere regolarmente sulla rivista Mersey Beat.

Brian si dimostrò da subito un ottimo venditore, con innate doti di persuasione, un grande fiuto per i successi musicali e attenzione ai bisogni della clientela. E proprio grazie a questa clientela che incontra i Beatles, infatti nell’Ottobre 1961 più di una persona richiedeva il 45 giri che il gruppo, che nelle etichette originarie del disco figurava con nome di Beat Brothers, aveva inciso in Germania con Tony Sheridan, Epstein non riuscendo a procurarselo si rivolse direttamente ai Beatles per ottenere informazioni. Il manager andò a vederli insieme a Alistair Taylor, suo assistente, al Cavern Club e rimase folgorato dalla performance e dal successivo incontro con il quartetto in camerino.

Nel Dicembre dello stesso anno, Epstein e i Beatles si incontrarono nuovamente e quest’ultimi decisero di assumerlo come manager del gruppo e all’inizio dell’anno seguente firmarono un contratto di sei anni. Epstein non firmò subito il contratto, lasciando ai Beatles la possibilità di svincolarsi dagli obblighi previsti nell’accordo e anche perché il contratto non era tecnicamente legittimo poiché McCartney e Harrison non avevano ancora l’età legale per farlo. Epstein fu determinante per il successo iniziale della band, dopo che vennero rifiutati dalle maggiori etichette europee e statunitensi, il manager riuscì a conquistare George Martin, un dirigente della Parlophone, una piccola casa di produzione legata alla EMI. Epstein, chiamato colloquialmente “Eppy” dai quattro musicisti, divenne uno dei principali promotori del successo del gruppo trasformandosi da manager di un gruppo di provincia a uno dei più potenti imprenditori del mercato musicale.

Professionalmente, oltre a curare i Beatles, il manager cercò di gestire con successo Gerry & The Pacemakers, Billy J. Kramer & The Dakotas, The Big Three, i Rustiks, Tommy Quickly, Paddy, Klaus & Gibson, Cilla Black e molti altri artisti.

Nel corso degli anni il rapporto tra il manager e la band mutò riflettendo il cambiamento del gruppo. La decisione dei quattro musicisti di cessare le esibizioni live fece temere a Epstein che non avrebbero rinnovato il contratto di mangement, cosa molto probabile dato che Brian fu determinante per il lancio del Beatles ma in seguito si rivelò uno scadente negoziatore e un improvvisato imprenditore. L’unico vero affare concluso fu proprio il suo, infatti negoziò per se stesso il 25 per cento dei loro compensi e si rivelò disastroso sia nella gestione delle tournèe che in quella dei gadget. Gli stessi Beatles percepivano pochissimo sulla vendita di ogni loro singolo disco. Tuttavia, l’efficienza e le doti organizzative, furono riconosciute e rimpiante appena dopo la sua scomparsa.

“I Beatles sembravano persi senza Brian”. (Alistar Taylor)

La ricchezza crescente esaltò i suoi due vizi inveterati, Epstein era un giocatore d’azzardo e col tempo divenne anche un forte consumatore di droghe e per queste ragioni era costretto a frequenti visite alla Priory, una clinica privata dove ritrovava il suo temporaneo equilibrio. La sua vita fu inoltre segnata dal suo orientamento sessuale, la sua omosessualità fu tenuta strettamente riservata prima della sua morte. Nei suoi contatti con la band era particolarmente attratto dalla rudezza di Lennon, del quale si era innamorato e nacquero dei pettegolezzi sul fatto che durante una vacanza di quattro giorni in Spagna nel 1963 ci fossero stati dei rapporti sessuali fra i due. Lennon negò sempre, anche se spesso in modo ambiguo.

Nel libro “The Quarrymen”, di Hunter Davies che ripercorre le vicende della band da cui ebbero origine i Beatles, si racconta proprio questo episodio e Davies conferma che fra Lennon e Epstein ci fu una relazione sostenendo di averne avuto notizia proprio da Lennon ma di non averci creduto fin quando Pete Shotton, amico di Lennon e membro dei Quarrymen, gli confermò la notizia. La notizia però non è del tutto inedita, infatti Albert Goldam in “The Lives of John Lennon” (1988) dedica parecchie pagine all’accaduto:

A Barcellona, dove John e Brian erano andati insieme in vacanza: “Eppy continuava a starmi addosso, finchè una sera ho finito col tirarmi giù i calzoni e gli ho detto: “oh santo cielo Brian, allora tiralo fuori e mettimelo nel culo”. E lui mi ha risposto: “In effetti, John, io non faccio quel tipo di cosa. Non è quello che mi piace fare.” “Beh, risposi io, cos’è che ti piace fare, allora?” E lui mi ha detto: “Io vorrei proprio soltanto toccarti John”. E così ho permesso che mi masturbasse… Si, tutto qua. Povero bastardo…” (estratto – John Lennon)

Qualche anno più tardi però John Lennon diede al manager Allen Klein un’altra versione dei fatti:

“L’ho masturbato perché volevo tenere sotto controllo l’uomo che teneva sotto controllo le nostre vite e le nostre carriere”. (John Lennon)

Ma secondo Goldam, Lennon e Epstein non si limitarono a un singolo contatto sessuale, la loro relazione continuò in maniera intermittente finchè Brian restò in vita e quest’ultimo raccontò la propria versione dei fatti a Peter Brown e gli disse che aveva fatto un lavoro di bocca a John Lennon ma non poteva ammettere un atto così intimo perché l’avrebbero fatto passare per un omosessuale.

Nel 1964, prima nel Regno Unito e poi negli Stati Unito d’America, fu pubblicata “A Cellarful of Noise”, autobiografia di Epstein scritta insieme a Derek Taylor, assistente del manager e addetto stampa della band. John Lennon, crudelmente sarcastico nei confronti di Epstein, lo derise affermando che la biografia avrebbe dovuto intitolarsi “A Cellarful of Boys” (Una Collezione di Ragazzi). L’omosessualità di Epstein, e soprattutto il fatto di doverla nascondere, furono responsabili della sua insicurezza e del suo carattere instabile, fatto di scatti umorali che alternavano reazioni calorose e successivi atteggiamenti gelidi, accessi d’ira incontrollati e repentini pentimenti.

La decisione dei Beatles di produrre la loro musica soltanto in studio, la consapevolezza di non avere più un ruolo attivo e utile, l’imminente scadenza del contratto e la preoccupazione di mantenere nascosto il proprio orientamento sessuale, lo fecero cadere in una spirale di depressione e paranoia. Consumatore abituale di psicofarmaci, Epstein fu trovato morto il 27 Agosto 1967 nella sua casa londinese di Chapel Strett nel weekend in cui i Beatles erano in Galles per incontrare il guro indiano Maharishi Mahesh Yogi. Il manager aveva già tentato di togliersi la vita per due volte e per questa ragione si pensò al suicidio, teoria smentita però dalle condizioni del ritrovamento e dal verdetto del coroner secondo il quale la morte di Epstein era da considerarsi accidentale, causata da un’overdose di Carbatrol.

La salma del manager venne trasferita e Liverpool e due giorni dopo il decesso furono celebrate le esequie presso la Greenbank Drive Synagogue, in assenza dei Beatles la cui partecipazione avrebbe potuto richiamare folle di fan. In seguito Brian Epstein venne trasportato al Cimitero Ebraico di Long Lane a Liverpool, sepolto non lontano dal padre ma non al suo fianco, come invece la madre avrebbe voluto. Presenti solo gli amici più stretti che rimasero amareggiati dalle aspre parole pronunciate dal rabbino nell’orazione funebre.

“Se c’è stato un quinto Beatle, quello era Brian”. (McCartney)

La storia del manager dei Beatles diventerà una serie per il piccolo schermo. La rete televisiva statunitense Bravo, di proprietà della NBC, ha raggiunto un accordo con Vivek J. Tiwary, autore del fumetto The Fifht Beatle: The Brian Epstein Story, per trarre una serie di episodi dalle sue tavole. Per scrivere la sceneggiatura è stato chiamato proprio Tiwary e sarà pure produttore, il progetto si è assicurato anche l’accesso al catalogo musicale di Lennon e McCarteny diventando così il primo biopic legato ai Beatles a farne uso.

La serie, in fase di sviluppo, racconterà la storia di Epstein, la sua vita difficile finita a soli 32 anni per un’overdose. Racconterà il suo essere Ebreo e gay negli anni Sessanta quando l’omosessualità era considerata un crimine in Gran Bretagna e racconterà la sua solitudine e il suo bisogno costante di sentirsi parte di quel gruppo di ragazzi che scoprì al Cavern Club di Liverpool.

Vi lascio con Let It Be dei Beatles.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=2xDzVZcqtYI

FONTI: https://it.wikipedia.org/wiki/Brian_Epstein

http://www.rockol.it/news-30384/john-lennon-e-brian-epstein-riemerge-gay-story?refresh_ce

http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2018/03/10/news/brian_epstein-190929172/?ref=fbpr

 

 

 

 

Un commento su “ARTE E MUSICA… BRIAN EPSTEIN

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Questa voce è stata pubblicata il 15 marzo 2018 da in ARTE E MUSICA con tag , .

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