Tre libri sopra il cielo

Blog dedicato alla letteratura M/M e Lgbt in tutte le sue sfaccettature

LGBT… ON THE MOVIE

lgbt on the movie

 

Buongiorno amici e amiche di Tre Libri Sopra il Cielo, questa settimana per la rubrica LGBT… ON THE MOVIE parliamo di cinema e dell’attore britannico Rupert James Hector Everett.

 

Nato in Inghilterra il 29 maggio 1959, Rupert discende dalla famiglia reale di Carlo II Stuart, Re di Inghilterra e di Scozia, ed è figlio del Maggiore dell’Esercito Britannico e uomo d’affari Anthony Michael Everett. Nato in una famiglia agiata, fin da piccolo dà segni di arroganza che lo porteranno a trasformarsi in un giovane ribelle e all’età di 7 anni viene mandato all’Ampleforth College, un istituto diretto dai monaci Benedettini dove impara a suonare il pianoforte, con il sogno di diventare una rockstar internazionale.

All’età di 15 anni lascia la scuola e la sua regione natia per andare a studiare alla Central School of Speech and Drama di Londra, dalla quale verrà espulso per dei diverbi piuttosto animati con i suoi insegnanti; pur provenendo da una famiglia altolocata, Rupert vive in ristrettezze economiche e per potersi mantenere inizia a lavorare come modello a Milano e persino come escort. Dopo aver studiato alla Royal Shakespeare Company entra nella Citizen Company of Glasgow dove inizia la sua carriera da attore.

 

Rupert raggiunge il successo per la prima volta nel 1984, interpretando un agente doppiogiochista nel film Another Country – La scelta, l’anno seguente recita in Ballando con uno sconosciuto e nel 1987 sarà accanto a Ornella Muti nell’adattamento del romanzo di Gabriel Garcìa Marquez, Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi. Due anni dopo lo troviamo nel primo lungometraggio di Pierre-Henri Salfati, Tolèrance, che gli permetterà l’anno successivo di avere un ruolo accanto a Christopher Walken in Cortesie per gli ospiti e di entrare nel cast di Pret-à-Porter di Robert Altman, girato nel 1994 accanto a Sophia Loren, Marcello Mastroianni e Lauren Bacall. Nel 1995 è ingaggiato da Nicolas Hytner per il film La pazzia di Re Giorgio.

 

Nello stesso anno diventa un’icona maschile ritrovandosi sulla pubblicità del profumo Opium di Yves Saint Laurent e l’anno successivo è protagonista in Il matrimonio del mio migliore amico, dove recita al fianco di Julia Roberts e Cameron Diaz sotto la regia dell’australiano P.J. Hogan. Questa è la parte che più di ogni altra gli offre nomination e onoreficienze: BAFTA, Golden Globe, Mtv Movie Award. E all’indomani del suo successo fa scalpore una sua intervista a Sky dove a un giornalista che gli chiese cosa ne pensasse di essere in continuazione descritto come apertamente gay Everett rispose: “Gay è il mio nome di battesimo”.

 

Con la fine degli anni novanta miete ancora successi e gira tre film di seguito: Un marito ideale, Sogno d’una Notte di mezza Estate e Inspector Gadget. Nel 2000 sarà accanto alla sua grande amica Madonna nel film Sai che c’è di nuovo?, dove è inserita la canzone “American Pie”, cantata dallo stesso Rupert insieme a Madonna. Nel 2001 insieme a Max Pisu e Enrico Brignano è nel film South Kensington e nel 2002 è il protagonista insieme a Colin Firth ne L’importanza di chiamarsi Ernest, mentre nel 2003 è nel film Le relazioni pericolose con Catherine Deneuve.

Nel 2007 viene pubblicata l’autobiografia Red Carpets and Other Banana Skins, edita in Italia da Sperling&Kupfer con il titolo Bucce di Banana.

Rupert Everett è noto anche per essere la figura di riferimento usata da Tiziano Sclavi per le fattezze del personaggio di Dylan Dog ed è stato anche protagonista del film Dellamorte Dellamore di Michele Soavi, tratto dall’anonimo romanzo dello stesso Sclavi. Dopo aver vissuto tra il 2006 e il 2010 a New York City, Everett è tornato nel Regno Unito a causa delle cattive condizioni di salute del padre e nel 2008 ha comprato una casa nel distretto di Belgravia a West London.

Everett è stato tra i primi sex symbol di Hollywood a parlare liberamente di omosessualità e a dichiarare di essere gay. In una recente intervista nel programma televisivo Verissimo, Everett ha parlato della sua decisione di fare coming out e dei motivi che lo spinsero a rivelare la verità sulla propria sessualità:

“Ho deciso di dire la verità sulla mia omosessualità perché non volevo mentire. Non è stata una vera scelta, ma frequentavo abitualmente discoteche gay e non volevo essere costretto a mentire, perché quando menti sei in una posizione fragile e vulnerabile. Ora però ho un compagno con il quale sono felice da 11 anni. (…) Volevo essere una ragazza da bambino e mia madre mi ha regalato una gonna che ho indossato fino a 7 anni. Ed è lì che ho deciso di diventare attore”.

Rupert Everett è reduce dalla sua prima esperienza come regista, difatti ha scritto e diretto il film The Happy Prince – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, nel quale è anche il protagonista. L’attore porta lo spettatore in un viaggio malinconico, romantico e decadente, raccontando la vita di Oscar Wilde (Everett) dopo la scarcerazione, soffermandosi sul rapporto con l’amico Reggie Turner (Colin Firth) e l’agente letterario Robbie Ross (Edwin Thomas), innamorato di Wilde, sull’esilio a Parigi, sulla parentesi felice a Napoli con l’amato Lord Alfred Douglas (Colin Morgan), sulla morte della moglie Constance (Emily Watson) e sul suo “addio” poetico alla vita.

“Nel film si parla di un uomo che viene distrutto perché omosessuale, ancora oggi ci si identifica purtroppo, pensiamo a quello che succede in Giamaica, in Cina, in India, in Russia e anche in Inghilterra e in Italia con la Lega. Assistiamo a degli atteggiamenti omofobi sempre più diffusi e pericolosi. E’ preoccupante che una città come Genova non sostenga il Gay Pride. Noi gay dobbiamo prestare attenzione ed essere vigili”. (Rupert Everett)

 

FONTIhttps://it.wikipedia.org/wiki/Rupert_Everett

http://www.mymovies.it/biografia/?a=4525

http://www.tgcom24.mediaset.it/televisione/rupert-everett-ho-deciso-di-dire-la-verita-sulla-mia-omosessualita-_3136954-201802a.shtml

 

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Questa voce è stata pubblicata il 11 maggio 2018 da in lgbt on the movie con tag , .

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